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Nella Locanda del Doge entra il pluripregiudicato Calogero Sodano

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Il Doge rappresentava la suprema magistratura della Repubblica di Venezia. Una figura di elevatissimo spessore; una suprema magistratura durata oltre 1100 anni e che poi è terminata con la caduta della Repubblica, avvenuta nel 1797.

In provincia di Rovigo da alcuni anni è stato istituito un concorso letterario denominato “Locanda del Doge” la cui premiazione avviene in un paesino nei pressi di Rovigo.

Fra gli elaborati giunti sul tavolo della giuria, guidata da Angioletta Masiero ha trovato spazio un libro scritto dall’ex sindaco di Agrigento e senatore della Repubblica Calogero Sodano, pluripregiudicato, dal titolo “Meglio un giorno da sindaco”.

Non essendo critici letterari non è nostro compito valutare i contenuti dell’opera dell’ex sindaco agrigentino ma certamente non possiamo esimerci di scrivere alcune considerazioni sul fatto che il libro in questione ha vinto una medaglia.

Non sappiamo i criteri che vengono usati quando la dottoressa Masiero e tutta la giuria decidono di premiare questo o quell’altro libro di poesie, narrativa, saggistica. Ovviamente si soffermeranno soltanto a valutare i contenuti dell’opera e non sull’autore, visto e considerato che per partecipare al concorso giungono opere da tutta Italia.

La presidente della giuria, Angioletta Masiero, alla quale abbiamo inviato copia di questo articolo, avrebbe, forse, fatto un passo indietro se nel premiare “Meglio un giorno da sindaco” in cui si parla, oltre che di tulipani rubati, anche dell’attività amministrativa svolta da Sodano, se avesse letto in che modo il pluripregiudicato in questione ha amministrato la città di Agrigento (motivo per il quale il libro è stato premiato).

Appare singolare, ma ci può stare visto che ormai siamo abituati proprio a tutto, come possa venire premiata l’attività amministrativa di un ex sindaco che nel corso del suo mandato ha commesso gravi reati e per i quali è stato condannato in via definitiva (altri reati sono stati “benedetti” dalla prescrizione) non da chicchessia ma da Tribunali belli e buoni.

Evidentemente, come dicevamo prima, la presidente della Giuria Angioletta Masiero tutto avrà controllato tranne i reati commessi dell’autore, vista l’importanza del premio, nel cui titolo spicca fortemente la figura del Doge.

Sodano, nel corso della sua attività di sindaco è stato capace di distruggere l’immagine di una città straordinaria come è Agrigento; fortemente catapultata sulle cronache nazionali per via di un abusivismo edilizio assai discutibile, l’ex sindaco, secondo i magistrati, non ha fatto nulla per frenare il triste fenomeno danneggiando anche l’immagine soprattutto di una Valle dei Templi tanto bella quanto vituperata.

Per questo reato uno dei vincitori del premio “La locanda del Doge”, Calogero Sodano, è stato condannato al pagamento di centomila euro.

Lo stesso autore è stato anche condannato in via definitiva a nove mesi di reclusione per falsità ideologica in atto pubblico: il reato risale alla primavera del 2006, quando Sodano si candidò alle elezioni regionali chiedendo un certificato penale al Casellario Giudiziario del tribunale dal quale non risultava alcuna condanna penale che potesse pregiudicare  la sua candidatura. In realtà, Sodano, (ed ecco il reato di falsità ideologica) era stato condannato in via definitiva al processo sull’abusivismo ad Agrigento, anche se quella condanna, per errore, era stata addebitata ad un cugino omonimo del Sodano.

Più volte indagato per vari reati, più volte condannato in primo grado e più volte assolto in via definitiva.

Calogero Sodano è stato anche imputato e processato per concorso esterno alla associazione mafiosa denominata “cosa nostra”; non si conoscono ancora le motivazioni ma in primo grado è stato assolto.

Insomma un vero e proprio viavai da un tribunale all’altro che dura da oltre 15 anni.

Adesso la soddisfazione di un premio letterario di un suo libro che racconta la sua attività amministrativa.

Certamente la presidente della giuria non era probabilmente a conoscenza di questo percorso amministrativo di Sodano assai pericoloso, tra condanne, assoluzioni, prescrizioni e così via dicendo. Per quanto bravo possa essere come autore letterario è doveroso anche sottolineare che è anche un pluripregiudicato. Tale circostanza, ovviamente, non rappresenta motivo ostativo per vincere anche premi più o meno prestigiosi. Può essere discutibile, ma a nessuno può essere negato il premio per una propria opera letteraria.

Bisognerebbe capire, però, se i rappresentanti della Suprema Magistratura della Repubblica (il Doge) che si sono succeduti nel tempo, avrebbero assegnato un premio a Calogero Sodano.

N.B. Avviso ai naviganti, anzi alla Procura agrigentina. E’ certo, conclamato e risaputo che il pregiudicato Calogero Sodano non vuole che scriviamo di lui, nel bene e nel male. Noi abbiamo scritto di tutto, sia delle sue condanne e sia delle sue assoluzioni. Ad ogni nostro articolo presenta una denuncia al fine di intimidirci e far finta di nulla di qualsiasi sua iniziativa.

Ovviamente la premiazione del suo libro non può non suscitare l’attenzione del lettore; Sodano, con l’intervista di oggi su Teleacras, ci da sempre lo spunto ed è per questo che abbiamo deciso di scrivere il presente Filo di Nota.

Se questo è reato…

7 Risposte per “Nella Locanda del Doge entra il pluripregiudicato Calogero Sodano”

  1. carmelo scrive:

    naturalmente il mafioso e’ solo il grassonelli

    • Lelio Castaldo scrive:

      No caro Carmelo, il discorso è un altro. Di Grassonelli sappiamo tutto. Di Sodano a Rovigo non sanno una mazza. Semplice, no?

  2. Non sono allittrato, ma questi premi forse valgono quanto i buoni sconto del dash…quello almeno lava che più bianco non si può!!!

  3. Rossy scrive:

    Direttore si ricordi che questa gente vuole sempre vincere . Complimenti comunque …

  4. Aurelio Scaglione scrive:

    Complimenti che traguardo!!!!!

  5. Pino settecasi scrive:

    Mah e dico mah

Commenti chiusi