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Mafia, inviava ordini dal carcere per gestire la sua azienda sequestrata: arrestato insieme al figlio

Ordini dal carcere per gestire le aziende di Cosa nostra. E’ quanto scoperto dalla Polizia di Stato che ha eseguito due misure cautelari nel Trapanese a carico di Carlo Loretta, 51 anni, di Mazara del Vallo, e del figlio Salvatore, di 20, indagati per essersi impossessati di circa una tonnellata di rame, appartenente alla Mestra Srl, societa’ dal 20 dicembre sottoposta a sequestro preventivo e affidata in custodia giudiziale a conclusione dell’operazione antimafia “Ermes 2″, che ha colpito la rete di protezione del boss latitante Matteo Messina Denaro.

Secondo il Gip di Palermo che ha accolto la richiesta della Dda, quel reato e’ stato commesso allo scopo di favorire Cosa nostra. Arresti domiciliari per Carlo Loretta, che rimane comunque detenuto in carcere per “Ermes 2″, e obbligo di presentazione al commissariato di Mazara del Vallo per Salvatore.

Il primo, nonostante lo stato di detenzione e il sequestro dei beni aziendali, ha cercato di continuare a mantenere “con pervicacia” e comportandosi “da padrone” – come afferma il Gip nell’ordinanza – il controllo sulle sue societa’, impartendo istruzioni soprattutto al figlio. In questo contesto e’ maturata l’idea di rubare il rame custodito all’interno della discarica Mestra Srl. Lo stesso Loretta aveva fissato il prezzo di quel rame e lo aveva indicato al figlio; cosi’ come gli aveva detto a chi consegnarlo per la vendita dopo il furto.

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