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Procura di Palermo, prevenzione per Dina

Mercoledì 27 maggio 2015 sono stati arrestati ai domiciliari i deputati regionali in carica Nino Dina, medico originario di Vicari, e Roberto Clemente, e poi l’ ex parlamentare all’ Assemblea regionale, Franco Mineo. Poi il 29 maggio il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo ha revocato gli arresti domiciliari a Dina, Clemente e Mineo, e ciò perché, non solo non sono ricorse più le esigenze cautelari, essendo i presunti reati contestati, la compravendita di voti alle Regionali, risalenti al 2012, ma anche perché sarebbe stato commesso un errore nella contestazione del reato. Infatti, gli indagati sono accusati non di voto di scambio ma di corruzione elettorale, che è un reato punibile fino a 3 anni e quindi incompatibile con la misura cautelare. Nel frattempo, sono stati confermati gli arresti domiciliari a carico dell’ aspirante consigliere comunale, Giuseppe Bevilacqua, primo dei non eletti alle Amministrative del maggio 2012 a Palermo, e del finanziere Leonardo Gambino, accusati entrambi anche di corruzione. Procura della Repubblica e Guardia di Finanza ipotizzano che il pacchetto di voti di Bevilacqua alle Amministrative di maggio poi sarebbe stato a disposizione di Dina, Clemente e Mineo alle Regionali dell’ ottobre 2012, in cambio di finanziamenti per le proprie società e incarichi per alcuni familiari. E già il 23 settembre 2014, Nino Dina, presidente della commissione Bilancio dell’Assemblea, si è sospeso dal suo  partito, l’ Udc, perché su di lui sono stati in corso approfondimenti investigativi nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia nell’ entroterra palermitano, a Palazzo Adriano, cosiddetta “Grande Passo”, che ha provocato 5 arresti, e le parole di 3 in manette, intercettati, che si ritiene si siano riferiti a Nino Dina, sono state : “Con lui si può parlare”. Ebbene, in ragione di tutto ciò, comprese le dichiarazioni mai riscontrate di Nino Giuffrè secondo cui Dina sarebbe stato vicino alle cosche, la Procura di Palermo ritiene che l’onorevole Nino Dina sia socialmente pericoloso, e il gruppo “Misure di prevenzione” coordinato dal procuratore aggiunto Dino Petralia, ha invocato al Tribunale l’ applicazione della misura personale della sorveglianza speciale e dell’obbligo di soggiorno. La sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, presieduta da Giacomo Montalbano, risponderà il prossimo 20 dicembre. E’ la prima volta che una misura di prevenzione è proposta per un deputato regionale.

fonte teleacras

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