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Skunk Anansie a Cosenza, i radical chic si indignano perché la gente ignora chi siano

Singolare il siparietto che si sta tenendo nella città bruzia dove, da qualche giorno non si fa altro che parlare del fatto che la gente del posto, non sappia chi siano gli Skunk Anansie, gruppo rock che a quanto pare dovrebbe allietare il famoso concertone dell’ultimo dell’anno.

E così tutti coloro che presumibilmente sanno chi siano Skin ed il suo gruppo, ma che con molto probabilità stentano a ricordare anche solo 10 parole della loro più famosa canzone, si stanno indignando e stanno avendo non poco da ridire circa il fatto che il popolo cosentino si stia chiedendo chi siano e perché l’amministrazione comunale non abbia scelto qualcosa di più accessibile alle masse.

Loro, i radical chic, hanno inondato le bacheche Facebook, prendendo le distanze dalla plebe che ignora, che ha la colpa di non sapere, ma che però è stata abituata ormai da decenni a personaggi decisamente più “alla portata”, più popolari, più da canzonetta.

Il problema a mio avviso arriva da più lontano. Il concertone di capodanno che moltissime amministrazioni comunali” somministrano” – è proprio il caso di dirlo – alla popolazione, non può considerarsi cultura e forse, pensandoci bene neanche spettacolo, che di solito prevede una performance artistica con pagamento di biglietto.

Il concertone è da sempre un’opportunità che si da alle persone di uscire di casa, di fare quattro passi e di fermarsi – così come fan tutti – a vedere “chi c’è o cosa fa” questo o quel personaggio, questo o quel cantante, e se è “conosciuto” allora bene, si resta, oppure se lo si sa per tempo, ci si organizza per trascorrere in piazza l’ultimo dell’anno.

Si ha pretesa dunque, che il popolo cosentino gioisca per un artista che non conosce, che ringrazi e si inchini all’amministrazione comunale per il nome internazionale, perché – così come la pensano i radical chic e quelli che tutto sanno e tutto conoscono – sarebbe un grande regalo che viene fatto loro. A parte il fatto che il regalo per essere efficace dovrebbe essere fatto tenendo bene a mente le caratteristiche di chi lo dovrà ricevere, ma poi … per davvero si poteva immaginare che dovo aver portato a Cosenza Gabbani o Fedez, o Martufello o Alvaro Soler, la popolazione potesse gioire per un artista o per un gruppo internazionale di cui probabilmente conosce anche il nome, ma non gradisce perché non inquadrato in quel “senso” che è stato da decenni dato al concertone di fine anno?

Sarebbe il caso di interrogarsi su come possa essere possibile che una popolazione (parlando in generale, si intende) possa conoscere il nome internazionale, possa capire di un particolare genere di musica, se mai nessuno lo ha educato, istruito e incuriosito verso qualcosa che esuli dal loro mondo fatto di popolarità. La cultura in una città dovrebbe comprendere rassegne musicali di vario genere, dovrebbe pian piano includere nomi internazionali promuovendo le iniziative, collaborando con le associazioni del territorio che magari si occupano proprio di musica di settore, dovrebbe educare i giovani alla conoscenza di diversi generi musicali, incuriosirli, creando circuiti in cui gli stessi ragazzi del conservatorio cittadino, possano avere un ruolo organizzativo e partecipativo.

Non voglio sindacare nel lavoro dell’amministrazione comunale di Cosenza, in quello del Sindaco, o dell’assessore alla cultura, anche se mi piacerebbe sapere come siano giunti a quel nome, però pretendere che la cittadina reagisse con slancio ed enfasi a qualcosa che non conosce perché nel tempo non è stato accompagnato nella conoscenza di quel qualcosa, mi sembra un po’ esagerato. Certo, come Occhiuto stesso ha dichiarato “si spera che giunga gente anche da fuori città per assistere al concerto e lo scopo è dare visibilità a Cosenza e possibilità a tutti di festeggiare in piazza”.

Tranquilli…i cosentini vivranno il loro capodanno in piazza, mangeranno le noccioline, berranno la birra, e poi ancora panettone e spumante, faranno festa come sempre, e magari canticchieranno anche il refrain di “Because of you“, perché alla fine sì che lo conosce il pezzo, è la colonna sonora dello spot di una famosa casa automobilistica!

 

 

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