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Sigonella: “allerta massima” per la guerra in Siria.


Alle 22.00 di Venerdì ( le 3 di notte in Italia) il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato alla Nazione di aver dichiarato di attaccare la Siria. Gli Stati Uniti operano in stretta sinergia con Gran Bretagna e Francia. L’Italia non da supporto militare all’operazione ma, in base ai trattati internazionali, concede l’uso delle basi Nato e Usa sul proprio territorio.
Dalla base Nato di Sigonella, nei giorni scorsi, sono partiti aerei spia in missione esplorativa e preparatoria all’attacco in Siria. In Boeing P-8A Poseidon della Marina Militare statunitense e un Boeing E-3 delle forze Nato. I due aerei starebbero tenendo sotto controllo le attività di una base russa in Siria e gli spostamenti militari al confine fra Siria e Turchia. All’alba di ieri un Boeing Ep-8 Neptun si è levato in volo per una missione di ricognizione durata otto ore.
La base militare di Sigonella è in stato di “massima allerta” e sono stati limitati drasticamente gli accessi alla base.
Proprio ieri sera, intorno le 21.00, un forte boato è stato sentito in tutte le zone limitrofe alla base e nella zona orientale della Sicilia. Si presume che fossero i caccia partiti dalla base e che abbiano rotto la barriera del suono.
L’attacco è partito dalle portaerei militari che navigano nel Mar Rosso. Tre gli obiettivi colpiti: un centro di ricerca scientifica militare a Damasco, un centro di comando e un deposito di stoccaggio per armi chimiche a Homs.
La Russia, certificato l’avvenuto attacco, ha fatto sapere che ci saranno conseguenze sul piano internazionale ma non ha chiarito quali saranno.

 

 

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