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Si chiude la stagione teatrale con la Scugnizza

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La Compagnia di Operetta
del Teatro Al Massimo di Palermo
UMBERTO SCIDA il Re dell’Operetta in
“LA SCUGNIZZA”
Musica di Mario Costa Libretto di Carlo Lombardo
con MARIA FRANCESCA MAZZARA e con SPERO BONGIOLATTI – ISADORA AGRIFOGLIO
COREOGRAFIE STEFANIA COTRONEO ORCHESTRA DIRETTA DAL M° DIEGO CRISTOFARO
CAST, CORPO DI BALLO e ORCHESTRA DEL TEATRO AL MASSIMO DI PALERMO
Regia UMBERTO SCIDA Supervisione Artistica ALDO MORGANTE PRODUZIONE DEL TEATRO AL MASSIMO DI PALERMO
NOTE DI REGIA
Scugnizza è un’operetta in tre atti di Mario Pasquale Costa su libretto di Carlo Lombardo, ispirata ai costumi di Napoli e alla napoletanità. La prima rappresentazione si tenne al Teatro Vittorio Alfieri (Torino), il 16 dicembre 1922.
Nella festosa cornice dei vicoli napoletani, Totò e Salomè, due gioiosi scugnizzi, conducono vita spensierata. Sempre a Napoli si trovano anche alcuni turisti americani fra cui il ricco vedovo Toby Gutter, sua figlia Gaby ed il suo segretario Chic che la corteggia senza successo. Gli scugnizzi, con Salomé in testa, portano una ventata di felicità nella vita degli americani e mister Toby è al settimo cielo. In brevissimo tempo, Toby viene letteralmente rapito dal fascino di Salomè e matura la decisione di sposare la scugnizza e di portarsela in America. La ragazza rimane interdetta, ma sua zia vede in questa unione la possibilità di una buona sistemazione per sé e per la nipote. Chi invece si dispera è Totò, convinto ormai di aver perso Salomè. Una sera, quando sono ormai state fissate le nozze fra Toby e Salomè, Totò vuole rivedere un’ultima volta la scugnizza ma, scambiato per un ladro, viene arrestato. L’innocenza dello scugnizzo viene presto dimostrata e il ragazzo può correre ad abbracciare Salomé. Toby capisce che nessuno potrà mai separare la ragazza dal suo amore, dalla sua città, dai suoi amici e dalle sue canzoni. Ritornerà in America mestamente con Gaby che, forse, si era innamorata di Totò…
Il libretto è ricco di spunti che ricordano l’opera verista, mentre la dominante vena melodica partenopea è attraversata dai ritmi dei nuovi ballabili come lo shimmy, caratteristica dello “stile Lombardo” propenso alla contaminazione tra generi musicali diversi.
Anche questa regia, nell’allestimento del Teatro AL MASSIMO di Palermo, rispetta la ricchissima verve napoletana, rinforzandola con gusto e sensibilità.
Balletti frizzanti, pieni di energia ed allegria che scuotono il pubblico invogliandolo a partecipare fino alla chiusura di un sipario che non si vorrebbe mai chiuso.

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