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Lettera a un delinquente. Di Giovanni Ferrari

“Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”.
Bertold BRECHT.
Ho aspettato la conclusione della Santa Pasqua, per rivolgere un accorato appello al delinquente Giuseppe Geraci, con la speranza che la morte e la resurrezione di Cristo possa averlo illuminato e condotto alla meditazione. In questi anni, ho visto fare e disfare, avevo intuito e scritto già un anno fa quello che realmente sta accadendo a Corigliano, ossia, nuovamente la Commissione d’accesso antimafia, nominata da Sua Eccellenza Sig. Prefetto di Cosenza.
Sono anni che il Comune di Corigliano è nelle mani di millantatori e meri esecutori del solito disegno che disprezza le regole, le leggi e la cultura, solo e soltanto con un nuovo commissariamento e nuove elezioni, Corigliano potrà riprendere il suo corso che merita con il ritorno alla legalità, con la copertura mediatica dell’informazione locale e con la copertura sistematica e consenziente di una opposizione inesistente, hanno ucciso la cultura, la vita economica, sociale e morale. Invito a rileggere i miei articoli:” LE MANI SPORCHE SULLA CITTA’ DI CORIGLIANO E LA VERGOGNA AL COMUNE DI CORIGLIANO”, oggetto di querele da parte del delinquente, pubblicati sulla stampa locale e nazionale.
I magistrati di Castrovillari, della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, le Forze dell’ordine TUTTE, stanno svolgendo semplicemente il loro sacrosanto onesto lavoro, non intendono metterlo ad alcuna gogna, non intendono delegittimarlo, non fanno la caccia a nessuno, il ruolo della Magistratura è semplicemente quello di scoperchiare il vergognoso MALAFFARE, LE CONNIVENZE MAFIOSE, LE COPERTURE e LE COMPLICITA’ che si annidano all’interno del Comune tra i corrotti e i poteri deviati.
Non posso consentire a questi loschi, sporchi personaggi che hanno distrutta la CITTA’ di CORIGLIANO, non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, vissuta nel mondo accademico, formando giovani e professionisti, il mio coraggio e la mia indipendenza. Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottrae al massacro, alle lettere anonime minacciose, tutto ciò non mi turba e non mi disturba, non turba la mia serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale, la mia è una vita di luce ed orgoglio, chiedo a tutti i miei concittadini di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi, di non sconfortarsi, ai giovani di studiare, di qualificarsi, di non arrendersi mai, di non essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d’animo per l’amore che provo per il mio paese, vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi. Chi vi scrive ha avuto tanto dalla vita, dall’Università della Sorbona di Parigi, all’Università della Calabria per completare con la mia prestigiosa Università di Urbino dove negli anni settanta mi sono laureto in Lingue e Letterature Straniere con il Magnifico Rettore Carlo BO. I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo, sono la mia vita. Quanti giovani studenti ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi.
Ai coriglianesi suggerisco di amare le cose più belle; la felicità, la gioia di vivere, la voglia di fare, di dedicarsi alla propria famiglia con la speranza di guardare sempre avanti.
GERACI è ormai un uomo fisicamente e moralmente finito, distrutto, infelice per tutto il male e il malaffare che ha creato e seminato in tutto il territorio, ormai ha perso la serenità. Quanti rimorsi si porta nella sua sporca coscienza, rimorsi per aver ingannato tantissimi cittadini onesti che hanno creduto ciecamente alla sua nefasta politica.
Chi non ha voluto ascoltare e riconoscere le ragioni dei propri mali, pianga se stesso.
Ancora leggo gli appelli dei poveri pensionati che lo supplicano per avere una sala sociale dove potersi ritrovare, dopo tanti anni di grossi sacrifici, contributi e tasse che pagano alle casse comunali, non si è degna to neanche di una risposta.
Geraci deve pensare come risolvere il problema della NUORA, immaginate se a tempo di pensare alla povera gente, allo scandalo del cimitero ed a tutti i guai che ha seminato su tutto il territorio.
Un concorso per un solo posto, espletato circa 10 anni fa, con un solo vincitore il Dott. GRECO, la nuora al contrario non ha vinto alcun concorso. Nella mia vita ho presieduto tanti concorsi, sia nel mondo accademico sia negli enti locali, mi chiedo e chiedo a Lei Sig. Procuratore della Repubblica di Castrovillari, come è possibile tenere ancora aperto un concorso a distanza di tanti anni, invece di dare la possibilità a tanti validi e bravi giovani laureati di poter partecipare ad un nuovo concorso, umiliando e mortificando competenze e professionalità.
Sono sicuro e fiducioso nel ruolo e lavoro che sta svolgendo la MAGISTRATURA, un AUGURIO sentito di buon lavoro alla COMMISSIONE D’ACCESSO ANTIMAFIA AL COMUNE DI CORIGLIANO.
Prof. Giovanni FERRARI. DOCENTE UNIVERSITARIO

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