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Mafia del Belice, Marrella (cl. 74): “Mio padre mi disse tutto su Cosa nostra e voleva tenermi lontano”

E’ ripreso nei giorni scorsi – davanti il collegio di giudici della Prima sezione penale presieduta da Giuseppe Milisenda Giambertoni – il processo “Icaro” che vede imputati Ciro Tornatore, 82 anni, Antonino Abate, 29 anni, Carmelo Bruno, 47 anni, Vito Campisi, 45 anni, Roberto Carobene, 38 anni, Antonino Grimaldi, 55 anni, Stefano Marrella, 59 anni, Vincenzo Marrella, 41 anni, Vincenzo Marrella, 60 anni, Pasquale Schembri, 53 anni, Gaspare Nilo Secolonovo, 47 anni, e Francesco Tortorici, 36 anni, tutti coinvolti nell’omonima operazione antimafia che tra il dicembre del 2015 e gennaio 2016, smantellò il nuovo organigramma delle famiglie di Cosa nostra agrigentina. Tra gli imputati, presenti in udienza, vi erano i Marrella, Antonino Grimaldi, Gaspare Nilo Secolonovo e Francesco Tortorici motivo, questo, che spiegherebbe l’insolito affollamento dell’aula 7 del Tribunale di Agrigento (parenti ed amici che hanno colto l’occasione per rivedere i loro cari). Figura predominante è rappresentata da Vincenzo Marrella, classe 1974, che ha avuto un percorso molto travagliato. Ha reso dichiarazioni molto gravi ai pm della Dda di Palermo rivelando persino gli autori dell’omicidio del padre e mettendo in luce un fatto sinora sconosciuto: Bernardo Provenzano prima di essere catturato trascor4se un periodo di la

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