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Regione Siciliana: il Consiglio dei Ministri boccia articoli della finanziaria varata all’Ars.


Il Consiglio dei Ministri, riunitosi lo scorso 2 Luglio e presieduto da Giuseppe Conte, ha bocciato circa venti articoli della legge finanziaria, varata dall’Assemblea Regionale, lo scorso Aprile.
Sono state respinte le norme che consentivano una serie di assunzioni nelle società partecipate, a partire dalla stabilizzazione del bacino dei circa 3 mila Pip. Bocciate anche le promozioni interne e le norme sui prepensionamenti dei regionali ed impugnati i contributi a pioggia erogati tramite la revisione dei fondi del Patto di azione e coesione (Pac). Per il Consiglio dei Ministri queste norme, contenute nella legge finanziaria della Regione Siciliana, sono in contrasto con le leggi nazionali.
Il M5S, per voce del capogruppo all’Ars Valentina Zafarana e il vice presidente dell’Assemblea Giancarlo Cancelleri, componente della commissione Bilancio, hanno dichiarato: “abbiamo letto basiti le dichiarazioni di Armao sul fatto che il Consiglio avrebbe impugnato le manovre volute dai deputati. Quando dicevamo, in commissione ed in aula, che la finanziaria era infarcita di errori macroscopici che sarebbero certamente stati impugnati, lo dicevamo a ragion veduta. Se questi sono gli esperti della politica, gli stessi cioè che in un recente passato hanno creato i disastri che ben conosciamo, allora la Sicilia è condannata”. Dopo l’impugnativa, il M5S chiede le dimissioni dell’assessore all’Economia Gaetano Armao.
Nello specifico, un comunicato diffuso da palazzo Chigi recita: “Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Erika Stefani, ha esaminato otto leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha quindi deliberato di impugnare: la legge della legge Regione Sicilia n. 8 del 08/05/2018, recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018. Legge di stabilità regionale”, in quanto varie norme eccedono dalle competenze statutarie e violano principi costituzionali. Infatti: alcune norme in materia di assunzioni e di collocamento in quiescenza del personale regionale invadono la competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordinamento civile e in materia di previdenza sociale con conseguente violazione dell’art. 117, secondo comma, lettere l), ed o), della Costituzione, nonché dei principi costituzionali di uguaglianza, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione previsti dagli artt. 3 e 97 della Costituzione”.
Inoltre: “Altre norme riguardanti la spesa sanitaria contrastano con i principi fondamentali riservati al legislatore statale in materia di “tutela della salute” e di “coordinamento della finanza pubblica”, di cui all’art. 117, terzo comma della Costituzione, ledendo altresì i livelli essenziali delle prestazioni, in violazione dell’art. 117, lett. m), della Costituzione. Altre norme ancora, incidendo sulle autorizzazioni per gli impianti eolici e fotovoltaici e sulle modalità di svolgimento e i criteri di partecipazione alle gare per l’affidamento della gestione del servizio di distribuzione del gas naturale, nonché sulle concessioni per i beni demaniali marittimi, contrastano rispettivamente con il principio di libertà di iniziativa economica di cui all’art. 41 della Costituzione, nonchè con il principio di tutela della concorrenza previsto dall’art. 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione. Ulteriori norme infine in materia, tra l’altro, di edilizia e di previdenza violano l’art. 81, terzo comma, della Costituzione, risultando prive della necessaria copertura finanziaria”.

 

 

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