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Legambiente su attività impianto di compostaggio

Sono sempre più estesi e persistenti i disturbi olfattivi prodotti dall’attività dell’impianto di compostaggio ubicato a Joppolo Giancaxio: ad Aragona, da diversi giorni, il fetore insopportabile di pattume marcio pervade buona parte dell’abitato e delle campagne circostanti e sono già diverse le persone che si sono viste costrette a fare ricorso alle cure mediche dopo aver accusato forti mal di testa, bruciori alla gola e difficoltà respiratorie.

Claudia Casa, direttore regionale di Legambiente Sicilia:

“Si mettano veramente in moto controlli e verifiche serie e severe sull’attività di questo impianto, oppure la gente – esasperata per essere stata lasciata sola a combattere questa battaglia – ne trarrà le inevitabili conclusioni. E Legambiente ne appoggerà ogni azione”.

Il silenzio di questi mesi, in attesa che le promesse, evidentemente fasulle, fatte dalla ditta che gestisce l’impianto si tramutassero in fatti concreti ha prodotto quale unico risultato non già la mitigazione bensì l’incremento esponenziale, in termini di quantità, di durata e di diffusione territoriale, dei miasmi vomitevoli scaturenti dalla lavorazione delle tonnellate e tonnellate di materiale organico che quotidianamente vengono incamerate nello stabilimento di contrada Realturco. La puzza nauseabonda, in questi mesi, più e più volte è stata percepita anche a decine e decine di chilometri di distanza e nelle direzioni più disparate a seconda dello spirare del vento: la si sente con cadenza regolare lungo la statale Raffadali-Agrigento, arriva spesso e sovente a Fontanelle, ne fanno non di rado le spese vaste zone dell’area industriale, incluso l’ospedale San Giovanni di Dio.

E adesso, da diversi giorni, ha “conquistato” il territorio di Aragona, urbanizzato e non urbanizzato: infatti, se fino ad ora ad essere investiti da questi odori putrescenti erano stati i campi coltivati contermini alla riserva delle Macalube, da più di una decina di giorni la puzza ha raggiunto il centro abitato ed è avvertita anche lungo il corso principale della cittadina. E sono già diverse le persone che ci hanno rassegnato di aver fatto ricorso alle cure mediche per l’insorgenza di forti mal di testa, bruciore alla gola e difficoltà a respirare, tutti disturbi, questi, ben noti purtroppo agli abitanti delle contrade joppolesi a ridosso delle quali si riversano ormai da quasi tre anni gli effetti indesiderati di questa attività industriale.

Tre cose sono ormai chiare: la prima è che i titolari dell’impianto di compostaggio continuano a prendersi gioco delle regole e quindi della gente e dell’ambiente, non rispettando – come è del tutto evidente – le prescrizioni imposte per lo svolgimento di questa tipologia di attività che è utilissima al ciclo virtuoso della raccolta differenziata ma che non può essere condotta in modo irregolare.

La seconda è che si sono dimostrati del tutto inefficaci ed improduttivi i controlli posti in essere dagli organi competenti a far sì che la ditta in questione si mettesse in riga e si dotasse di tutto quanto necessario per non arrecare alcun disturbo.

La terza è che i cittadini non vogliono più continuare a subire le conseguenze di questa vergognosa situazione, rispetto alla quale nessuno provvedimento a tutela della loro salute e del loro pieno diritto a vivere in condizioni di normalità è stato sin qui assunto da chi avrebbe dovuto e potuto farsene garante ma che, evidentemente, non ha inteso adempiere al proprio dovere!

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