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Messina Denaro, Riina e Falcone…

Matteo Messina Denaro è stato condannato per le stragi di mafia del 1993, tra Roma, Firenze e Milano. Invece, per le stragi del 1992, tra Falcone e Borsellino, i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno appena notificato alla madre del boss, a Castelvetrano, la richiesta di rinvio a giudizio a carico del figlio. La prima udienza preliminare è in calendario il prossimo 22 dicembre, innanzi al giudice Marcello Testaquadra, e lui, Messina Denaro, ovviamente non si presenterà all’ appello. Secondo la Procura di Caltanissetta, che si avvale anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori della Giustizia, Matteo Messina Denaro sarebbe stato parte nella decisione delle stragi del 92. Nel corso degli ultimi mesi del 1991, Totò Riina avrebbe incontrato più volte Messina Denaro, non ancora latitante. Sarebbero stati incontri cordiali e familiari. Riina sarebbe stato accolto e protetto da Messina Denaro, all’epoca 29enne e già delfino di Totò Riina, che a Castelvetrano si recò con moglie e figli al seguito. Si sono mossi a bordo di un’ Alfa Romeo, tra gite e visite in gioielleria, come conferma il pentito Francesco Geraci, che ha gestito una gioielleria, e che racconta : “Riina e Messina Denaro arrivarono un giorno nel mio negozio per mettere al sicuro una borsa con il tesoro della famiglia Riina, tra orecchini, collane, e monili di varia natura. E poi ricordo di una gita in barca e di regali costosi al capo dei capi: un Rolex per il figlio Gianni, e un altro per il figlio Salvatore”. Nel 1991 Matteo Messina Denaro sarebbe stato impegnato nella ricerca dell’esplosivo. Il primo tentativo di uccidere Falcone è stato progettato a Roma. E Messina Denaro sarebbe stato pronto a partire con l’armamentario necessario. Il pentito Vincenzo Sinacori ricorda di averlo visto su un’automobile attrezzata come un arsenale e carica di pistole e kalashnikov. Le armi sarebbero state trasferite a Roma, e Messina Denaro avrebbe ricercato casa ai Parioli. Nel frattempo si dilettò ad acquistare abiti eleganti, che a Roma gli sarebbero serviti per frequentare locali di lusso, secondo le abitudini, nel tempo libero. Il progetto di uccidere Falcone fu poi modificato, anziché a Roma lungo l’ autostrada tra l’aeroporto di Palermo e la città. Agli atti dell’ inchiesta a carico di Messina Denaro si legge testualmente : “Partecipava e ideava un programma criminale teso a destabilizzare le istituzioni e concorreva a deliberare l’esecuzione del piano di uccisione del dottor Falcone. “Entrava a far parte di un gruppo riservato creato da Totò Riina e alle sue dirette dipendenze per organizzare a Roma un attentato che aveva come obiettivi lo stesso Falcone, l’allora ministro della giustizia Claudio Martelli e il conduttore televisivo Maurizio Costanzo”.

fonte teleacras

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