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Patronaggio e le demolizioni nell’agrigentino

Angelo Cambiano, sindaco di Licata, bersaglio di attentati e intimidazioni, ritenendosi isolato sul fronte infuocato delle demolizioni, ha denunciato, tra l’altro, che le demolizioni non procedono a tappeto, e che alcuni comuni rispettano la legge, altri invece no, e ciò pregiudica la sicurezza dei sindaci che obbediscono alle diffide della magistratura. Ebbene, il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, è stato ascoltato in Commissione Ambiente al Senato, e ha confermato le ragioni del sindaco Cambiano, e le sue parole sono state : “Nei Comuni del circondario di Agrigento solo Agrigento, Palma di Montechiaro, Favara e Licata stanno sanzionando per recuperare le somme previste per chi non demolisce immobili abusivi a seguito dell’ingiunzione a demolire. Lampedusa e Canicattì non hanno mai irrogato alcuna sanzione. C’è una responsabilità per mancato raggiungimento dell’obiettivo per i dirigenti dell’ufficio tecnico ma c’è anche un profilo di irresponsabilità contabile perché sono somme che vengono a mancare all’Erario. Ci sono già delle intese tra le Procure Ordinarie e la Procura della Corte dei Conti per procedere al recupero. Se il Comune non destina nel capitolo di bilancio delle demolizioni delle somme consistenti non può procedere alle demolizioni di immobili abusivi. Ad esempio, Agrigento in passato metteva in bilancio 50mila euro che erano sufficienti solo per poche demolizioni, ma sembrerebbe che nel nuovo progetto di bilancio questa somma salirà a 300mila euro. Palma di Montechiaro ha previsto un aumento fino a 220mila euro. E Licata in questo senso è un caso virtuoso : uno dei pochi Comuni che fa demolizioni perché il commissario straordinario aveva posto in bilancio 300mila euro e di fronte a una somma così consistente il sindaco non può non procedere anche perché ha alle spalle il fiato pesante della procura. Le spese di demolizione sono anticipate dal Comune che se non ha la disponibilità delle somme potrebbe fare ricorso alla Cassa depositi e prestiti, che però non concede il prestito se il Comune non è in una situazione virtuosa di bilancio, e comunque non deve essere in dissesto. La Procura di Agrigento trasmette in ordine cronologico ai Comuni tutte le sentenze che passano in giudicato. Poi dipende dagli uffici tecnici del Comune individuare la priorità sapendo che tra queste ci sono gli immobili in area di inedificabilità assoluta. Non è detto che il rispetto dell’ordine cronologico nelle demolizioni sia il criterio più idoneo, ma dove c’è discrezione ovviamente si può annidare l’abuso. Non voglio dire che non lo rispettano perché commettono abusi, ma probabilmente hanno esigenze tecniche da rispettare”.

fonte teleacras

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