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Prima l’agguato a Zambuto, poi una sorta di Consiglio provinciale.

Guardare indietro fa sempre male. A tutti. Da Arnone ad Angelino Alfano. Eppure sembrerebbe che loro non si rendano conto e vanno avanti imperterriti alla ricerca di un consenso che necessita ben altri discorsi.

Procediamo con ordine.

Due sono gli eventi che si sono caratterizzati nelle ultime 24 ore. Prima il confronto in una sala sacra della nuovissima chiesa di San Gregorio, in viale Cannatello. Tutti sono stati chiamati dalla chiesa per rispondere alle domande del collega Totò Pezzino in vista delle imminenti amministrative del 6 e 7 maggio prossimi. Poi l’incontro di stamattina al cine Astor con tanto di presenza dell’ex ministro Angelino Alfano per proclamare Pennica re di Agrigento.

Purtroppo, ancora una volta, siamo stati costretti ad assistere ad un tipo di campagna elettorale basata quasi sull’insulto e su temi che davvero lasciano il tempo che trovano.

Guai a parlare di programmi e di futuro; anche se tutto attorno crolla continua a prevalere l’hobby del quasi insulto, di infangare  l’avversario con ogni mezzo e modo, anche quello più meschino.

Durante il dibattito di San Gregorio esce fuori per un momentoil candidato sindaco Totò Pennica che non ti aspetti, che inciampa in una caduta di stile non certamente degna della sua fama e della sua onorabilità.

Per parlare di barriere architettoniche ed accusare Zambuto, l’avvocato Pennica  sfrutta (mi perdoni il termine) ed usa il nome di un proprio congiunto per dimostrare ai presenti come il sindaco, insensibile a questo tema, è stato capace di organizzare  la Sagra del mandorlo in fiore e di contro fregarsene altamente di realizzare barriere architettoniche da settemila euro ciascuna.

Pietoso e quasi da tenerezza. Non riconosco più il mio amico di infanzia Totò Pennica, al quale vanno attribuiti senza ombra di dubbio lealtà, onorabilità e schiettezza nel dire le cose. Sarebbe stato più opportuno magari parlare di disabili in generale e di barriere architettoniche quasi assenti in tutto il territorio agrigentino.

Anche perché, Totò Pennica ha la consapevolezza di un fatto drammaticamente veritiero: in caso di sua elezione dovrà essere lui per primo a risolvere le problematiche da lui stesso sollevate durante il confronto, giusto a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche (non solo per i propri congiunti) ma anche per tante altre persone sfortunate che vivono questo dramma. Ma non deve dimenticare che nello stesso tempo dovrà anche realizzare  la Sagra del mandorlo in fiore e dovrà darsi da fare sin dal primo giorno del suo eventuale insediamento ad andare a reperire i fondi per non togliere una festa che per gli agrigentini, bella o brutta che sia, rappresenta un punto di riferimento.

Arnone, invece, continua a parlare del suo programma elettorale citando a mò di tormentone le vicende passate di soggetti politici del passato e del presente che nulla hanno a che vedere con programmi e progetti. Di queste storie la gente ne ha le tasche piene ed oggi più che mai ha bisogno di conoscere e sapere cosa sarà del futuro della più bella città dei comuni mortali.

Il resto è sembrato un vero e proprio agguato nei confronti del sindaco uscente Marco Zambuto il quale, a svantaggio degli altri, ha governato la città in questi ultimi 5 anni.  Lo stesso agguato non ha tenuto conto della pietà cristiana che veniva evocata dalla sala composta in prevalenza da rappresentanti della comunità parrocchiale della città.

Facile per gli avversari attaccarlo soprattutto nei punti dove il Comune stesso non ha potuto far nulla per assoluta mancanza di materia prima (soldini) perché i potenti della politica, a cominciare da Alfano, a tutto hanno pensato tranne che alla propria terra.

Siamo curiosi di vedere all’opera Carta, Arnone, Lo Bello e Pennica, in caso di elezione, quando Alfano invece di far inviare soldi per la propria terra e per il centro storico, non solo si gira dall’altra parte, ma si prende anche il lusso di sfottere una intera città organizzando il  G8 sulla giustizia a Palermo invece che ad Agrigento; così come ha fatto, ad esempio, l’ex ministro Stefania Prestigiacomo che ha organizzato il G8 sull’ambiente nella sua terra natìa anziché altrove, portando fondi, soldoni e investimenti proprio nella zona in cui è stata votata.

Stamattina, per motivi di lavoro, mi sono recato al cine Astor per cercare di capire programmi e iniziative del candidato Pennica, supportato dal segretario nazionale del Popolo delle Libertà Angelino Alfano.

Potrò scrivere poco o nulla in quanto dopo i primi minuti sono andato via offeso da un video introduttivo che recitava le gesta gloriose compiute dall’ex ministro della giustizia ad Agrigento.

Quando nei primi minuti ho sentito dire che dopo cinque anni di totale sfascio era ora di cambiare sindaco ho deciso di allontanarmi e fare una bella passeggiata nel lungomare di San Leone.

Ho provato un grandissimo imbarazzo quando mi è passato per la mente chi ha governato la città di Agrigento prima di Marco Zambuto. E’ stato un sindaco voluto fortemente proprio da Angelino Alfano: tale Aldo Piazza.

Se facciamo un solo pensiero all’operato di Piazza la prima cosa che viene in mente è quella di andare sul ponte Morandi e compiere un gesto cattivissimo.

Pensate che Aldo Piazza è stato talmente bravo, ma talmente bravo, ma talmente bravo che dopo il suo primo mandato è stato cacciato via proprio da Angelino Alfano che lo aveva messo a capo di Palazzo dei Giganti senza dargli la possibilità di ricandidarsi. Un sindaco da dimenticare in fretta ed in furia che proprio sulle barriere architettoniche ha fatto la figura di Pepè quando le jene, un bel giorno, si presentarono a palazzo dei Giganti per difendere il sacrosanto diritto di un condottiero e valoroso amico che non c’è più: Giovanni Moribondo. Lui, l’Aldo di Alfano, pensò bene di nascondersi sotto un tavolo negando le proprie generalità a quei “mascalzoni” vestiti di nero.

Per il grande appuntamento di stamattina è stata scelta l’angusta sala del cinema Astor. Strano!  Viene ad Agrigento il numero due di Berlusconi, il segretario nazionale del partito più votato in Italia, e lo si schiaffa dentro una sala da 200 posti, di cui una cinquantina “agnuniati” in piedi nei bordi della sala?

Non sarebbe stato più opportuno, ad esempio, il palacongressi, o c’era qualche timore di vedere ampi spazi vuoti?

Sembrava, stamattina, di assistere ad una convention per le elezioni provinciali; non più di una quarantina di agrigentini e poi tutto il resto proveniente dai Comuni limitrofi: Favara in primis, Aragona, Grotte, Racalmuto, Canicattì e così via dicendo. Insomma un tracciato di Comuni che coinvolge tutto il territorio dove sta per essere ultimato il raddoppio della ss 640. Qui Angelino Alfano ha avuto davvero il suo peso ed il suo merito grazie anche alla sinergia dell’allora presidente della Provincia  Vincenzo Fontana  con il quale, di concerto, hanno portato a termine questa importante opera. A Cesare quel che è di Cesare.

Nel video di stamattina che osannava le gesta di Alfano non vi era certamente il fallimento dell’aeroporto di Agrigento, che rappresenta per l’ex ministro un vero e proprio buco nero seppur nella sua breve storia politica.

Ricordiamo che ministri dell’era Berlusconi sono stati capaci di realizzare aeroporti per la propria persona in modo da atterrare a pochi chilometri dalla città in cui vivono ed il cui flusso passeggeri prevede un traffico annuo di tre passeggeri. Di contro, purtroppo, un agrigentino per raggiungere la più vicina aerostazione deve fare oltre 150 chilometri e sperare di rimanere in vita. Veramente nauseante.

Nulla è perduto, per carità e sia Alfano che il tosto Totò Pennica troveranno modi e tempi per rimediare a qualche defaillance che si è macroscopicamente vista in queste serate elettorali.

Buona fortuna a tutti.

86 Risposte per “Prima l’agguato a Zambuto, poi una sorta di Consiglio provinciale.”

  1. giusy scalia scrive:

    Il messaggio che emerge da questo articolo è un messaggio fortemente offensivo verso TOTO’ PENNICA. Credo in questo. E credo anche che Pennica sia un uomo dotato di nobiltà d’animo e onestà tali che quanto scritto possa essere smentito subito nel momento in cui si conosce davvero chi è Pennica. Carò Totò, che questa campagna elettorale possa essere contraddistinta anche da cose belle e momenti pieni di soddisfazioni personali. Te lo meriti, viste anche le maldicenze, lo dico col cuore. FORZA TOTò PENNICA. VOTA E FAI VOTARE TOTò PENNICA !

  2. GRAZIA scrive:

    LELIO HAI SCRITTO LA PURA VERITà…DA QUANDO C’è IL PDL CON PENNICA è CAMBIATA L’ARIA IN CITTà…TUTTI SONO TORNATI A RICREDERSI SU ZAMBUTO..IL TUTTO è EVIDENTE BASTA STARE UN PO IN GIRO…ZAMBUTO TORNA A FARE IL SINDACO..GIUSTO COSI..ED è FORSE L’UNICO CHE DEVE FARE LA STATUA AD ALFANO!!!!AHAHAHAH

  3. Salvatore Russello scrive:

    Caro Direttore,
    vivo ormai lontano dalla mia amata Agrigento da 18 anni, ma ne seguo con l’attenzione e la passione di sempre l’andamento e gli esiti delle consultazioni elettorali – anche per il fatto che non ho mai smesso di occuparmi di politica (dirigente coordinamento provinciale PDL in provincia di Sondrio) fin dai tempi dell’università, da quando cioè quando il mio Caro Amico Totò Pennica col suo modo umano di fare politica (con i piedi per terra e sempre attento e pronto a venire incontro alle necessità dei più deboli e bisognosi) mi ha coinvolto in modo attivo nell’allora Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana e trasmesso questa forte passione e spirito di servizio.
    Credetemi, Vi parla uno che alla Politica ha sempre dato tempo, impegno, passione e non ha mai chiesto nulla in cambio e non ha mai ricoperto ruoli amministrativi o cariche o incarichi, se non quelli all’interno dei quadri dirigenziali di Partito, proprio come Totò Pennica, lavorando sempre nell’unico obiettivo di divulgare e portare avanti gli ideali del Partito, stando in mezzo e vicino alla gente comune e non raccontando loro “balle” da spot elettorali. In una sola parola, il nostro slogan: schiettezza e sincerità.
    Mi dispiace pertanto dover leggere dall’articolo di quella che, a livello locale, si potrebbe definire una firma editoriale autorevole (che seguo da sempre) le seguenti affermazioni (e altre simili): “Per parlare di barriere architettoniche ed accusare Zambuto, l’avvocato Pennica sfrutta (mi perdoni il termine) ed usa il nome di un proprio congiunto per dimostrare ai presenti come il sindaco, insensibile a questo tema, …. Totò Pennica, al quale vanno attribuiti senza ombra di dubbio lealtà, onorabilità e schiettezza nel dire le cose. Sarebbe stato più opportuno magari parlare di disabili in generale e di barriere architettoniche quasi assenti in tutto il territorio agrigentino”. Caro Direttore devo purtroppo rilevare e far notare ai lettori che la vera caduta di stile l’ha commessa Lei, perdendo un’occasione per evitare (com’è ormai consueto nell’ambito giornalistico agrigentino) di fare “conto campagna elettorale” per questo o quel candidato, estrapolare, ad arte, delle frasi contestualizzate e significative all’interno di un intero discorso ma che prese isolatamente dall’intera argomentazione potrebbero falsare l’intero senso che colui che le ha espresse voleva significare. Devo altresì rilevare che proprio nel passaggio da Lei scritto, nel quale citando la stessa frase in cui Ella, caro direttore, vorrebbe fare emergere un uso strumentale (e pertanto sleale) uso di un dramma personale, fà un’argomentata premessa sulle qualità personali e morali dello stesso Candidato Sindaco di cui vorrebbe demolire l’immagine. Non Le sembra allora di essere un tantino incoerente, dal momento che Totò Pennica, come mi sembra, lo conosce così bene? Non è che magari di contro l’intervento e le affermazioni di Totò (che quindi conosce bene e vive in prima persona questo tipo di problemi) dovevano, invece, essere letti come un valore aggiunto di garanzia di colui il quale si spenderà (e stavolta veramente e senza vane promesse elettorali) per risolvere, una volta e per tutte, questi problemi e mettere in atto tutta una serie di norme e regolamenti locali che rimandino alla “legge madre” dello Stato (sull’abbattimento delle barriere architettoniche) per far sì e vigilare affinchè mai più ad Agrigento possa verificarsi l’attuazione di una nuova opera priva di tali accorgimenti, che insieme ad altri aspetti rendono CIVILE una comunità degna di tale aggettivo?
    Con la stessa sua lealtà e libertà di espessione, la saluto cordialmente.
    Salvatore Russello

  4. angela scrive:

    Pensare che Totò Pennica strumentalizzi la condizione di sua figlia per ottenere voti è uno dei pensieri più bassi e disdicevoli che possa fare un “essere umano”…è pura cattiveria. La sua posizione nei confronti dei problemi dei disabili può essere solo un grande merito da prendere ad esempio. In un mondo che si definisce civile ed aperto non si può ancora vivere in città che sono solo a misura di noi “normali”…abbiamo tutti il diritto di vivere al meglio ed i disabili devono avere lo stesso diritto di un qualunque altro cittadino nel parcheggiare, nell’accedere ai servizi…nel vivere al meglio la propria vita. Solo chi prova sulla propria pelle questa condizione può capire e battersi ardentemente per raggiungere un’equità.Perchè non si trovano altri argomenti per criticare i candidati?

  5. francesco scrive:

    Agguato? Quale agguato? Il confronto di San Gregorio a me è parso molto democratico: prima la domanda e poi la risposta di ciascun candidato sindaco a turno. Sa qual è il problema di Zambuto, caro Direttore? Il sindaco uscente ha il vantaggio di potere dichiarare tutto ciò che ha fatto, ma lo svantaggio di dover giustificare tutto ciò che non è riuscito a fare. Nessun agguato parlano i fatti, anzi i NON fatti!

  6. angela scrive:

    Pensare che Totò Pennica strumentalizzi la condizione di sua figlia per ottenere voti è uno dei pensieri più bassi e disdicevoli che possa fare un “essere umano”…è pura cattiveria. La sua posizione nei confronti dei problemi dei disabili può essere solo un grande merito da prendere ad esempio. In un mondo che si definisce civile ed aperto non si può ancora vivere in città che sono solo a misura di noi “normali”…abbiamo tutti il diritto di vivere al meglio ed i disabili devono avere lo stesso diritto di un qualunque altro cittadino nel parcheggiare, nell’accedere ai servizi…nel vivere al meglio la propria vita. Solo chi prova sulla propria pelle questa condizione può capire e battersi ardentemente per raggiungere un’equità. Ma perchè non si trovano altri argomenti per criticare i candidati?oppure è troppo difficile accendere il cervello ed evitare certe bassezze?mi vergogno sinceramente di certi miei concittadini…vergogna!

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