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Processo alla “Cricca di Lampedusa”, parla l’ing. Gabriele: “Quei 112 mila euro nel cassetto della scrivania…”

E’ripreso presso il Tribunale di Agrigento il processo sulla cosiddetta “Cricca di Lampedusa” su presunte mazzette su appalti e lavori effettuati sull’isola. Dopo l’irruzione nelle settimane scorse di Giuseppe Tuzzolino, l’architetto agrigentino pentito che ha declamato ai giudici la sua verità, è stata la volta di Giuseppe Gabriele, ex funzionario del Comune lampedusano. Gabriele ha risposto alle domande fattegli chiarendo, dal suo punto di vista alcuni aspetti della vicenda che lo vede coinvolto insieme ad un’altra ventina di indagati tra imprenditori e amministratori, tra cui l’ex sindaco Bernardino De Rubeis. Gabriele ha parlato anche del perchè teneva chiusi nel cassetot di una scrivania 112 mila euro, soldi che furono trovati dalla Guardia di Finanza. Secondo l’ex responsabile dello Sportello delle Attività Produttive dell’Ente lampedusano il denaro sarebbe stato frutto di vendite di immobili avvenute nel 2007 che però non sarebbe stato inserito nel contratto di vendita. L’escussione di Giuseppe Gabriele è durata diverse ore. Proiettato anche un filmato di 12 minuti che immortale l’ingegnere Gabriele. L’inchiesta si è avvalsa di intercettazioni video e audio che mostrano conteggi e scambi di denaro. Proprio nel filmato di 12 minuti si vede arrivare Francesco Cucina, 44 anni, di Lampedusa, che giunto nell’ufficio di Gabriele, all’epoca dei fatti dirigente dell Utc del Comune, porge dei soldi allo stesso Gabriele che li mette in tasca. Dopo che Cucina va via Gabriele riprende il denaro e inizia contarlo. Immagini che vengono così commentate dall’imputato: “Doveva darmi dei soldi per la vendita di automobili”.

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