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M5s, Di Vita: “Grillo cacci i ‘pentiti’ che hanno ammesso loro colpe”

“Ma da chi viene informato Grillo? Vorrei sapere di cosa ci rimprovera esattamente. Perché non parla con noi, invece di attribuirci frasi e posizioni mai espresse?”.
Giulia Di Vita, deputata M5S indagata, insieme ai colleghi Riccardo Nuti e Claudia Mannino, nel caso ‘firme false’ a Palermo, in un’intervista al Corriere della Sera non nasconde le sue perplessità dopo il post con cui ieri Beppe Grillo ha chiesto ulteriori sanzioni per i tre parlamentari (già sospesi), invocandone la sospensione anche dal gruppo alla Camera.
Secondo la deputata siciliana “non si possono considerare le nostre critiche un attacco diretto a Forello”, il candidato M5S a sindaco di Palermo. “Lui – spiega – fu biasimato dai nostri colleghi della Commissione antimafia tre anni fa per un conflitto di interessi legato al ruolo avuto all’interno di Addiopizzo e in seno a comitato ministeriale che assegna risarcimenti alle vittime del pizzo”.
“Per scrupolo vorrei ribadire, come detto ieri, che da parte mia non c’e’ mai stato un attacco nei confronti della magistratura a cui mi affido totalmente per provare la mia estraneita’ ai fatti di cui vengo accusata e a cui ho consegnato gia’ le relative prove. Non ho mai nemmeno criticato il candidato sindaco di Palermo del m5s e nemmeno sapevo che nel 2014 i colleghi della commissione Antimafia avessero sollevato un potenziale caso di conflitto di interessi in seno alla onlus antiracket Addiopizzo di cui l’attuale candidato sindaco era presidente. L’ho appreso dai giornali soltanto questa estate”, spiega la parlamentare sulla quale – come anche su Riccardo Nuti e Claudia Mannino – Beppe Grillo ha chiesto nuove sanzioni e la sospensione dal gruppo alla Camera.

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