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Processo all’avv. Picone, la difesa: “Legittimi i compensi” e fa emergere inquietanti coincidenze

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Si è svolta ieri mattina al Tribunale di Agrigento l’udienza a carico dell’avvocato Francesca Picone dopo le denuncia sporta dalla signora Giuseppina Barbiere assistita dall’avvocato Giuseppe Arnone.

Nel corso dell’udienza sono emersi dati particolarmente forti a seguito delle dichiarazioni spontanee rese dall’avvocatessa Picone.

In particolare la Picone si è soffermata sulle perplessità sorte a seguito delle dichiarazioni di Arnone rese il 30 novembre del 2016 durante una conferenza stampa.

La Picone ha letto testualmente le seguenti trascrizioni in cui Arnone dice: “I Carabinieri di Realmonte fanno una bellissima indagine, li aiuto io e quando mi incontravano mi chiedevano…che fine ha fatto l’indagine? Non se n’è saputo più niente? Lei può fare qualcosa?”

Da queste dichiarazioni è partita una indagine privata da parte della Picone la quale oggi senza fare accuse specifiche nel corso di dichiarazioni spontanee ha rassegnato due dati all’attenzione del Giudice, dott. Stefano Zammuto. L’avv. Picone ha sostenuto che “in concomitanza con il termine della indagine, la moglie del maresciallo che ha svolto le indagini è stata assunta da una società il cui presidente del CDA risulta essere il fratello dell’avvocato Arnone”.

La Picone ha continuato: “C’è un altro aspetto che asetticamente è stato rassegnato sempre senza volere rappresentarne ipotesi delittuose; come detto dallo stesso Arnone, i carabinieri di Realmonte con a capo il maresciallo indagante abbiano in qualità di PG operato su delega del PM permesso all’avvocato Arnone di aiutarli nell’espletamento dell’indagine. Tale circostanza esorbita dalla delega della Procura che non ha dato il potere ai carabinieri di farsi aiutare da Arnone”.

“Infine – ha dichiarato l’avv. Picone – i carabinieri di Realmonte hanno omesso di sentire a sommare informazioni una testimone indicata dalla Procura stessa, mentre su iniziativa personale sono stati escussi altri testimoni scelti dallo stesso Violante”.

Sicuramente i rapporti tra la Polizia Giudiziaria incaricata dalla Procura e l’avv. Arnone, verranno sottoposti alla attenzione della Magistratura.

In udienza inoltre non sono mancati momenti in cui si è fatta luce sul grave fenomeno del bullismo forense. Senza mezzi termini l’avvocato Russello, difensore della Picone, ha parlato del fenomeno del cyber bullismo posto in essere dai difensori delle parti civili che per mesi hanno perseguitato sul web l’avv. Picone con ogni sorta di accusa e di offesa.

L’avvocato Picone, ovviamente, ha confermato le sue dichiarazioni grazie al supporto di documenti pubblici che confermano l’assunzione della signora Montante nonché la presidenza della ditta che fa riferimento al fratello dell’avvocato Arnone.

Inoltre, gli avvocati Russello e Farruggia hanno letto le dichiarazioni di Davide D’Agostino, figlio della signora Barbiere, dalle quali si evince che nessuna minaccia è stata fatta dall’avv. Picone, quindi sconfessando quanto sostenuto dalla madre. In particolare l’avv. Farruggia ha letto la parte della conferenza stampa di Arnone dove egli stesso dice: “E’ venuta da me la barbiere che non voleva pagare ed io la istruisco e lei recita come una attrice di arte filodrammatica”.

La Barbiere, a questo punto, usciva dall’aula anche perché è stata sollevata la possibilità che abbia reso false dichiarazioni testimoniali.

L’avv. Russello ha prodotto gli atti del Tribunale civile di Agrigento con cui è stata dichiarata la legittimità dei compensi richiesti dall’avv. Picone; compensi che sono stati anche pagati al codifensore avv. Fabbrica.

Infine, nelle sue spontanee dichiarazioni, l’avv. Picone ha letto la confessione fatta su facebook dall’avv. Pennica che afferma che i compensi sono esatti, salvo successivamente costituirsi parte civile.

E dallo stesso social, l’avv. Giuseppe Arnone ha scritto una sorta di tutta l’udienza minuto per minuto accusando la Picone di “aver commesso un gravissimo reato, calunniando il maresciallo dei carabinieri di Realmonte che ha fatto le indagini, accusandolo di essere stato corrotto dall’avv. Arnone mediante il favore dell’assunzione della moglie presso una società. Minchiate irrefrenabili – continua Arnone – sottolineando come in questo modo la Picone si prenderà il quinto processo per calunnia in danno del maresciallo, di Peppe Arnone e di altri”.

14 Risposte per “Processo all’avv. Picone, la difesa: “Legittimi i compensi” e fa emergere inquietanti coincidenze”

  1. Antonella scrive:

    L’appunto del signor Giuseppe mi è gradito per precisare che parlandosi di processo il codice era sottinteso, chiaramente, che fosse quello di procedura penale… credo che una “p” in più o una in meno, non cambi comunque ciò che è avvenuto in udienza… il concetto era abbastanza chiaro!!! Gli articoli sono 194 e seguenti c.p.p. Sono riuscita ad uscire dal deserto e non avevo neanche sete!!!

  2. Coccospatto scrive:

    Ora il carabiniere sarà costretto a denunciare Arnone e se non lo fa dimostra che sono complici . Sta storia sta diventando gigantesca !!!! Arnone è stato sgamato. Aspetto solo di sapere cosa c’è dietro l’attacco ad un noto bar … chissà … già rido

  3. cettina scrive:

    E finisco col dire come mai nessuno ricorda l’articolo di Panorama ? Neppure il diretto interessato ? Vergogna

  4. cettina scrive:

    . Gli aiuti ai carabinieri da quanto si evince dall’articolo sarebbe di natura diversa. Si vergogni, lei , che lo ha fatto perché è noto il suo modo di agire , il carabiniere perché ha accettato un aiuto interessatissimo dato che gli hanno messo una bella ricompensa davanti .

  5. Luigi scrive:

    Direttore vorrei che lei esprimesse il suo parere su questo aspetto della vicenda . Un carabiniere può farsi aiutare dall’avvocato se deve dare conto solo alla magistratura ?

    • Cettina scrive:

      Le rispondo io pur non essendo il direttore e con il suo consenso . Le indagini preliminari sono segrete , quindi se il maresciallo ha permesso all’Avvocato Arnone di farsi aiutare ha , di fatto e di diritto , inquinato la prova . Questo basta perché il giudice emetta una sentenza di nullità dell’intero processo . La circostanza è gravissima e deve essere attenzionata sia in procura che dal comando dei carabinieri . Questo articolo dovrebbe essere inviato immediatamente alle autorità .

      • giuseppe arnone scrive:

        Gentile Cettina , l’ aiuto da me offerto ai Carabinieri è consistito nel fornire l’originale della audioregistrazione che incastra la Picone , i numeri di telefono della Barbieri , quelli della Banca ove la Picone tentò di scambiare l’massegno estorto e le fotocopie degli atti della Barbiere e del figlio disabile in mio possesso .Aiuti non solo leciti , ma doverosi

  6. giorgio scrive:

    questa è una storia intricata, che tutti nessuno escluso , stanno sguazzando nel fango.

    • Lillo scrive:

      Signor Giorgio la invito a rivedere l’articolo pubblicato qualche anno fa su Panorma che parlando dell’avvocato Arnone lo ha definito la macchina del fango . Da qui se ne deduce che il fango viene creato in questa infernale macchina e buttato addosso agli altri , ma non a caso . Nell’articolo si ipotizza , evidentemente con prove di cui parla il direttore , che vi sia stato la assunzione al lavoro della Montante moglie del maresciallo che ha fatto l’indagine insieme ad Arnone . Assunzione presso la ditta del fratello di Arnone . Insomma più che di fango io parlerei di altro . Ora le spiego come funziona se io ho un bar e mi da fastidio che si apra un nuovo bar nella zona , cerco di farlo chiudere , non facendo il caffè più buono , ma mettendo in moto la macchina del fango . HA CAPITO

    • Carletto scrive:

      Giorgio dici bene fango … ma chi ha creato tutto questo ? A quanto pare il carabiniere … fuori dall’arma !!! INDEGNO

  7. Peppe scrive:

    Quando un marito deve accontentare la moglie che si è messa in testa che vuole una cosa deve fare di tutto se no rischia notti in bianco …. costi quel che costi ….

  8. Antonella scrive:

    Un processo (Penale) si instaura e si svolge con prove… il C.P. non riporta una definizione di prova, ma all’art. 194 si concentra sui MEZZI DI PROVA… quelle che vengono raccolte nella fase delle indagini preliminari non sono prove, ma elementi di prova, che potranno eventualmente, in un secondo tempo, durante il giudizio , trasformarsi in PROVE… Ecco cosa è accaduto ieri: gli “elementi di prova” sono stati spazzati via dai “mezzi di prova”…. manca adesso solo l’ultimo aspetto di ciò che si intende per “prova” nel C.P., il risultato probatorio, la più grande responsabilità quando si ha in mano la decisione sulla vita di una persona!!!

    • giuseppe arnone scrive:

      Antonella comprati un codice o fattelo regalare , ne hai bisogno come un assetato nel deserto dell’ acqua

      • Luigi scrive:

        Signora Antonella è chiaro che lei è un bravissimo avvocato , a differenza di chi legge solo libri di tragedie

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