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Lo psicoterapeuta Andrea Sales prende spunto dall’arresto di Ciro Russo e apre un dibattito su cosa stia accadendo

Andrea Sales – psicologo, psicoterapeuta

Stava tranquillamente mangiando una pizza in una nota pizzeria di Reggio Calabria, Ciro Russo, dopo aver dato fuoco alla sua ex moglie. E’ stato arrestato nel giro di poche ore, dopo l’atto delittuoso. Era evaso dai domiciliari, aveva precedenti per maltrattamenti in famiglia.

Ma questo è l’ultimo in ordine cronologico dei gesti folli, malsani e sconcertanti, che occupano quotidianamente le pagine di cronaca.  Prendendo spunto dall’atto criminoso di Ciro Russo, lo psicologo, psicoterapeuta e docente Andrea Sales, lancia sul social un dibattito, condividendo una delle domande alle quali facciamo fatica a rispondere, ma che alla fine ci portano a dover fare i conti in maniera brutale, con ciò che sta accadendo in un momento storico in cui – come lo stesso Sales fa notare – accadono cose agghiaccianti: mamme che vendono le figlie e le inducono a prostituirsi per avere dei soldi da giocare alle slot-machine, una coppia di amici (50 e 70 anni), abusano, molestano e seviziano una donna di 40 anni, per vent’anni, tenendola segregata in casa. Per non parlare del fatto che il femminicidio sia ormai all’ordine del giorno.

Quando una persona si sente in diritto di commettere queste atrocità?

E se fino a ieri, Ciro Russo era una persona sconosciuta, che faceva la sua vita, come io faccio la mia, Sales la sua e voi la vostra, oggi siamo qui a parlarne perché ancora una volta si consuma l’atrocità, la follia di un gesto, ai danni di un’altra persona.

Ma sarà davvero follia? A questa domanda potrebbe rispondere Andrea Sales, che di menti se ne intende. Ma la domanda è più ampia, quella che lui pone attraverso il social è cercare di capirne il perché anche dal punto di vista sociale.

Verrebbe voglia di dire, “ci rinuncio”, rinuncio a trovare un perché, rinuncio a capire, considerato che sembra tutto così assurdo. Ed invece l’invito alla riflessione e al dibattito che lancia Andrea Sales, è importante nella misura in cui ci si possa scuotere prima di tutto da quella assuefazione che ormai abbiamo maturato nei confronti del male che incede,  che vien fuori anche da dove mai avremmo immaginato potesse essere prodotto. E’ importante nella misura in cui si recuperi la consapevolezza che il male, va combattuto anche se non ci investe in prima persona. Che non vale più la regola “a un metro dal mio culo, accada quel che accada“, che a volte può sembrare una sorta di modalità per difenderci da quel che succede e che non riconosciamo come formula del nostro modo di concepire il vivere.

E allora davanti alla domanda: “ma cosa sta accadendo?”, tocca fermarsi a riflettere. C’è un delirio di onnipotenza, una convinzione malsana di poter possedere, di poter avere il controllo sulla vita degli altri, come se quel modo di concepire un rapporto, nel quale c’è chi domina, chi decide, chi annienta ogni giorno l’altro – spesso silenziosamente, altre volte in maniera atrocemente distruttiva – fosse la soluzione a dei problemi, che derivano dalla incapacità di gestire una qualsivoglia forma di rottura, di frattura nei rapporti.

Cosa manca a chi sevizia, violenta e segrega una donna per vent’anni?
Cosa accade nelle loro vite e nelle loro scelte?
Perché come dice lo stesso Sales. le scelte vengono guidate dai valori, da ciò che vale.
Dunque, dove sono finiti i valori?
Spazzati via quelli, ci si sente onnipotenti, alla mercé del pensiero folle di potere tutto?
Fuori dai valori, fuori dalle regole del buon vivere, resta la seduzione del male, del limite da superare, in balia di alcune ossessioni.

Il conflitto dunque, con se stessi, prima ancora che con gli altri?
Una completa assenza di sentimento, forse, verso se stessi e poi verso l’altro. Un amore mai provato, un risentimento stantio verso una condizione che non si può cambiare, forse.

Resta che c’è una società in balia dell’odio, di profonde forme di razzismo, di omofobia, di delirio di onnipotenza, che si manifesta in maniera latente, a volte, ma che poi esplode e annienta l’altro.

Mi ha colpito molto una dichiarazione di Andrea Sales circa il malessere. Perché alla base di tutto c’è questa condizione. Se avverti un malessere – dice lo spicoterapeuta – devi cambiare qualcosa e per cambiare qualcosa devi credere nella possibilità del cambiamento. Il cambiamento è effettivo quando si trasforma in azione.

Forse abbiamo smesso di credere nella possibilità di cambiamento e abbiamo lasciato che le cose accadano così come ci impone il silenzio che spesso regna in fondo alle nostre vite. E da quel silenzio, scaturiscono rabbia, odio, voglia di riscatto ai danni degli altri.

Il silenzio è deleterio. Sono le parole che generano il cambiamento, perché generano emozioni, reazioni e riflessioni, sostiene Sales.

E allora andrebbe, forse, riscoperta l’arte del dialogo, del tirar fuori in due, credendo e confidando ancora, nella potenza straordinaria della parola.

 

Simona Stammelluti

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1 Risposta per “Lo psicoterapeuta Andrea Sales prende spunto dall’arresto di Ciro Russo e apre un dibattito su cosa stia accadendo”

  1. Luigi Anzalone ha detto:

    Condivido del tutto il contenuto di quest’articolo, che ho trovato scritto benissimo e di profondo contenuto. Siamo, indubbiamente, illustre Simona, di fronte a uno spaesamento del mondo, a fenomeni di alienazione di massa, a un deserto dell’anima individuale, a una crisi radicale della coscienza europea, all’emergere osceno dei demoni peggiori degli inferi dell’inconscio; cose tutte che meritano di essere pensate a lungo e in modo compiuto e propositivo,
    .direi quasi terapeutico.

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