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Morte preside D’Orsi, il ricordo del prof. Francesco Bellanti

E’ morto uno degli uomini più grandi che Palma abbia mai avuto.
A quest’uomo che mi ha onorato per quattro decenni della sua amicizia dedico un post che avevo pubblicato qualche anno fa.

EXEGI MONUMENTUM AERE PERENNIUS

L’opera storica di FRANCESCO D’ORSI MELI

Exegi monumentum aere perennius regalique situ pyramidum altius, quod non imber edax, non Aquilo inpotens possit diruere aut innumerabilis annorum series et fuga temporum. Non omnis moriar multaque pars mei vitabit Libitinam; usque ego postera crescam laude recens, dum Capitolium scandet cum tacita virgine pontifex.
(Orazio, Odi, III, 30).

(Ho innalzato un monumento più duraturo del bronzo e più alto della mole regale delle piramidi, che non la pioggia che corrode, non l’aquilone sfrenato o l’infinita serie degli anni e il susseguirsi delle stagioni potranno distruggere. Io non morirò del tutto, anzi molta parte di me stesso eviterà Libitina sempre vivo, io crescerò continuamente nella lode dei posteri, finché il pontefice salirà, con la vergine silenziosa, il Campidoglio).

Scorrendo le pagine dell’ultimo libro di Francesco D’Orsi Meli, Il tramonto dei Gattopardi di Sicilia nel secolo XX, il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato lo stesso che ho avuto leggendo quasi tutti gli altri libri dell’insigne storico: un’opera immensa. Francesco D’Orsi Meli, che mi onora della sua amicizia da quasi quarant’anni, consegna alla sua terra un’eredità straordinaria, superba, per visione d’insieme e recupero della memoria. L’opera del professore è qualcosa di insuperabile per vastità, completezza e lucidità di analisi; le generazioni che vorranno scrivere anche un solo aggettivo sulla storia di questo paese dovranno fare sempre i conti con quest’opera eccezionale. L’unico difetto che vedo in questo sterminato viaggio nella storia di Palma forse è la mole talvolta ridondante dei documenti che l’autore pubblica a sigillo delle sue tesi e delle sue argomentazioni. Francesco D’Orsi Meli è uno degli uomini più intelligenti che io abbia mai conosciuto. Sono convinto che egli avrebbe fatto eccellere i suoi talenti in ogni campo. Bisogna essergli sempre riconoscenti se egli ha voluto che il suo ingegno si consumasse solo per questo tempo e questo spazio, per un atto d’amore senza confini per la sua terra natale.

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