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Scicli: Nuovi crolli alla “Mànnara” di Montalbano

La Fornace Penna di Punta Pisciotto a Sampieri, conosciuta come  la “Mànnara” e divenuta celebre per essere lo scenario di inquietanti delitti della fiction di Rai uno del Commissario Montalbano, sta crollando in vari punti e si avvia a diventare un cumulo di macerie. La struttura regge ancora dopo decenni di incuria e di esposizione agli agenti atmosferici ma ormai sembra arrivata al collasso come evidenzia il parziale e continuo crollo della ciminiera centrale.

Il restauro della Mànnara, simbolo dell’archeologia industriale siciliana, dal 2004 si è trasformata in una vera e propria telenovela tutta siciliana che vede come protagonisti i 35 eredi del barone Penna (proprietari della struttura) gli enti pubblici di Ragusa e la Soprintendenza iblea.

Ed è proprio la proprietà privata del monumento a non aver consentito in questi anni alla Soprintendenza di intervenire per metterlo in sicurezza tanto da richiedere l’intervento della Procura della Repubblica.

Dopo le pressanti richieste della Sovraintendenza iblea, in questi giorni sono stati utilizzati dei droni forniti dalla Società italiana di fotogrammetria e topografia (Sifet) che hanno permesso di fotografare tutto il perimetro della struttura comprensivo di arcate e muratura, utilizzando anche laser e strumenti tecnici avanzati per i rilievi al fine di conoscere lo stato di salute della Fornace Penna.

Lo studio e i relativi risultati ottenuti dalla Sifet saranno presentati a Ragusa nel corso di un convegno promosso dalla Sovrintendenza in programma dal 21 al 23 giugno. La società proporrà soluzioni tecniche e gli interventi da effettuare, ma la sovrintendenza non ha risorse finanziarie per intervenire e i fondi promessi più volte dalla Regione non sono disponibili poichè i 300 mila euro stanziati sono stati decurtati.

Dal punto di vista giuridico c’è un altro ostacolo da superare. La struttura della Fornace, appartenuta al Barone Penna, e tutta l’area circostante è stata sequestrata dai carabinieri lo scorso anno su mandato della Procura della Repubblica per il mancato intervento, da parte dei 35 proprietari, che non hanno messo in sicurezza la struttura e andata distrutta da un incendio.

La “Mànnara” risulta essere uno dei sito tra i più vincolati d’Italia, per il quale adesso di richiede l’intervento anche del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.

Una storia complicata ma di ordinaria amministrazione in Sicilia i cui beni culturali spesso, anzi tante volte, non vengono tutelati né restaurati per mancanza di fondi, o per pura noncuranza o per i troppi vincoli burocratici.

Ci auguriamo che sia, quella della Fornace Penna, una storia a lieto fine nella speranza che tutto non crolli prima.

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