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Rifiuti, posti di lavoro a rischio e bando – ponte

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Martedi riunione a Gesa tra Srr, Comune e sindacati

Scongiurato lo sciopero degli operatori ecologici

ANNAMARIA MARTORANA

C’è la discussione sul futuro occupazionale di una trentina di operatori in servizio ad Agrigento ma anche il proseguimento del servizio di igiene urbana nel capoluogo che scade il 23 luglio, all’ordine del giorno della riunione tra la Srr Agrigento Est, il Comune di Agrigento e Cgil, Cisl e Uil fissata per martedì 2 maggio alle 15.30 a Gesa. Ma intanto, la convocazione della riunione, voluta dal presidente della Srr Salvatore Picone, ha già avuto come primo effetto positivo, quello di fare rientrare l’annuncio di una volontà di sciopero degli operatori ecologici, paventata dalle organizzazioni sindacali di categoria. Uno sciopero, che pur non avendo una motivazione oggettiva come gli stipendi, sarebbe servito a tenere alta l’attenzione su quello che è il futuro di tanti lavoratori sempre più “confusi” dalla ridda di informazioni, spesso contradditorie tra esse, che li riguardano. Preoccupazioni che durano ormai da qualche mese, da quando l’amministrazione comunale iniziò a parlare dell’attuazione della “diminuzione del quinto d’obbligo” nell’appalto del servizio di igiene ambientale, diminuzione che potrebbe portare anche al licenziamento immediato di decine di lavoratori, i primi dei quali sarebbero i 13 riassunti nei mesi scorsi, dopo una lunga vertenza che li ha visti anche incatenarsi per mesi davanti al Comune ricevendo anche la solidarietà del Cardinale Montenegro. Ma la riunione di martedì servirà anche per fare il punto sul futuro del servizio stesso visto che l’attuale appalto scadrà il 23 luglio. Al momento, l’unica cosa certa è che il Comune di Agrigento non ha la prerogativa di legge di procedere con il cosiddetto bando – ponte, al contrario di quanto era stato precedentemente sostenuto. La cosa infatti che spetta alla Srr ma la nuova società per la regolamentazione dei rifiuti non è ancora tecnicamente pronta a procedere con la predisposizione di un bando tanto importante. Cosa fare allora? Verosimilmente, si andrà avanti con una proroga di un anno, dell’appalto attuale per altro già prevista dal contratto in essere, chiedendo alle ditte titolari del servizio, Iseda, Sea e Seap di modificare la parte del capitolato che riguarda la raccolta differenziata, essendo Agrigento, uno dei pochissimi comuni siciliani e italiani a non avere ancora dato il via al servizio, fatta eccezione per il rione di Fontanelle dove comunque le percentuali rimangono molto basse.

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