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Murì Mariuzza… (foto)

 

Viale della Vittoria

Quadrivio Spinasanta

Viadotto Imera

Piazza Stazione

Via Scifo direzione Villaseta

Via Mattarella

Ormai lo si può dire tranquillamente: gli agrigentini sono intrappolati nella (e dalla) loro stessa città.

L’inizio dell’anno scolastico ha conclamato ciò che si temeva: l’inferno non solo nel centro ma anche e soprattutto nelle periferie.

Un solo esempio: viadotto Imera, tempi di percorrenza dal bivio per Fontanelle in via Imera (meno di un chilometro) minuti 47 (leggasi quarantasette).

La psicosi dei crolli ha colpito tutti, principalmente gli addetti ai lavori. Per risvegliarli, purtroppo, ci sono voluti 43 morti. Adesso sono tutti operativi (?????) e cercano soluzioni per sistemare una situazione viaria a dir poco schifosissima. Chi viene ad Agrigento e per chi esce dal centro città ormai è diventata una pvera e propria passione.

Hanno chiuso la galleria che porta a Raffadali (ma tu guarda, giusto adesso…) e la situazione, già disastrosa, è diventata da girone infernale.

Della chiusura del Morandi (quello nostro) è meglio non parlare; del viadotto Petrusa è meglio stendere un velo pietoso; adesso la galleria per Raffadali.

Il vero dramma è che nessuno, dicasi nessuno e Anas per prima, non riesce a trovare soluzioni o percorsi alternativi per uscire dall’inferno agrigentino.

Abbiamo assistito nei giorni scorsi ad una riunione operativa congiunta al Comune tra sindaco, dirigenti dell’Anas e una serie di addetti ai lavori, tra cui la Soprintendenza e il Parco Archeologico.

Una riunione pietosa che solo ad Agrigento ed agli agrigentini si potesse propinare, tristemente noti perché colpiti da sempre da una rara malattia che si chiama rassegnazione.

Ascoltare un dirigente dell’Anas che dopo quasi due anni di chiusura forzata del ponte Morandi dichiara che “nei prossimi mesi deve andare in gara il progetto per i lavori di consolidamento dello stesso viadotto…” è davvero deprimente.

Dunque, per il momento si allontana l’ipotesi di un abbattimento dei viadotto Morandi e si pensa al suo consolidamento e rafforzamento (?). Noi non azzardiamo alcuna ipotesi; provate voi, gentili lettori, ad immaginare i tempi tra gara, viadotto giù, viadotto su ed inizio dei lavori. Nemmeno un famoso proverbio potrà salvarci. Recita testualmente: “Chi vivrà, vedrà…”.

Ma un calcolo lo possiamo anche ipotizzare facendo riferimento alla penosa vicenda del viadotto Petrusa. Anche qui, dopo quasi due anni, nessuno ha deciso cosa fare. L’Anas ha realizzato il raddoppio della ss 640 ed ha “dimenticato” quei 200 metri di importantissima arteria che collega la periferia con il centro città.

Una piccola dimenticanza (ovviamente è un eufemismo) che sta costando cara a decine di migliaia di automobilisti.

Non sappiamo se è stata una mancanza di coraggio o cosa altro; nonostante la presenza del direttore del Parco Archeologico Giuseppe Parello, quest’ultimo si è ben guardato dal riferire al dirigente dell’Anas che è in atto un geniale “concorso di idee” nel quale è inclusa anche la “possibilità” di chiudere il viale alberato (o via La Loggia) per renderlo una pista ciclabile (ma quanti agrigentini vanno in bicicletta? E poi immaginate i turisti che vengono ad Agrigento e si portano a scarrozzo una bicicletta?).

Mi viene in mente (e mi riferisco ai meno giovani) che nella nostra città c’erano dislocati tre magazzini dove i fratelli “palermitani” riparavano le gomme delle biciclette e ogni tanto le affittavano anche. Immaginate quanti incassi avrebbero fatto oggi!

Dunque esiste l’ipotesi di una chiusura anche di questa importantissima via di sfogo per gli automobilisti agrigentini, i quali, adesso, non sanno più davvero a quale santo rivolgersi per scongiurare una sciagurata ipotesi del genere.

Giuseppe Parello, visto che non gli mancano le idee, ne ha probabilmente una’altra in mente, ma questa è del tutto personale. E’ già in atto la corsa alla poltrona di Soprintendente (la dottoressa Gabriella Costantino, purtroppo, andrà presto in pensione) e voci di corridoio sussurrano che anche il Parello (tra tanti altri) è molto attratto da quella sedia.

La violentissima guerra politica è già iniziata, da Destra al Centro (perché la Sinistra, al momento, sta a guardare). Un piccolo dramma per lui (Parello) che è stato da sempre un uomo di sinistra. Già al secondo mandato al Parco, non ha lesinato chiedere qualche mese adietro un aiutino al movimento 5stelle (con una interrogazione) per attaccare qualche rivale di troppo che voleva controllare il suo operato e soprattutto la sua gestione del Parco. Anche questo è il “nuovo” della politica.

Nel corso della riunione, anche lo stesso sindaco Lillo Firetto si è ben guardato dal riferire al dirigente Anas che ha in mente un’altra “geniale” idea e cioè quella di chiudere al traffico la via Panoramica dei Templi.

Non abbiamo capito ancora bene se cazzeggiano, ci prendono per i fondelli o vogliono offendere la già rassegnata intelligenza degli agrigentini già abbastanza vituperata da decisioni cervellotiche che hanno azzannato città e cittadini.

Adesso il rischio (perché lo corriamo davvero) della ipotesi di chiusura di queste due importanti arterie (forse le uniche che sono rimaste…).

E loro, intanto, non solo continuano a rimanere nei loro posti, ma aspirano a nuovi incarichi di tutto rispetto.

Murì mariuzza… 

7 Risposte per “Murì Mariuzza… (foto)”

  1. Giovanni ha detto:

    Ma se non si riesce semplicemente ad illuminare il tratto di marciapiede che dalla fontana di bonamorone porta all’ingresso dei templi,molti turisti questa estate si avventravano al buio,per non dire che dalla fontana non esiste una marciapiede che consenta al truista di godere delle bellezze in totale sicurezza, sono piccoli esempi che però ci fanno capire che facciamo molta fatica a realizzare semplicemente le piccole piccole cose che trasformino un pochetto questa città

  2. Giuseppe ha detto:

    Mi meraviglio come il presidente Musuneci e l’assessrore Tusa non si accorgono di nulla. Parello è conclamato di sinistra. Non è che alla fine l’assesdore Tusa… questo articolo deve finire sul suo tavolo. Ma Musumeci è Tusa non dovevano rappresentate il cambiamento?

  3. Antonio ha detto:

    Avi ca muri’ Mariuzza!

  4. alfraga ha detto:

    E c’è pure qualche sprovveduto (ed è un eufemismo) che si ostina a chiedere l’abbattimento del Ponte Morandi. Altro dibattito “intelligente” che interessa gli agrigentini.

  5. philips ha detto:

    La storia é vecchia, agrigento (per l’occasione minuscolo) deve continuare ad agonizzare. Non cè speranza di ripresa. Tutti giocano a fare i dotti, ma nessuno sa prendere il coraggio, o meglio la cultura necessaria all’uopo, e immediatamente, immediatamente risolvere i problemi atavici che ci portiamo dietro. La città é condannata e non da ora. Giaà si parla di ricostruire il Morandi di Genova in un anno e noi non costruiamo una travata del petrusa in due anni già trascorsi e chissà quanti ne trascorreranno, quindi immaginiamo come risolvere il nostro Morandi a terra o in cielo per buona pace di tutti.

  6. Francesca ha detto:

    Ma invece di fare questi tavoli, il nostro costoso sindaco xche’ non va’ a Palermo, a Roma e ci rappresenta? Anas non ascolta e non trova soluzioni, sindaco, soprintendente, onorevoli etc nemmeno. Chissà’ se a Roma,Di Maio comprende che noi da una vita siamo a terra. Non abbiamo treni, aerei (quanti soldi mangiati!), strade…… Io ho intenzione di comprarmi un asinello, penso che fontanelle/via Imera lo faccio in 30 minuti. Cosi non paghiamo bollo, assicurazione, benzina e con un Po di carote e fieno

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