| | letto 97 volte |

Porto Empedocle, Comune non pagò rette giornaliere per tre migranti: arriva la condanna

Il Tribunale di Lecce ha condannato il comune di Porto Empedocle – in un contenzioso civile nato nel 2014 – a pagare la somma di 40.000€ per indebito arricchimento dovuto alla mancata liquidazione dei compensi (70,00€ al giorno) per l’assistenza di tre minori stranieri non accompagnati. Il Comune siciliano ha già incaricato – dopo la notifica del Tribunale del 15 marzo scorso –  l’avvocato Pier Luigi Cappello di opporsi – avanti la Corte d’Appello di Lecce –  alla sentenza del Tribunale di Lecce n. 1073 del 10.03.2017.

L’intricata storia che collega – a primo impatto inspiegabilmente – Porto Empedocle ad Ugento, paesino di poco già di 12 mila anime in provincia di Lecce, ha una data di inizio ben precisa: 13 agosto 2013. E’ qui che si incrociano le strade dei due comuni – con l’ingresso in scena di un terzo soggetto: una comunità denominata “Capitan Uncino” (gestita dalla Coop “La Svolta”). Il 13 agosto, dunque, la Polizia rintracciava tre migranti minori non accompagnati (ghanese,nigeriano e gambese) a Porto Empedocle. La Questura di Agrigento affidava in via temporanea (ratificato poi dal Tribunale di Lecce nel dicembre 2013) i tre minori alla suddetta comunità “Capitan Uncino”. In mancanza di una convenzione scritta tra l’Ente e la comunità quest’ultima provvedeva a comunicare all’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Porto Empedocle che la retta giornaliera sarebbe stata di 70,00€ al giorno da moltiplicare per il periodo di permanenza dei tre minori. Praticamente la Coop “La Svolta”, che gestisce la comunità, ha chiesto il conto da pagare: 46.082,40€

Da qui i contrasti: alla richiesta di pagamento il comune di Porto Empedocle ha risposto che l’onere di liquidazione delle somme spettava al Ministero degli Interni mentre quello di Ugento, rifiutandosi analogamente di pagare, addossava gli oneri al Comune in cui i minori sono stati ritrovati, cioè Porto Empedocle. Così, inevitabilmente, si finisce in Tribunale con la Coop “La Svolta” che cita in giudizio i due comuni. Il giudice onorario, avv. Lucia De Matteis, ha motivato la sentenza facendo riferimento alla “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” (L.328/00) che afferma che “l’integrazione economica è a cura del comune di residenza prima del ricovero”. Non potendosi in questo caso applicare il criterio di residenza viene in soccorso il criterio previsto dall’art.3 L.R. 19/06 che indica il Comune nel cui territorio si è manifestata la necessità di intervento come quello tenuto a garantire i servizi socio – assistenziali.

La difesa del Comune di Porto Empedocle fa leva sulla presa di posizione della Prefettura di Agrigento che – su espressa richiesta di parere all’ Area IV Immigrazione – lo scorso 7 aprile ha diramato una nota specificando come la circolare congiunta Ministero dell’Interno e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 3676 del 24/04/2013 stabilisca che “il collocamento del minore in una struttura autorizzata /accreditata comporta la sua presa in carico da parte dei Servizi Sociali del Comune nel cui territorio la struttura è presente e l’apertura della tutela nei suoi confronti” e che di conseguenza il Comune di Ugento avrebbe dovuto: prendere in carico i minori, al medesimo assegnati ,con il verbale della Questura di Agrigento, ad una comunità autorizzata presente sul territorio; anticipare le spese dovute alla comunità per l’accoglienza; chiedere il rimborso al Ministero al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, tramite la Regione Puglia, nel caso di minori stranieri non accompagnati non richiedenti asilo, ovvero al Ministero dell’Interno nel caso di minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo.

La palla passa in Corte d’Appello.

Tags: ,

1 Risposta per “Porto Empedocle, Comune non pagò rette giornaliere per tre migranti: arriva la condanna”

  1. francesco scrive:

    Purtruppo nessuno paga, ma non in soldi ma in responsabilita’. Hanno rovinato una citta’

Commenti chiusi