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Rifiuti, “sì all’ estero ma pagano i privati”

Un giorno sì e l’altro no. Appena 3 o 4 giorni addietro, il ministro all’ ambiente, Galletti, è intervenuto in commissione parlamentare nazionale sui rifiuti e ha lanciato l’ allarme : “L’ autonomia delle discariche in Sicilia è di 6 mesi”. E subito dopo alla Regione Sicilia, al Dipartimento regionale sui rifiuti, hanno annunciato che, per rimediare, tonnellate di spazzatura siciliana sarebbero state trasferite fuori dalla Sicilia “perché – hanno sottolineato testualmente i dirigenti – non vi è alternativa” . Ebbene no, è trascorso il fine settimana e il presidente della Regione, Crocetta, ha ruotato il timone e ha non invertito ma corretto la rotta della navigazione. Infatti, in conferenza stampa Crocetta ha scandito senza esitazione : “Non vi sarà nessun piano della Regione per inviare i rifiuti fuori dalla Sicilia ma solo un sostegno tecnico alle discariche affinchè siano i gestori privati delle discariche a pagare le spese nel caso si trasferissero i rifiuti all’ estero, E dunque non vi saranno costi aggiuntivi per i cittadini”. Il presidente della Regione ha pressato il piede sull’ acceleratore delle discariche pubbliche, rivendicando il merito di esserne lui il primo sostenitore, e ha ribadito : “Sono stato io a volere le discariche pubbliche, e ci tengo a precisarlo”. E poi, alla domanda come i gestori privati delle discariche fronteggeranno il costo del trasferimento dei rifiuti fuori dalla Sicilia senza gravare sulle tasche dei cittadini, Crocetta ha risposto : “Sui costi oggi il gestore privato incassa in media 90 euro a tonnellata per prendere i rifiuti, e altri 40 euro in media per le operazioni di tritovagliatura. Ma, secondo i nostri calcoli, in caso di invio fuori regione dei rifiuti, il costo di vagliatura per la frazione secca a carico dei gestori siciliani è di circa 15 euro a tonnellata. Quindi rimangono 115 euro, e non mi vengano a dire che con questa cifra i privati non trovano impianti fuori regione. La verità è che loro vogliono fare utili senza alcun investimento. Sono loro che non si sono voluti modernizzare, per questo siamo intervenuti noi. La tariffa non cambierà di molto e loro dovranno, con la stessa cifra o pochissimo più, adeguarsi per mandare la frazione secca indifferenziata fuori regione. In questo modo avremo altri 3 anni di autonomia, nell’attesa di fare i nuovi impianti di valorizzazione dei rifiuti”.

fonte teleacras

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2 Risposte per “Rifiuti, “sì all’ estero ma pagano i privati””

  1. ciccio nobile scrive:

    la verità che avevamo una discarica comunale ad AGRIGENTO ed e stata chiusa a siculiana ce l’anno i privati di cosa parliamo di munizza che costa più del oro si dovevano fare termovalorizzatore ma gli ambientalisti non vogliono in altri paesi ci sono e non e successo niente in sicilia e proibito cosa ci lamentiamo a fare tanto ormai siamo mani a nutru. tutto privatizzato a prezzi alti ed e tutto regolare come e bella a citta di PIRANDELLO

  2. Pietro Tornabene scrive:

    Art. 182 del Codice dell’ambiente (D. Lgs. n. 152/2006) Smaltimento dei rifiuti

    3. È vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi eventuali accordi regionali o internazionali, qualora gli aspetti territoriali e l’opportunità tecnico economica di raggiungere livelli ottimali di utenza servita lo richiedano.

    3-bis. Il divieto di cui al comma 3 non si applica ai rifiuti urbani che il Presidente della regione ritiene necessario avviare a smaltimento, nel rispetto della normativa europea, fuori del territorio della regione dove sono prodotti per fronteggiare situazioni di emergenza causate da calamità naturali per le quali è dichiarato lo stato di emergenza di protezione civile ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225.
    Preso atto che non è possibile smaltire i rifiuti urbani non pericolosi al di fuori delle zone dove si producono e che non siamo in presenza dei motivi della deroga del comma 3-bis non rimane altro che affermare che non è possibile smaltire i rifiuti fuori dalla Sicilia. Infatti recentemente proprio per evitare ciò la stessa G.R. guidata da Crocetta ha deliberato di realizzare i famosi impianti di termo-valorizzazione e per questo ha trasmesso un piano, denominato stralcio del Piano Regionale dei Rifiuti, per realizzarli.
    Comunque il divieto è stato ribadito in via tranciante ed ultimativa dal recentissimo DPCM 10 agosto 2016 nel quale è tassativamente vietata l’operazione di che trattasi.
    Tutto il resto sono discorsi da bar.
    Ottimi saluti Pietro Tornabene.

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