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Motivazioni, ecco perchè Mori e Obinu sono stati assolti

Sono state depositate le motivazioni alla sentenza d’Appello emessa dalla Corte d’Appello di Palermo il 19 maggio scorso 2016 che ha assolto, “perchè il fatto non costituisce reato”, il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento alla mafia. Mori e Obinu, nonostante la soffiata di un collaboratore, Luigi Ilardo, non avrebbero ordinato il blitz che il 31 ottobre del 1995 avrebbe forse consentito la cattura di Bernardo Provenzano nelle campagne di Mezzojuso, in provincia di Palermo. E ciò al fine di proteggere la latitanza di Provenzano nel contesto della presunta trattativa instaurata tra alcune Istituzioni dello Stato e Cosa nostra. Ebbene, i giudici della Corte d’Appello, presieduta da Salvatore Vitale, scrivono : “Non può ritenersi provato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che gli imputati abbiano posto in essere la condotta loro contestata con la coscienza e la volontà di favorire il latitante Bernardo Provenzano. Le risultanze processuali non sono idonee a provare la sussistenza del movente della trattativa. La scelta di Mori e Obinu di non dare seguito alle indicazioni del confidente Luigi Ilario fu solo il frutto di una, sicuramente colpevole, sottovalutazione dell’importanza dello spunto investigativo. Dunque, una condotta negligente e poco solerte”.

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