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Mafia, da beni confiscati a eccellenze del turismo: c’è anche il Grand Hotel Mosè

L’Hotel San Paolo Palace di Palermo, l’Hotel Club Torre Xiare di Valderice; l’Hotel Sigonella Inn di Motta S. Anastasia e il Grand Hotel Mosè di Agrigento.

Sono i quattro alberghi siciliani confiscati alla criminalità organizzata di stampo mafioso che oggi sono diventati i casi imprenditoriali di eccellenza del turismo in Sicilia. Storie di successo, in cui si è riusciti a garantire e incrementare i livelli occupazionali attraverso la valorizzazione delle risorse umane, riuscendo a tutelare il bene confiscato e restituendolo al territorio in una logica di mercato e di trasparente produttività grazie alla gestione dello Stato.

E si tratta di strutture ricettive il cui risultato è stato ottenuto non solo da una sana Amministrazione ma anche grazie ad un management particolarmente attento e professionale in cui è presente l’intero organigramma, dal Direttore inclusi il responsabile Food and Beverage, e il Congress Manager.

Il Grand Hotel Mosè fu sequestrato nel marzo del 2016 in seguito ad una confisca di beni, dal valore di circa 71 milioni di euro, che colpì il patrimonio dei fratelli Russello. Il provvedimento fu della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Agrigento. Il Grand Hotel Mosè di Agrigento, rilevato tre anni fa dall’amministrazione giudiziaria in condizioni di imminente chiusura, sotto la gestione dello Stato ha triplicato il numero dei dipendenti e raddoppiato il fatturato.

Il modello virtuoso e di buona pratica che ha caratterizzato queste società siciliane del settore turistico-alberghiero verrà raccontato nel corso del convegno “Dalla Confisca dei Beni all’accoglienza turistica. Oltre quattrocento beni confiscati alla Mafia verranno consegnati oggi ai Prefetti e ai sindaci della Sicilia.

Presente anche il Prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia per i beni confiscati ed ex Prefetto di Agrigento. La consegna avverrà durante il convegno ‘Dalla Confisca dei Beni all’accoglienza turistica. Viaggio dell’Anbsc nel mondo delle Aziende’. Postiglione, come si legge in una nota “illustrerà il modello virtuoso e di buona pratica che ha caratterizzato alcune società siciliane del settore turistico-alberghiero sottratte alla criminalità organizzata di stampo mafioso”.

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