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Non insistete, Agrigento non è più terra dei balocchi. Però l’effetto Firetto non ha funzionato. Nella classifica nazionale siamo all’inferno

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Certo, se un detenuto si mette una toga e difende il proprio assistito in un’aula di un Tribunale, cosa volete che sia che un pluripregiudicato come Calogero Sodano, ex sindaco di Agrigento e senatore della Repubblica appare in tv e parla di Costituzione Italiana, referendum, si o no.

Ieri lo abbiamo visto ancora una volta in tv e noi traiamo spunto da ciò che abbiamo soprattutto sentito.

Di certo non abbiamo sognato nulla; il pluripregiudicato Sodano prima ci offre lo spunto per far parlare di se e poi con la minaccia della querela non vuole che parliamo di lui.

A spintoni, in tutti i modi, di nascosto e a lieta faccia Calogero Sodano non riesce a vivere senza tuffarsi nella politica. Nel recente passato ha cercato di stare vicino ad alcuni partiti ma il suo curriculum evidentemente gli crea qualche problema; ha cercato di inserire congiunti e, per motivi “contingenti” e di quieto vivere non sono stati prescelti.

La Costituzione Italiana è come la Bibbia, deve essere rispettata in tutti i suoi articoli, comma compresi. Vista a 365 gradi comprende proprio tutto, il rispetto delle regole, diritti e doveri dei cittadini e, quindi, anche il rispetto della legalità.

Una legalità che Sodano ha frantumato proprio nel momento in cui doveva rispettare al massimo le regole di cui sopra e cioè quando ha amministrato per otto anni la città di Agrigento.

Lui, invece, è andato nella direzione opposta. E’ stato condannato proprio per non aver rispettato quelle regole sacrosante, indiscutibili, ferree. Non ha tutelato minimamente l’immagine della splendida città dei Templi dal fenomeno dell’abusivismo e, tanto per cambiare, grazie anche a lui, siamo finiti nelle cronache nazionali. E’ stato condannato in via definitiva ma non ci sono centinaia di migliaia di euro che possano cancellare l’onta in cui ci ha catapultati.

Ci ha ingiuriati in malo modo e, come in quel famoso certificato penale, ha cercato di ribaltare la frittata, accusando noi di diffamarlo ed ingiuriarlo. Siccome la Giustizia funziona sotto processo per ingiuria c’è finito lui. Non bastavano la prescrizioni, che gli hanno tolto molte castagne dal fuoco, ma anche in questo caso l’ha fatta franca perché nel frattempo l’ingiuria non è più considerato dalla legge un reato.

Come dicevamo prima ha la politica nel sangue; è talmente forte questo suo “senso politico” che pur di rientrare nei ranghi non ha visto che un certificato dai carichi pendenti puliti non appartenesse a lui ma ad un suo omonimo. Altra storia, altra condanna definitiva.

Ovviamente suscita un effetto eufemisticamente strano, il pluripregiudicato in tv a parlare di Costituzione Italiana, se alcune riforme devono essere cancellate o meno, attraverso il referendum di domenica prossima. Ma ribadiamo ancora una volta, se un detenuto mette la toga ed entra in un’aula di un Tribunale per difendere il suo assistito, Sodano, al cospetto, seppur pluripregiudicato, è una suora orsolina.

Altro dato desolante di queste ultime ore è che nell’annuale classifica nazionale apparsa su ItaliaOggi Agrigento si ritrova al quart’ultimo posto quando si parla di affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero.

E dire che con Zambuto, grazie anche e soprattutto ai suoi predecessori, c’è stato un momento dove Agrigento, con tutte le sue enormi difficoltà, era riuscita piano piano a risalire la china fino a raggiungere nel 2014 l’82° posto che non sarà una meraviglia ma non è nemmeno il fango nel quale siamo ricaduti mestamente e miseramente per l’ennesima volta.

L’effetto miracolo che tutti ci aspettavamo da Lillo Firetto, purtroppo, non c’è stato; anche lui, come Zambuto, ha dovuto pagare lo scotto delle amministrazioni precedenti e soprattutto, come Zambuto, ha avuto il coraggio di non rifugiarsi meschinamente nel dichiarare il dissesto finanziario.

Con Zambuto inizia il calvario; nelle casse dei Comuni italiani non arrivava più un centesimo né dal Governo centrale né da quello regionale e con una spending review da rispettare fino al millesimo previo il commissariamento.

Zambuto aveva trovato un Comune dichiarato Ente strutturalmente deficitario, dove tutti i parametri erano negativi. Zambuto, giova ricordarlo soprattutto all’attuale assessore Amico, era riuscito a riportare il Comune di Agrigento tra gli Enti non più strutturalmente deficitari (come da delibera della Corte dei Conti del 2013) e nel giorno delle sue dimissioni Agrigento era al posto 82.

Vogliamo ancora dare del tempo a Firetto? Benissimo, noi aspettiamo (del resto siamo un popolo fra i più rassegnati del mondo…) ma con la consapevolezza che con i vasi di ceramica e le tinte delle inferriate non si scala alcuna classifica.

4 Risposte per “Non insistete, Agrigento non è più terra dei balocchi. Però l’effetto Firetto non ha funzionato. Nella classifica nazionale siamo all’inferno”

  1. pietro scrive:

    E neanche solo facciata la consegna della Thesis, visto che con il ricavato per circa 20.000 euro il comune ha acquistato un pulmino per la Lilt che porta i malati in terapia a Palermo 3 volte a settimana.

  2. philips scrive:

    Al solito, preciso. Zambuto, per prima cosa ha lasciato a Guadagno la Thesis, facciata ma significativa, si ha ridotto la sua prebenda e quella degli assessori, e con tanta fatica siamo risaliti come tu dici all’82° posto. Firetto al contrario ha aumentato al massimo il gettone suo e degli assessori, lavorando al contrario era logico che Agrigento non poteva ancora scalare la classifica. Il risultato siamo quart’ultimi.

    • indignata speciale scrive:

      poverini…hanno tutti un gran bisogno di soldi! vergognatevi tutti, dal primo all’ultimo. una giunta di incompetenti strapagati per ottenere questi risultati! a casa ve ne dovete andare

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