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Si riapre il caso Sapia: Il Gip accoglie la richiesta di opposizione all’archiviazione richiesta dalla difesa

Vincenzo Sapia

Il caso di Vincenzo Sapia, il giovane 29enne di Mirto Crosia, morto il 24 maggio del 2015 si riapre, dopo che nella giornata del 31  marzo u.s. il Gip del Tribunale di Castrovillari, Dott.ssa Letizia Benigno, si è espressa in merito alla richiesta di opposizione all’archiviazione, richiesta dall’Avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Sapia.

Ordina una integrazione alle indagini, il Gip, esprimendosi con parole che mettono in evidenza proprio la “persistente incertezza sulle cause del decesso del Sapia, che rende inopportuna una pronuncia di archiviazione [...]

E’ lo stesso Gip che rigetta, dunque, la richiesta di archiviazione e chiede al PM di “rivisitare i quesiti medico-legali affidandoli ad un medico-legale specialista nella branca della cardiologia”.

Sono tanti i passaggi dell’ordinanza del Gip,  che richiamano alle motivazione dell’opposizione all’archiviazione che l’Avv. Anselmo ha ben esposto durante l’udienza dello scorso 27 gennaio.
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E’ proprio il tema medico-legale, sul quale l’Avv. Anselmo ha maggiormente posto l’attenzione, che ritorna in maniera incisiva tra le motivazioni salienti spiegate nelle dieci pagine di ordinanza.

Si farà dunque ancora luce sulla vicenda, sulle incertezze di come si è approcciato alla vicenda stessa, come la tempistica nella gestione degli eventi, o i comportamenti cautelari e prudenziali da tenere nei casi di arresto e fermo di persone in condizioni di disagio psichico.

Avv. Fabio Anselmo

E’ lo stesso Avvocato Fabio Anselmo che raggiunto telefonicamente a seguito della ordinanza del Gip Benigno, a dirsi soddisfatto per l’esito raggiunto, e sottolinea ancora la sua convinzione che “la morte di Vincenzo Sapia, potesse e dovesse essere evitata“.

Simona Stammelluti

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