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710mila euro sequestrati a Siculiana…

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Antonino Gagliano è nato a Siculiana il 13 luglio 1967. I giorni suoi sono tribolati dal mattino del 26 giugno 2012 quando la Squadra Mobile agrigentina lo ha arrestato nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”. Poi i suoi tormenti si sono ancor più aggravati il 10 novembre 2015 quando i Carabinieri lo hanno arrestato per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Lui, Gagliano, proprietario di una impresa di calcestruzzo, tramite la fornitura di calcestruzzo avrebbe commesso le estorsioni aggravate a danno di un imprenditore di Siculiana che nel luglio 2014 ha subito anche un atto intimidatorio. Le dichiarazioni dello stesso imprenditore hanno svelato il presunto trucco delle fatture gonfiate per la fornitura di calcestruzzo mai consegnato. Antonino Gagliano si sarebbe rivolto così all’ imprenditore : “Ti senti tranquillo qui a Siculiana….ricordati che a Porto Empedocle pagano mille euro per il calcestruzzo….”. Poi, innanzi ai magistrati, Antonino Gagliano si è dichiarato innocente, accusando l’ imprenditore di non avergli pagato quanto legittimamente avrebbe dovuto pagargli, e di avere l’ imprenditore denunciato lui Gagliano per ritorsione vendicativa. Ebbene, adesso, dopo Polizia e Carabinieri, il Gagliano Antonino di Siculiana ha ricevuto la visita della Guardia di Finanza. E il Nucleo di Polizia Tributaria gli ha sequestrato beni per 710mila euro su ordine della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, presieduta da Giuseppe Miceli, e su proposta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Nel cestino del sequestro vi sono a Siculiana 2 imprese individuali intestate ai figli di Gagliano, e un cementificio intestato alla moglie, il tutto per circa 410 mila euro. E poi appezzamenti di terreno a Siculiana e a Realmonte, compreso un fabbricato rurale, il tutto per 250 mila euro. E poi diversi rapporti bancari intestati a lui e alla famiglia, per più o meno 50 mila euro. I Finanzieri hanno indagato e sostengono di avere rilevato, nel periodo tra il 2005 e il 2013, una evidente sproporzione tra il valore dei beni acquistati rispetto alla capacità di reddito della famiglia Gagliano. Ad Agrigento, in Tribunale, il prossimo 14 dicembre si discuterà in udienza della proposta di applicazione, a carico di Antonino Gagliano, della misura di prevenzione personale, dopo la patrimoniale che gli è stata appena imposta, e della confisca dei beni che gli sono stati sequestrati.

fonte teleacras

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