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Raddoppio ss 640, una grande vittoria. Ma c’è anche una grande sconfitta

Togliere il merito al ministro Angelino Alfano per aver “partecipato attivamente” alla realizzazione del raddoppio della ss 640 è cosa da folli.

Solo gli irriconoscenti, gli invidiosi e gli oppositori di bassa lega possono permettersi di dire una sciocchezza del genere.

Onore al merito, onore ad Alfano. Lì, in quella maledetta strada fra le più pericolose in Italia sono morti non solo suoi amici ma anche tantissimi nostri amici. Amici di tutti, amici che non dovevano morire.

Doveva andare così e, purtroppo, è andata così. Oggi guardiamo avanti con la piena consapevolezza che amici e persone comuni potranno attraversare quei primi 32 km di strada senza rischiare seriamente di andare incontro alla morte.

Si tratta, appunto, di una grande vittoria che riesce a rendere meno disumana la condizione territoriale della nostra provincia anche se tanto, ma davvero tanto, rimane ancora da fare.

Un grazie particolare va riconosciuto anche all’ex presidente della Provincia regionale di Agrigento on. Vincenzo Fontana; anche lui ha voluto fortemente questa opera che rappresenta il fiore all’occhiello della sua attività amministrativa.

Ed è stato lo stesso Fontana a dichiarare che all’epoca del suo mandato aveva più volte chiesto soldi al ministro perché ad un certo punto aleggiava il terribile rischio di ritrovarsi dinnanzi all’ennesima opera faraonica incompiuta. Alfano, capito e soprattutto carpito il pericolo, ha sempre risposto positivamente. Si è fortemente interessato per far arrivare giù i quattrini necessari per completare l’opera.

Dinnanzi ad una vittoria così grande non possiamo sottacere, però, che il nostro territorio ha vissuto parallelamente anche una sconfitta altrettanto grande. Una sconfitta che si chiama aeroporto.

Anche in questo caso l’on. Fontana ha studiato, cesellato e fatto presentare un progetto per realizzare l’aeroporto ad Agrigento. E siamo certi che, anche in questo caso, l’ex presidente della Provincia ha chiesto ad Alfano di intervenire sull’ambizioso progetto relativo alla realizzazione di un aeroporto in territorio di Racalmuto, proprio in un lembo di strada che riguarda il raddoppio della 640.

Ed Alfano, cosa avrà risposto?

Le cose, purtroppo, sono andate in modo diverso. Conosciamo bene i problemi che da sempre hanno vietato categoricamente la realizzazione di un aeroporto ad Agrigento. I primi a ribellarsi sono stati “quelli di Palermo e Catania” perché Agrigento avrebbe rappresentato un duro colpo all’economia di “Fontanarossa” e “Falcone e Borsellino”.

Ricordiamo che ogni aereo che decolla e atterra in una pista lascia tanti bei quattrini. Quattrini che Palermo e Catania (chiamiamoli così) non hanno voluto assolutamente perdere, a costo di intasare i due scali fra i più frequentati in Italia.

Trentadue chilometri per quasi un miliardo di euro. Con questa cifra si sarebbero potuti realizzare cinque aeroporti internazionali, paragonabili a quelli di Dubai o di Bruxelles.

Nella nostra terra ne bastava soltanto uno, non necessariamente come quello di Dubai ma più “umano”; tanto sarebbe bastato per costituire un vero e proprio rilancio turistico-economico di elevatissimo spessore.

La ss 640 andava sistemata, per carità, ma infilare in questo contesto anche quel progetto del presidente Fontana nel bel mezzo di una montagna di miliardi non sarebbe stato male.

Una città a vocazione turistica come la nostra, con il Patrimonio dell’Umanità fra i più splendenti del mondo, non può e non deve privarsi di una struttura aeroportuale.

Ed in questa circostanza, oltre a Palermo e Catania si sono inseriti in modo assolutamente contrario (e privo di ogni logica) una serie di intellettuali di Contrada Noce e dintorni i quali, vedi caso, erano e sono i proprietari di pezzi di terra che andavano espropriati per realizzare l’aeroporto.

Altri intellettuali emigrati a Milano, attraverso fiumi di inchiostro su quotidiani nazionali hanno rimarcato che la nostra terra, la loro terra, non necessitava di un aeroporto.

Altro che vocazione turistica! Altro che sviluppo economico! Altro che decine, decine e ancora decine di posti di lavoro! Niente. E’ persino intervenuta la vedova del grande scrittore Leonardo Sciascia, le cui spoglie “avrebbero subito grave nocumento a causa del rombo dei motori degli aerei che atterravano e decollavano…”. Insomma, non sarebbe stato un vero e proprio riposo in pace!

Alfano ha dichiarato che ha impiegato 21 minuti, orologio alla mano, per percorrere il tratto di strada da Canicattì ad Agrigento. Davvero un bel tempo, nulla da eccepire. Ma è giusto ricordare ad Alfano che con l’aeroporto in contrada Noce, a quei 21 minuti, orologio alla mano, se ne fossero aggiunti altri 19, l’obiettivo da raggiungere non sarebbe stato più Canicattì ma semplicemente…Roma. Quaranta minuti di volo effettivi dal momento in cui l’aero stacca le ruote da terra da Agrigento e le poggia  nella pista di Roma.

O meglio ancora, visto che si decanta così tanto il turismo. Cinquantacinque minuti di volo effettivo per collegare un itinerario turistico mozzafiato che il mondo ci invidia ma che noi non abbiamo. Meno di un’ora per collegare Atene, Agrigento e le rispettive bellezze. Dal Partenone al Tempio della Concordia.

Questo è solo un esempio fra i mille proponibili. Purtroppo, però, non ci ha pensato nessuno. E Fontana, con quel progetto davvero ambizioso, poteva sbraitare notte e giorno: Alfano aveva le mani legate. Riggio, presidente dell’Enac, si è sempre messo di traverso perché non convinto dal flusso passeggeri; però continua a mantenere aperti gli aeroporti di Vicenza, Foggia, Salerno, Brindisi, Crotone, Massafra solo per fare qualche esempio. Chiedete a Riggio quanti passeggeri l’anno fanno questi aeroporti.

Una ingiustizia senza precedenti.

Così come è stata una ingiustizia la morte di tanta gente, amici e semplici persone, in quel maledetto tratto di strada fra i più pericolosi d’Italia.

Pazienza. Anche in questo caso doveva andare così ed è andata così.

12 Risposte per “Raddoppio ss 640, una grande vittoria. Ma c’è anche una grande sconfitta”

  1. philips ha detto:

    Al solito bello il filo, sostengo che le passerelle sono inutili anche perchè spendono soldi dei cittadini, per il resto al sig. Messina dico che si faccia il conto di quanti aeroporti esistono da Genova, Biella e Padova, Trieste e vedrà che esiste un aeroporto ogni mezz’ora o meno di macchina. Non capisco perchè la nostra città, decisamente turistica non possa godere di tale beneficio. So che il Sig. Riggio, mi pare sia della nostra provincia, ha sempre remato contro, ma non capisco ne so quali interessi tutela.

  2. Gerlando ha detto:

    Si si ma quale aeroporto se giocano sul problema da decenni. Al Ministro Angelino Alfano che all’attuale classe politica non gliene frega niente di Agrigento e della Sicilia. Gli interessa solo avere sempre la poltrona di Ministro con qualsiasi governo sia di centrodestra che di centrosinistra che di altro genere. Importante per Alfano e i suoi amici è esserci sempre!!!!! Quando si inaugura un opera che sia strada o ponte o bretella, i padri sono sempre tanti e importante esserci al taglio del nastro.

  3. Claudio Messina ha detto:

    Da agrigentino non do meriti ad una classe dirigente che, dandoci FINALMENTE mezza strada decente, ha fatto davvero il minimo possibile. Da Roma in su non sarebbe pensabile nel 2017 esultare per dei lavori (che dovevano finire 5 anni fa!!!) che ci danno una statale veloce (neanche un autostrada!).
    Per quanto riguarda l’aeroporto vi dico, da conoscitore dell’urbanistica, che non è quello il volano della nostra economia quanto piuttosto un sistema di collegamenti DECENTE che possa far calare i prezzi di qualunque bene acquistato perchè taglieremmo i tempi di percorrenza ed i costi per le migliaia di camion che vanno e vengono da qualunque luogo abitato (pensate al trasporto di tutto, dalla sabbia e il cemento per lavori edili a qualunque bene presente sugli scaffali dei nostri supermercati, dal pesce e i prodotti che produciamo e che ci tocca esportare a prezzi esorbitanti non riuscendo ad essere competitivi a qualunque altra cosa…).
    Anche il turismo, con un sistema di collegamenti vero (e non una strada veloce fino a canicattì!) ne risentirebbe tantissimo in positivo. Nella regione abbiamo 4 aeroporti che funzionano egregiamente e da nessuna parte nel mondo esiste un aeroporto per provincia…se il turismo non decolla è anche merito nostro che non sappiamo sponsorizzare ciò che di meraviglioso ed unico abbiamo oltre i templi. Credo che non più del 2% dei turisti sappia quanto è meravigliosa la chiesa di santo spirito ed il suo chiostro piuttosto che santa maria dei greci, stessa cosa per i palazzi antichi e nobiliari in tutto il centro storico che sono in condizioni di decadenza e che non mostrano tutto il loro splendore, ecc. ecc.
    L’economia ferma, e la fame nel nostro territorio, passano da un sistema di collegamenti che avrebbe nell’aeroporto l’ultimo dei suoi tasselli e che servirebbe solo ad una percentuale di turisti. La base del rilancio è la rinascita della memoria, il riportare a nuova vita le meraviglie della nostra terra, il saperle sponsorizzare, saper coccolare i turisti e poterli fare arrivare con rapidità nel loro tour siciliano fino a noi senza mostragli solo cartacce ai bordi delle strade, cani randagi, assenza quasi totale di mezzi pubblici e taxi.
    Ragusa docet (senza aeroporto vedi che chicca turistica è diventata negli ultimi anni tutta la zona).
    Scusate se sono stato prolisso, ma tutto si può fare tranne che dare meriti per cose che dovremmo avere già da decenni (si è capito che non sono della filosofia del “megliu chistu ca nenti” o del “almeno iddru qualchi cosa fa”?!?) o pensare che l’aeroporto sia la nostra priorità per rilanciare il turismo in una città in cui non ci sono neanche gli orari degli autobus alle varie fermate…n’avemu cosi di fari molto più semplici prima dell’aeroporto…

    • gaetano ha detto:

      Condivido il pensiero sull’aeroporto e sul fatto che un fatto normale, ossia la cistruzione di una strada, diventa un evento straordinario laddove il nulla negli anni è stato il tema di fondo.
      La strada veloce (ss 640) ha tale rango ma a ben vedere è di gran lunga migliore, per fattura e progetto, all’autostrada PA-CT. L’opera completa renderà un servizio di collegamento veloce e sicuro. I meriti vanno dati agli uomini che l’anno voluta e sostenuta, chiunque loro siano.
      Condivido in pieno il ragionamento sull’opera di promozione del territorio che purtroppo manca. Agrigento non ha parcheggi e non ha servizi adeguati, piace alla gente che la viene a visitare ma pensate come sarebbe con standard qualitativi pari a quelli che offrono le più famose città turistiche.

  4. Angelo ha detto:

    Filo di nota ineccepibile, il Direttore e’ stato tenero con gli pseudo intellettuali che hanno remato contro l’aeroporto. Hanno sfruttato i propri mezzi di comunicazione. Vergognoso.

  5. Francesco ha detto:

    Condivido pienamente questo filo di nota…vergognosa a mio avviso l’inutile passarella di politici che a vario titolo hanno cercato di farsi fotografare all’inaugurazione cercando di associare la propria “immagine” a quella di Alfano.A volte ci si lamenta coi governi centrali ed europei ma come dice Lei, in questo caso i “sorci” ce li abbiamo in casa, Riggio in primis…Ma perchè non ricordare anche Trapani che forse aveva quai superato Palermo in termini di passeggeri? Forse Trapani ha un “presidente di provincia” sui generis…E Comiso? E’ collegata con Milano, Roma, Bruxelles, Londra e Dublino….

    • Giulio ha detto:

      Il sondaggio di Piepoli
      Angelino Alfano è il ministro meno amato dagli Italiani
      Il più apprezzato è Dario Franceschini

      Su La Stampa l’indice di fiducia nei ministri.

      PALERMO – Il ministro che ispira più fiducia? Dario Franceschini, titolare dei Beni culturali. L’ultimo in classifica? Angelino Alfano, ministro degli Esteri. Lo scrive su La Stampa oggi Nicola Piepoli, riportando i dati degli ultimi sondaggi del barometro politico. Secondo il sondaggio, il 44 per cento degli intervistati dichiara di avere fiducia nell’esecutivo, il 46 nel premier Paolo Gentiloni. Ma il ministro più apprezzato è Franceschini, con un 62 per cento di fiducia. Secondo il titolare degli Interni Marco Minniti e terzo Graziano Delrio.

      Buon ultimo, assai staccato da tutti gli altri, Angelino Alfano. Il leader di Alternativa popolare riscuote solo il 25 per cento di fiducia, lo bocciano, secondo il sondaggio, tre italiani su quattro. Neanche il gaffeur Giuliano Poletti fa peggio, arrivando al 33 per cento, insieme a Claudio Di Vincenti e Valeria Fedeli, poco sotto il 34 di Luca Lotti. Un primato tutt’altro che invidiabile quello del ministro siciliano. L’altra isolana del governo, Anna Finocchiaro, si piazza a metà classifica, col 46 per cento.

      • Francesco ha detto:

        ….Quindi? Ha una opinione in merito oltre a copiare Piepoli?

      • Giulio ha detto:

        La mia opinione è la opinione di tanta gente che è stufa dei saltimbanco traditori. Eletti con Berlusconi Presidente ad oggi il Ministro Alfano è stato e rimane con Monti, Letta, Renzi e Gentiloni . L’importante è essere Ministro. Comunque le elezioni si avvicinano e non potrà nessuna inaugurazione di sorta per mandare a casa questa e altra gente .

      • Francesco ha detto:

        Ma infatti io non nutro nessuna simpatia per il ministro…nè per il partito unico cui a breve prenderà parte…e comunque smettetela con questa storia dei traditori…Se lei fosse il Berlusca chi manderebbe a tutelare i suoi interessi plurimilionari, Brunetta e Gasparri?Non credo, quelli sono solo dei cani da guardia… O si guarderebbe intorno e manderebbe i più fidati, guardacaso Verdini, Alfano, Cicchitto, Bonaiuti…Il vero traditore, detto da uno che è sempre stato a sinistra, è Bersani, che ha regalato un partito con tanto di storia e tradizione ad un bulletto toscano…

  6. Giuseppe ha detto:

    Complimenti per l’articolo, sono un sostenitore convinto dell’aeroporto.
    In una epoca in cui il turista, oltre i 300 km di distanza, pensa immediatamente all’aereo, l’unico vero collettore di turisti per la nostra provincia può essere un aeroporto.

  7. agiggentino ha detto:

    Tra università e aeroporto (e perché no?!…ospedali di un certo tipo) campiamo le due aree metropolitane siciliane. Non aggiungo neanche i tanti uffici statali ed i relativi derivati.
    Mentre questa città continua a vivere la desertificazione economica e, di conseguenza, demografica e culturale.
    Lode a chi ha consentito l’infrastrutturazione stradale…gli altri volano solo a quota bassa con raccomandazioni e piccoli favori che in stato di bisogno diventano purtroppo enormi.

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