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Sit – in Nastrini Rossi per i Sindacati

Sit-in Nastrini Rossi Docenti – invito ai Sindacati Il 28 ottobre noi Nastrini Rossi Docenti torniamo in piazza con sit – in nelle città di Bari (con delegazioni dall’Abruzzo e dalla Basilicata), Napoli, Palermo, Cosenza per ricordare a tutti la nostra condizione di deportati, ma soprattutto per continuare il dialogo aperto ormai da tempo con le istituzioni e tutte le sigle sindacali, in vista dell’incontro previsto al MIUR per il prossimo 2 novembre. Sarà infatti questa un’occasione per chiedere nuovamente ai comparti scuola della CISL, della CGIL, della UIL, dello SNALS ed alla GILDA, di sostenere le nostre legittime richieste: deroga al vincolo triennale di permanenza nella prima sede di assegnazione nella futura mobilità, proroga ulteriore della vigenza dell’ “emendamento Puglisi”, revisione dei criteri di determinazione degli organici dell’autonomia, trasformazione di almeno 25 mila posti di organico di fatto in organico di diritto. Abbiamo accolto con fiducia la notizia della volontà da parte del MIUR di stabilizzare 25 mila cattedre anche se siamo ben consapevoli che i numeri dei posti annualmente adeguati allo stato di fatto sono in realtà ben maggiori (si parla di oltre 65 mila posti, di cui almeno 35 mila di sostegno). Per questo chiediamo che tale cifra non scenda, ma anzi possa salire e che la stessa distribuzione di questi posti venga maggiormente concentrata nel centro – sud, date le problematiche emerse. Siamo tanti docenti e siamo uniti nelle nostre regioni e tra le nostre regioni: Puglia, Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata ed Abruzzo. Noi, uniti nel movimento dei Nastrini Rossi, continuiamo ad essere convinti di poter essere ascoltati perché le politiche di dialogo e di collaborazione tra docenti ci hanno condotti fino a questo punto e continuiamo ad essere certi che questa sia la strada giusta. Vi abbiamo invitato ai nostri sit – in perché con essi vogliamo ribadire che il nostro movimento non si configura come un movimento che guarda solo il “proprio orticello” perché le proposte che noi avanziamo sarebbero di giovamento a molte altre categorie di docenti ed all’istituzione della scuola italiana. Noi siamo per l’unione e la solidarietà tra insegnanti e non vogliamo alimentare divisioni. Proprio per questo ci aspettiamo che anche voi portiate avanti le nostre proposte e vi facciate carico della necessità di risolvere il nostro problema. Per questo vi chiediamo, con questo invito, di volerci anticipare quali saranno le vostre richieste in merito alle questioni che ci riguardano maggiormente (in primis dunque la questione mobilità) durante l’incontro del 2 novembre. Inoltre qui di seguito riportiamo nuovamente nello specifico le nostre proposte per risolvere la situazione spinosa della mobilità forzata stabilita con il CCNI dell’8 aprile 2016 solo per i docenti assunti da GAE in fase B e C del piano di assunzioni straordinario della Buona Scuola. Le proposte dei Nastrini Rossi Docenti: 1. Deroga al vincolo triennale di permanenza nella prima sede di assegnazione per consentire presentazione di domande di mobilità ai docenti neoassunti dando priorità alla provincia di residenza e comunque all’assegnazione entro il sesto ambito scelto. Il termine triennale di permanenza in sede di prima assegnazione è previsto come requisito generale anche in altri comparti della P.A. ma nel caso del reclutamento straordinario di cui alla 107 e considerato il carattere obbligato dello stesso, il vincolo si appalesa ingiusto. Fermo restando il vincolo per le assunzioni “ordinarie” si può prevedere una deroga per le assunzioni straordinarie avvenute ex lege 107. 2. Proroga ulteriore della vigenza dell’“emendamento Puglisi” anche agli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020 o trasformazione della durata annuale dell’assegnazione provvisoria in triennale. L’assegnazione provvisoria negli altri comparti della P.A. ha durata triennale. Nella Scuola è invece limitata all’ anno scolastico e dunque ha durata annuale. Oltre ad ingolfare le procedure amministrative degli USR, che ogni anno sono costretti alle stesse operazioni, la dimensione annuale non è sufficiente a risolvere le contingenze eccezionali derivate dal reclutamento straordinario della legge 107. 3. Trasformazione dei posti dell’organico di fatto in organico di diritto. Lo scollamento fra organico di diritto e organico di fatto è prassi consolidata alla quale il Governo ha spesso manifestato l’intenzione di ovviare. Per fare un solo esempio l’organico di diritto non copre iscrizioni non preventivate di alunni con disabilità grave certificata che C. Cost. 80/2010 ha ritenuto avere comunque diritto in ogni caso all’insegnante di sostegno. Per rispettare il dictum della Consulta (dovendo nel contempo rispettare il tetto massimo di docenti stabilito per legge nello “organico di diritto”), il MIUR annualmente autorizza posti di sostegno “in deroga”, con supplenze “fino al termine delle attività didattiche” creando ciò che vien definito “organico di fatto”. Si pensi all’anno scolastico in corso per il quale sono stati autorizzati ben oltre 30 mila posti in deroga sul sostegno. Riteniamo opportuno che tale fictio iuris venga sanata. E può esserlo attraverso l’uso dell’ organico della autonomia che può essere rideterminato a decorrere dall’a.s. 2017/2018, in misura pari ai posti attivati e autorizzati nel corso dell’ a.s. 2016/2017 e cioè a quello che è in effetti lo “organico di fatto”, sia per i posti comuni che per i posti di sostegno. 4. Revisione dei criteri di determinazione degli organici dell’autonomia al fine di garantire uniformemente sul territorio nazionale identità di condizioni di partenza nell’erogazione dell’offerta formativa, incentivando sezioni d’infanzia, classi a tempo pieno e prolungato, distribuite in egual misura in rapporto alla popolazione scolastica. Confidiamo davvero nella vostra presenza ai sit – in da noi organizzati: condivisione e dialogo sono secondo noi la vera base da cui ripartire per migliorare ciò che ancora non va nella nostra Scuola. Partecipate dunque alla nostra mobilitazione, ascoltateci e fatevi portavoce delle nostre idee, se le ritenete giuste e condivisibili.

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