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Le difficoltà di Don Franco a dialogare con Dio. E nel giorno della Resurrezione, “muore” Lombardo.

Quasi impacciato, in difficoltà, amareggiato.

La drammatica situazione in cui versa la città di Agrigento, crea sconforto anche nel cuore dell’arcivescovo della diocesi agrigentina mons. Franco Montenegro.

Ha quasi timore di rivolgersi a Dio, vista la precarietà dello status di una città che meriterebbe ben altri palcoscenici.

E lui, Don franco, nel discorso di piazza Municipio che precede il distacco tra Maria Vergine e suo Figlio, comincia ad elencare una serie di assurdità atroci che si sono verificate nella nostra martoriata terra. Dalle nostre parti si conficca un cacciavite in testa e si muore per uno sguardo di troppo; per un sorpasso ad un motorino si manda in coma una persona; per uno stop non rispettato si rischia la morte.

La città di Agrigento e tutta la sua provincia sono nello sbando più totale. Un territorio dove la rassegnazione, oramai copre anche il benchè minimo rispetto di una dignità che si perde sempre di più.

L’agrigentino presenta notevoli difficoltà a cercare quel riscatto che merita certamente; al contrario, purtroppo, sembra anzi prono ad accettare qualsiasi situazione che si presenta sotto i propri occhi, anche quella che mostra il degrado più devastante.

Intanto dal pulpito della chiesa di San Domenico, sono ormai diversi anni che scattano feroci attacchi alla classe poitica, sin dai tempi di mons. Carmelo Ferraro il quale ha iniziato le sue litanìe contro la classe politica agrigentina, da tempi molto remoti.

Purtroppo la situazione è sempre la stessa. Da Ferraro a Montenegro non è cambiato nulla; anzi a dire il vero la situazione è semplicemente peggiorata.

La classe politica, quella che conta, latita e la cosa più preoccupante è che non si vedono all’orizzonte segnali di risveglio o cambiamenti che possano far sperare in un futuro quantomeno più dignitoso. Niente di niente.

Intanto Don Franco cerca la soluzione fra gli uomini, fra gli agrigentini, fra coloro i quali possono avere una forte voce in capitolo. Auspica una reazione  immediata e perentoria, atta a dare uno scossone anche a quella classe politica che da sempre, oltre a mostrare  un silenzio assordante, si gira dall’altra parte quando c’è da risolvere un vero e serio problema per la città di Agrigento. Don Franco invoca persino la benedizione divina affinchè possa dare luce ad un popolo privo di ogni forma reattiva contro le ingiustizie ed i soprusi.

Agrigento rischia di non avere più la cattedrale in quanto, lentamente ed inesorabilmente, sta scivolando verso un vallone sperduto; le insidie tra i muri ed i solchi sempre più profondi stanno sbriciolando una delle più belle cattedrali dell’intera Sicilia.

Parlare di centro storico appare superfluo. La situazione, miracoli a parte e stragi evitate, è sotto gli occhi di tutti.

Nella sua omelia, Don Franco ricorda che fra poche settimane Agrigento andrà al voto ed il segnale appare molto chiaro, evidente, preciso e puntuale.

Intanto, forse, una prima benedizione divina i siciliani tutti l’hanno giù avuta. Raffaele Lombardo, presidente della Regione, attaccato da più parti da provvedimenti giudiziari, ha deciso di  non aspettare il verdetto dei giudici: lascia e se ne va. Sicuramente mister baffo, tra un inciucio di qua e un altro di là, poco o nulla ha fatto per rialzare una Regione la cui cresta è stata azzannata da politici e politicanti da strapazzo.

Tornando ai fatti nostri, l’Arcivescovo Montenegro non ha lesinato di Invocare a non esasperare i toni di una campagna elettorale che già ha presentato i propri mostri. Altro che toni pacati e programmi, ma solo e soltanto accuse e invettive da rivolgere all’avversario di turno. Purtroppo, tale circostanza, sembra essere come quella epidemia che colpisce e si diffonde silenziosa e micidiale. L’auspicio di Don Franco e di tutti noi è che ognuno dei contendenti possa darsi una regolata e magari presentare qualche programma in più agli agrigentini ormai esasperati di cotanto grossolano chiacchiericcio da osteria.

Aiutati che Dio ti aiuta e ti benedice. Continuando di questo passo, però, anche il Cristo è quasi costretto a girarsi dall’altra parte.

E se anche Dio non ne vuol sentire, siamo davvero messi molto male…

Buona Pasqua a tutti!

11 Risposte per “Le difficoltà di Don Franco a dialogare con Dio. E nel giorno della Resurrezione, “muore” Lombardo.”

  1. Graffio scrive:

    Agrigento la salva solo un Miracolo ! Essa sarà completamente distrutta assieme alla sua Cattedrale, che crollerà per la nostra strafottenza. E come la Cattedrale tutta la città scivolerà definitivamente nel baratro più profondo. I nostri governanti e noi stessi resteremo con un pugno di mosche e di spazzatura in mano. La nostra è una società incolta, incivile e rissosa. SOLO UN VERO MIRACOLO PUO’ SALVARE AGRIGENTO !

  2. ciccio scrive:

    Uscire dall’euro? Ma il sig Vanadia si rende conte della castroneria che dice? L’euro è stato ed è la ns ciambella di salvatat io . Ma pensate , a comperare le materie prime (cosa che in ITALIA NON ABBIAMO , Le ricordo che il cambio allora tra dollaro e lira era di 1 dollaro = 2700 £ ,e il petrolio lo si compera in dollari non in lire )) con la ns liretta? Scusi sig. Vanadia con affetto si occupi di uccelli .

  3. Agrigentino doc scrive:

    L’importante per ora è che Lombardo vada a casa cosi come ci deve andare D’Orsi alla Provincia. Questi dell’MPA a forza di ricattare gente che si mette in lista con loro hanno finito di governare con i ricatti.
    Votiamo Totò Pennica Sindaco.

    • Antonio scrive:

      L’MPA è finito da quando si è messo tra le file l’arnone…ahahahha………..ma Pennica dici? non direi proprio..!!!!

    • scaucaso scrive:

      ricordo il presidente D’Orsi che tempo fa ha indossato una maglietta con la scritta se Lombardo è mafioso lo sono pure io,se la coerenza e il suo motto come dice ,ora dovrebbe mettere sulla maglietta se lombardo si dimette mi dimetto pure io ….ma su questo nutri seri dubbi …chi vivrà vedrà

  4. Il Cristo non si girerebbe mai dall’altra parte, pero…
    Santa Rinascita a tutti !!!

  5. Filippico scrive:

    Certo che se oltre a pregare mettessero mani al portafoglio ristrutturando le loro proprietà (oltremodo frutto di lasciti…) nel centro storico per poi darle a canone sostenibile probabilmente qualcuno lassù li guarderebbe con un occhio diverso.
    A lamentarci non ci batte nesuno….
    Buona Pasqua e felice pasquetta ca puru pi st’annu u crastu nun sa scansà

  6. Antonio Vanadia scrive:

    I vescovi fanno il loro mestiere dicendo le cose che ci si aspetta che dicano,nulla di nuovo sotto il sole.Il problema reale è rappresentato dalle casse comunali vuote e con un deficit di oltre 40 milioni di euro il sindaco neo eletto dovrà confrontarsi con questa realtà.La disoccupazione va aggredita uscendo immediatamente dall’euro e dichiarando una guerra senza quartiere all’evasione fiscale , alle ruberie dei politici ed eliminando gli sprechi.Questo per scongiurare una rivolta di cui già sono visibili i prodromi.

    • gemma scrive:

      ha ragione signor Vanadia, sempre le solite cose che se solo per una volta però ascoltassimo seriamente potrebbe davvero cambiare tutto in bene.

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