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Musso, Lista del Popolo: “Darò forma alla forza del popolo, la cui arma rivoluzionaria è una matita e il campo di battaglia è l’urna elettorale”

Intervista all’avv. Lillo Massimiliano Musso, candidato alla Camera con Lista del Popolo per la Costituzione nel collegio uninominale 1-7 (Agrigento) e come capolista nel collegio plurinominale 1-3 (Mazara-Agrigento-Gela).

Avvocato, come spera di battere i suoi avversari nell’uninominale, che è un sistema maggioritario puro, dove quindi vince tra i candidati uno solo, cioè chi prende un voto in più del secondo? Centrodestra, centrosinistra e M5S partono ai nastri compatti, con il vantaggio dell’effetto trascinamento. Teoricamente lei parte da zero. Quali sono le ragioni che la fanno essere ottimista, se lo è?

“Direttore, confermo di essere cautamente ottimista. Ciò perché non è vero che i fronti di centrodestra, centrosinistra e M5S sono compatti. Si arriva a questa campagna elettorale attraverso frizioni e rotture in tutti gli schieramenti, per cui alle coalizioni formali non corrisponde sul territorio l’impegno di tutti i soggetti coalizzati. Il PD agrigentino è frantumato, così come il M5S. Nel centrodestra, ove sono più accorti a non evidenziarlo, vi è già in atto una guerra intestina, legata al governo della Regione. Faccio pochi esempi. Silvia Licata, autorevole segretaria del PD di Agrigento e provincia, si è dimessa qualche giorno fa affermando “Odio gli indifferenti, non ho condiviso il metodo di scelta delle candidature”. Hanno disertato la riunione organizzativa del M5S eletti, candidati e attivisti di punta del territorio, come segno di protesta del metodo di scelta del candidato dell’uninominale. Giusi Savarino, per il centrodestra, ha pubblicamente lamentato criteri di scelta dei candidati non condivisi. Sono segnali, punte di iceberg. Per l’effetto, ai nastri di partenza non mi sento indietro più di tanto, anzi parto con il vantaggio di essere, e di essere riconosciuto come tale, uomo libero, voluto dalle persone, che non deve dare risposte a nessuno se non al popolo. Certamente i miei avversari hanno la possibilità di captare il voto espresso in funzione dei big nazionali; quindi Pisano capitalizzerà il voto a Berlusconi, Salvini e Meloni; Sodano capitalizzerà il voto a Di Maio e a Cancelleri, l’altro Sodano il voto alla Lorenzin e a Renzi. Ma la partita è aperta, perché in questa campagna elettorale darò forma alla forza del popolo, la cui arma rivoluzionaria è una matita e il campo di battaglia è l’urna elettorale. Abbiamo quattro settimane per animare un dibattito politico audace e raggiungere il consenso d’opinione, il voto libero e consapevole, ragionato, spontaneo e vero, quello che ribalta i pronostici come elemento imponderabile della storia”.

Il suo cauto ottimismo sembra non tenere conto delle dinamiche di controllo capillare del voto che caratterizzano la Sicilia. Nel senso che le truppe dei partiti hanno una grande presa sull’elettorato agrigentino, tale per cui risulterebbero pochi spazi liberi in cui un outsider come lei possa pescare voti. Qual è il suo bacino elettorale, a chi si rivolge quando chiede il voto?

“I partiti diciamo “tradizionali”, posto che essi non esistono più, non hanno alcuna presa sull’elettorato agrigentino, tanto è vero che il primo partito in provincia è il M5S e che gli altri partiti non hanno avuto il coraggio di candidare i propri esponenti, rifugiandosi nelle coalizioni e in candidati di comodo. Io mi rivolgo a tutti indistintamente, quindi a coloro che hanno perso la fiducia nella politica e non votano, che rappresentano la maggioranza degli elettori. Mi rivolgo ai delusi del M5S e del PD, che hanno creduto in progetti infine rivelatisi ingannevoli. Mi rivolgo a tutti coloro che coltivano l’idea di politica come servizio vero, concreto, di sacrificio. Il mio bacino elettorale è il “popolo” nella sua accezione autentica, nel senso che se il movente politico è il bene comune, l’elettorato di riferimento è ognuno, nessuno escluso. In ciò, il mio bacino elettorale è senza dubbio più ampio di quello dei miei avversari. In modo imprevedibile, posso pescare voti ovunque, compresi quelli che i miei avversari ritengono già acquisiti. Come dicevo, la partita è aperta”.

Lista del Popolo per la Costituzione è una formazione politica riunita attorno ai nomi di Antonio Ingroia, Giulietto Chiesa e Sandro Diotallevi, con gli endorsement, tra gli altri, di Vauro, Nicolò Gebbia e Franco Cardini. Qual è il programma elettorale?

“Il programma è lungo miglia, ma si può riassumere nella formula della piena attuazione della Costituzione italiana. In essa risiedono le ricette morali che fondano una Nazione, per risolvere i problemi del popolo italiano, dei popoli italiani, prima ancora dell’Italia come astrazione. Anzitutto, vanno ridiscussi i trattati europei nelle parti in cui contrastano con la nostra Costituzione. Se una legge dello Stato italiano viola la Costituzione, essa è dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Quanto più un trattato potrà essere rescisso per volontà del popolo sovrano? Se necessario, raccoglieremo le firme per un referendum, anche se dovrebbe essere il Governo ad occuparsene, su mandato del Parlamento. Le politiche di austerity sono decise all’ombra della Troika, quindi della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale. Dobbiamo recuperare la nostra sovranità nazionale, monetaria, alimentare, energetica, ripubblicizzare i servizi pubblici essenziali, tra cui l’acqua, l’energia elettrica, ogni tipo di servizio idoneo a soddisfare bisogni umani primari e secondari, lasciando libero sfogo all’iniziativa privata complementare, ma mai sostitutiva di servizi atti a garantire la salute, l’incolumità, l’istruzione, la formazione, il lavoro, la mobilità. Dobbiamo pensare globalmente e agire localmente, sostenendo la costituzioni di cooperative agricole per la produzione di alimenti a km zero. Il modello economico che proponiamo si fonda sulla responsabilizzazione dei territori, il cui obiettivo è il raggiungimento di economie di scala tendenti all’autosufficienza e caratterizzate da progressi sociali ed economici frutto della giustizia sociale attuata nei virtuosi scambi economici di vicinanza. A cascata, molteplici problemi si risolverebbero automaticamente, nel senso che se eradichi la povertà assoluta, automaticamente abbatti i fenomeni delinquenziali, come se risolvi le cause che determinano l’insorgenza di malattie nella popolazione, abbatti la spesa pubblica per la sanità. Tutto origina dalla buona volontà e dall’operare le scelte nell’interesse del popolo. Per quanto poco ne possa scrivere in questa sede, questa è la rivoluzione, iniziata settant’anni fa con la Costituzione e mai attuata, che noi intendiamo portare a termine”.

Qualora venisse eletto, posto il divieto giuridico di mandato imperativo e morale di campanilismo, per il territorio di sua rappresentanza quali battaglie riterrebbe di portare avanti?

“Anzitutto, condurrei iniziative per il ripopolamento dei comuni siciliani, con la rilocalizzazione delle attività produttive, l’avviamento di cantieri comunali per la gestione integrale degli appalti. Il Comune deve ritornare ad essere una imponente stazione appaltante in cui chi ruba va in galera senza il beneficio della prescrizione, ma chi lavora bene senza rubare ha la possibilità concreta di rispondere a tutti i bisogni concreti delle persone. Un aeroporto collocato tra Agrigento e Caltanissetta aprirebbe scenari economici impensabili. Ove un privato garantisse quotidianamente collegamenti per almeno una grande città europea, il Governo nazionale dovrebbe investire le risorse necessarie per permettere di realizzare l’art. 3, comma 2, della Costituzione, perché la Repubblica deve promuovere le iniziative economiche per superare le diseguaglianze sostanziali che caratterizzano il confronto Nord/Sud. Occorre costituire poli di eccellenza nello studio accademico e di sperimentazione su produzione agricola e alimentazione, con il finanziamento di una ricerca territoriale vera, capace di monitorare l’attività agricola e produttiva e di stimolarla secondo indici di produttività elevata e di impatto ambientale azzerato. Condurrei una battaglia per fare regolarizzare, a spese del Governo Nazionale, la posizione di tutti quei lavoratori che per diversi decenni hanno sempre lavorato in nero senza alcuna contribuzione versata. A questi lavoratori va riconosciuta una contribuzione figurativa, come forma di livellamento delle diseguaglianze e di giustizia sociale. Porterei in Parlamento la proposta di affidare allo Stato il sistema di accoglienza dei migranti, in modo da interrompere il business sull’umanità che soffre, con politiche di intervento vero nei luoghi di provenienza, in cui contribuire alla formazione professionale e politica di quei territori, che costituiscono la soluzione del problema. Tutto il programma di Lista del Popolo per la Costituzione può essere consultato su www.lmaxm.info”.

Torniamo al territorio. La provincia di Agrigento è nelle ultimissime posizioni delle classifiche di qualità della vita in Europa. Eppure vi è un potenziale enorme, fondato sul clima, sulla qualità delle colture agricole, sulle splendide spiagge, sulla natura mozzafiato e su storia e cultura da vendere. Perché non decolla il territorio agrigentino?

“Non decolla perché siamo sostanzialmente isolati. Le infrastrutture sono assolutamente inadeguate per garantire collegamenti continui con grandi città italiane. Mentre persone irresponsabili continuano a propinarci la realizzazione del Ponte dello Stretto, per raggiungere Palermo da Canicattì o da Agrigento in treno ci impieghiamo più del doppio del tempo strettamente necessario. Ormai siamo talmente abituati al disservizio, che ci stupiamo dell’efficienza quando ci troviamo al Nord. Il problema, quindi, si risolve con una inversione della mentalità per cui ci rassegniamo al degrado, in nome del quieto vivere, e non ci ribelliamo sonoramente organizzandoci in gruppi di pressione. Personalmente sono sempre stato attivo sul territorio e come narrato dalla stampa, anche dal Suo giornale, ho intrapreso battaglie pubbliche di importanza fondamentale, di cui molte portate a compimento contro ogni pronostico. Il web è pieno di video e invito chi legge di approfondire cercando su Google. Ebbene, il nostro territorio non decolla perché noi cittadini siamo le ali e non lo abbiamo capito”.

Lei nel 2013 ha esordito in politica come candidato alla carica di Sindaco di Ravanusa. In solitaria conseguì il 5% dei voti, contro tutti i partiti. Cinque anni dopo la ritroviamo candidata alla Camera. Come spiega questo exploit in pochi anni?

“Ho lavorato a livello nazionale sul piano culturale, per formare la dissidenza e trasformarla in azione politica. Ho dato forma, quindi, ad una proiezione politica, fondata su un manifesto politico scritto da me e da Vincenzo Sparti, da cui è sorto il movimento politico “Forza del Popolo”. Nel tempo sono stato riconosciuto negli ambienti politici nazionali come una giovane promessa della politica italiana. Tutti i partiti, negli anni, mi hanno cercato, ma ho sempre detto no, dopo una breve esperienza con Italia dei Valori. All’invito di iscrivermi al M5S ho detto no. Più recentemente, nel 2017, Franco Busalacchi mi ha indicato come suo vice nella candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana, omaggiandomi di un pubblico tributo per competenza, ampia visione e lealtà. Arrivo a questa competizione per la Camera dopo la convocazione rivoltami da più parti, scegliendo la “Mossa del Cavallo” di Ingroia e Chiesa per un fatto di pura coerenza. In questo progetto politico ho trovato il programma politico che compie il manifesto di Forza del Popolo. Quindi, l’adesione alla Lista del Popolo è stato un atto spontaneo, fiero, convinto e determinato. Il vero exploit sarà quello delle urne il 5 marzo”.

Lei è il promotore di alcuni dei comitati per l’acqua pubblica più attivi in Italia. Recentemente ha dato la chiave di lettura in un video diffuso nei social della sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato la Legge della Regione Siciliana che consentiva ai Comuni agrigentini di tornare all’acqua pubblica. Cosa avrebbe fatto in Parlamento su questo tema?

“La Legge Regionale per il ritorno alla gestione diretta del servizio idrico da parte dei Comuni è stata impugnata dal Governo nazionale, precisamente da Renzi, all’epoca Presidente del Consiglio dei Ministri, ove sedeva tra i ministri Angelino Alfano. Se fossi stato in Parlamento avrei sollevato il caso del conflitto di interessi di Alfano, come la recente inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento ha iniziato a porre in evidenza. In pratica, avrei sostenuto che Angelino Alfano è stato il mandante politico dell’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale e che lo stesso ha creato in provincia di Agrigento un sistema parallelo alle Istituzioni, fondato sulla gestione del servizio idrico integrato. Con il Comitato per l’Acqua Pubblica di Ravanusa abbiamo portato in piazza migliaia di cittadini, ottenendo che il Consiglio Comunale all’unanimità votasse per il ritorno alla gestione pubblica. Preciso che il Comitato di Ravanusa con le sue iniziative concrete, fu la locomotiva anche per tutti gli altri comuni agrigentini, ove i consigli comunali decidettero per l’acqua pubblica. Poi arrivò l’impugnazione del Governo, nelle more molti sindaci rimasero fermi, fino alla sentenza della Corte Costituzionale. Ebbene, da Parlamentare avrei seguito i lavori della Corte Costituzionale per capire come si possa giungere ad una sentenza palesemente abnorme, che offende lo Stato di Diritto”.

Lei ha collaborato professionalmente con l’avv. Giuseppe Arnone, volto noto qui ad Agrigento, per mille ragioni sempre sulla cresta dell’onda mediatica. In queste elezioni avrà l’appoggio di Peppe Arnone?

“No. Ho assunto la difesa di Arnone in alcuni processi che lo contrapponevano a magistrati, ma non ho mai collaborato con lui, nel senso che ho il mio studio legale da prima di averlo conosciuto ed assistito come suo avvocato di fiducia. Preciso ciò perché non sarebbe corretta l’idea di associarmi come subordinato di un altro avvocato, chiunque esso sia. Dal punto di vista politico, poi, non ho mai condiviso le scelte di campo dell’Arnone, che altalena continuamente sulla scorta di eventi di tipo personale che esulano dal perseguimento dell’alto ideale politico. Peraltro, Peppe Arnone ha fatto il suo endorsement a Sodano del M5S. Onestamente non mi aspettavo da Arnone altro, anche perché per me è un assistito come gli altri. Contrariamente a quanto alcuni dicono, ho difeso la libertà dell’uomo Arnone di manifestare liberamente il suo pensiero, ma non ho mai condiviso toni e controtoni decisamente inappropriati e persino incoerenti. Il suo endorsement al mio diretto avversario, peraltro, è da me colto come preziosa occasione per ribadirlo ulteriormente”.

Vuole lanciare un appello a chi ci legge?

“Certamente. Invito ad anteporre al voto una piccola riflessione sulle condizioni sociali ed economiche in cui versiamo. Vi esorto ad attribuirne l’esatta responsabilità politica e a rivolgere la vostra preferenza all’unica vera novità politica del nostro territorio, che umilmente tento di rappresentare. Il 4 marzo vota Musso”.

Grazie avvocato per l’intervista e in bocca al lupo!

“Grazie a Lei, Direttore, come San Francesco convertiremo il lupo…”

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