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Sicilia e Campania. Paese che vai, usanze Forestali che si equiparano !

Sicilia e  Campania, due regioni importanti, dove il mondo forestale è di casa e dove si accomunano, con situazioni lavorative indigeste di tanta gente che vive situazioni e vicissitudini che camminano di pari passo. Certo in Sicilia il numero di forza lavorativa è maggiore, così come il territorio ma li vede unite in battaglie che ancora non hanno portato a niente di costruttivo. Qualche passo avanti lo stà facendo la Regione Campania. con il fatto stesso di questi giorni di mettere i forestali in campo per la pulizia delle strade provinciali, dando un contributo fattibile ai veri problemi a cui si deve far fronte, come il fatto stesso di aver già liquidato tutti i pagamenti arretrati. Sul fronte siciliano la situazione rimane ancora incerta sui stipendi arretrati e sul futuro lavorativo, con tiepidi segnali che rimangono tali visti le difficoltà dei fondi e si fa portavoce  Antonio David di Forestalinews  – «Purtroppo in Sicilia si cerca di cambiare, ma la realtà è molto più forte di un sistema inadeguato a cui i forestali sono succubi di un governo che non vuole mettere in atto ciò che il territorio chiede. Il fatto stesso di avere una forza lavoro a libro paga e poterli sfruttare per 365 giorni l’anno, su tutti i fronti lavorativi, cioè dissesto,parchi,aree comunali,non basta a far capire al governo regionale l’importanza che potrebbero dare questi lavoratori al territorio, così come il fatto di andare a cercare annualmente con tutte le difficoltà del caso, i fondi per avviare i lavoratori, non preventivando anticipatamente  la somma per far lavorare i Forestali ». – Il dissesto idrogeologico proclamato a gran voce giornalmente da tutti i politici italiani deve essere l’imput per cambiare e reagire ad una situazione di stallo, con spese che raddoppiano o triplicano quando debbono essere stimate su emergenze che si verificano.

In Campania i lavoratori forestali hanno vissuto una situazione di stipendi molto grave con ritardi di pagamenti arretrati impensabili, e giustamente intollerabili con situazioni al limite della sopportazione. «E’ chiaro e sfido chiunque, che tanta gente in situazioni del genere perde la testa – continua Antonio David – non bisogna meravigliarsi se la situazione degenera in macelleria sociale, la gente è stressata da queste situazioni che si ripetono puntualmente in un mondo precario che non ha fine, l’operaio deve vivere e pagare le bollette e non può mangiare quando se percepisce lo stipendio dopo tre-quattro-sei mesi.»- In Sicilia la situazione Finanziaria mette a rischio il futuro lavorativo con tante situazioni che devono essere ancora risolte e dove i lavoratori tentano di arrampicarsi in specchi che giustamente si vuole credere, ma che ultimamente hanno cambiato il modo di pensare e di agire, con il fatto stesso di non andare a votare alle prossime elezioni regionali ad ottobre, se prima non ottengono i risultati di una stabilizzazione o di un aumento di giornate. Su questo, conclude David –  «la maggior parte dei lavoratori sembra orientata ad andare avanti con un’ idea che alla fine potrà anche verificarsi non risolutiva, ma a parere di tanti giusta ,per far capire che sul lavoro non si può scherzare, così come per il politico che da sempre ha tenuto al guinzaglio il forestale per accaparrarsi il suo voto» …. Paese che vai, usanza che non cambia !

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