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“Le riforme o tutti a casa”

Dopo il rinvio del “collegato” alla Finanziaria in Commissione Bilancio, Musumeci pubblica un video appello su Facebook: “Le riforme o tutti a casa”.

E’ trascorso infruttuosamente maggio, e si avvia ad essere allo stesso modo anche giugno. Non vi è pace tra gli ulivi del “collegato” alla finanziaria, ossia tutto, o parte, di ciò che è stato strappato dalla finanziaria per consentirne l’approvazione entro il termine ultimo del 30 aprile scorso. Si tratta di una mini finanziaria di 10 articoli, e nel primo articolo è previsto l’accorpamento di Crias e Ircac nell’Ifis (Istituto finanziario per le imprese siciliane), rinviando a un successivo regolamento la definizione delle relative modalità di attuazione. E poi vi sono norme in materia di controllo sulle società partecipate, corpo forestale, consorzi universitari, percorsi di istruzione e formazione professionale afferenti all’obbligo scolastico, e la gestione dei siti del patrimonio culturale regionale. E poi ancora, modifiche alle leggi in materia di sostegno alle associazioni antiracket e di smaltimento dell’amianto. Nel frattempo è intervenuta la pausa elettorale per le Amministrative del 10 giugno, e poi, anziché finalmente il decollo, un rovinoso dietrofront. Il “collegato” è stato rispedito al mittente, alla Commissione Bilancio di Riccardo Savona, la stessa che lo ha approvato lo scorso 14 maggio spedendolo all’Assemblea Regionale per esame e approvazione. Il presidente di Sala d’Ercole, Gianfranco Miccichè, ha posto ai voti la proposta del capogruppo del Partito Democratico, Giuseppe Lupo, di rinviare in commissione la mini finanziaria, e il rinvio è stato approvato per alzata e seduta. Hanno votato a favore il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Il gruppo di Forza Italia è stato in gran parte fuori dall’Aula. L’Udc ha votato in ordine sparso. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta serafico: “Aspetto fiducioso che il testo torni in Aula per essere serenamente valutato da tutti i gruppi politici, soprattutto negli articoli riguardanti la creazione del Polo per il credito agevolato, quindi la fusione Crias-Ircac, e la soppressione dell’Esa, l’ultimo carrozzone della Prima Repubblica”. Poi, Musumeci impenna: “Una cosa è certa: il mio è il governo del cambiamento, per il quale ho chiesto ed ottenuto a novembre il consenso del popolo siciliano. Se sulla strada delle riforme il parlamento dovesse già da ora mettersi di traverso non ci sarebbe più alcuna ragione per restare al mio posto. In questa Regione devastata e saccheggiata dalla più famelica partitocrazia non è più tempo per riproporre metodi antichi”.

 

Angelo Ruoppolo Teleacras 

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