| | 201 views |

“Opera al Nero”, al via ieri la mostra dell’artista Francesco Speciale

Taglio del nastro e apertura delle porte del Museo del Presente sull’arte di Francesco Speciale e sulla sua mostra “Opera al Nero” visibile a Rende fino al 15 dicembre

L’arte è un viaggio.
A volte magia.
Altre volte semplicemente una serie di domande, di interrogativi a cui lo spettatore dovrebbe rispondere attraverso un feedback più o meno immediato.

La mostra del giovane artista Francesco Speciale, inaugurata ieri presso il Museo del Presente a Rende, è tutto questo insieme.

E se è vero che la magia si nutre di riti, il poterne fare parte, almeno per un po’ diventa un privilegio.

Le opere esposte, impongono degli interrogativi, inducono ad alcune riflessioni e mostrano tutto il percorso che l’autore ha elaborato, prima che divenisse opera d’arte.

Come spiegava il curatore della mostra e critico d’arte Roberto Sottile prima di dare il via alla mostra, le opere di Francesco Speciale nel tempo hanno subìto una sostanziale maturazione e come spesso accade, la verità si compie quando è pronta a mostrare anche la sua faccia più cruda. Di opere e di talento Sottile se ne intende e la sua firma ad avallo dell’arte di Francesco Speciale è la dimostrazione di come si può e si deve disegnare un percorso solo quando è maturo.

Ciò che impressiona delle opere esposte, è l’accuratezza con cui la mostra è stata concepita prima, e realizzata poi. Un percorso tra ciò che sappiamo dovrà trasformarsi, ma di cui non possiamo conoscerne il “come”, fino ad arrivare ai dilemmi che la vita stessa ci pone riguardo un passato, un futuro ed un presente che hanno un peso fin quando lasciamo aperte alcune porte e che poi cambiano la loro forza quando chiudiamo fuori qualcosa o se ci chiudiamo noi dentro qualcos’altro, per star lontani da ciò che ancora non siamo pronti a conoscere.

E poi la bravura dell’artista che ha realizzato tutto nei minimi dettagli, tutto con un preciso significato espressivo affinché lo spettatore potesse realizzare il suo viaggio tra l’alchimia e l’arte.

La mostra è ciò che resta dopo aver filtrato una preparazione che è avvenuta attraverso discipline come l’astrologia, la cristalloterapia, e l’ebanisteria. Intaglia, forgia, calca, tutto a mano Francesco Speciale. Utilizza gesso, ferro, cere, piombo, encausto. Fa tutto da se ma mai in un momento a caso. Mai nulla viene realizzato se non seguendo fasi lunari, godendo a pieno dell’energia delle gemme, e la vitale essenza del legno.

Il sacrificio, la decomposizione, il segreto. Questi alcuni dei temi, trattati nella mostra, con opere che esprimono il senso profondo di alcune trasformazioni. Anche la morte è contemplata e concepita come un passaggio che può avvenire più volte nell’esistenza, solo che a volte è consapevole e necessaria, perché dona un “dopo” che può avere un nuovo senso, una nuova luce.

Un viaggio mistico, spirituale, affascinante come solo l’arte a volte sa essere. Un’esperienza da condividere, ma anche da godere da soli, mentre si scorge in ognuna della opere in mostra, la profondità nella tridimensionalità, l’oscurità nella profondità.

La numerologia mi ha molto affascinato, visitando ed apprezzzando la mostra. Mi sarebbe piaciuto capirne l’utilizzo, il meccanismo che vien fuori dal quadro magico. Ma la bellezza di alcune opere è che devono conservare un senso di mistero e di magia, quella magia che ti resta appiccicata addosso, quando lasci un luogo dove si respira l’arte e i suoi mille perché.

 

Simona Stammelluti 

 

Credits: Photo Vincenzo Zicaro  che ne conserva la proprietà

Tags: , , , , ,

Lascia un commento