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La Chiesa Agrigentina stimola alla profezia per i problemi della gente

Forti e significative le parole dell’Arcivescovo card. don Franco Montenegro, il giorno del Venerdì Santo, al termine della processione serale in piazza S. Domenico ad Agrigento.
Ecco il passaggio più significativo della preghiera al Crocifisso che dovrebbe scuotere la Comunità cristiana, e su cui si vuole aprire una riflessione più ampia, a vasto raggio, che veda impegnate tutte le sue componenti.
“…Sento di chiederti perdono per questa tua chiesa che mi hai chiamato a servire perché non sempre dimostra di essere attenta ai gravi problemi che attanagliano questa terra, perché qualche volta è come incatenata dal timore di affrontare il nuovo, che non sempre sa scandalizzare con la profezia dell’amore, che preferisce le tradizioni al Vangelo…”.
Un’attenzione “ai gravi problemi che attanagliano questa terra” agrigentina, che pare comunque condivisa e puntuale, nelle omelie della Settimana Santa ed in particolare del Venerdì Santo, di cui in queste ore si viene a conoscenza in alcuni nostri importanti e popolosi centri.
Ad Agrigento città, dallo stesso Arcivescovo ! Che tra l’altro ha denunciato la “viabilità da terzo mondo” del nostro territorio, oppure “cose davvero strane… della “Calcestruzzi Belice” che rischiano di mettere sul lastrico alcune decine di famiglie.
A Favara pure , tra l’altro, è stata elevata alta la voce in difesa di alcune famiglie povere, ingiustamente private di un bene prezioso ed indispensabile alla vita come l’acqua; mentre altrove oltre al taglio dell’acqua, pare proprio che, incredibilmente, sia avvenuto anche quello della fognatura !
A Canicattì sarebbe proprio lungo l’elenco della denuncia dei problemi, che proprio ai piedi del Calvario, il giorno del Venerdì Santo, è stata fatta dal vicario foraneo don Giuseppe Argento !
E forse possono bastare anche solo questi esempi per indurre a pensare positivamente quello che ciò è avvenuto anche in tanti altri centri dell’agrigentino! E tutto sempre alla presenza delle Autorità costituite, che esemplarmente hanno partecipato ai sacri riti.
Che però le situazioni negative restino del tutto impermeabili al messaggio evangelico, è sotto gli occhi di tutti e forse è davvero dovuto al fatto che non sappiamo “scandalizzare con la profezia dell’amore”.
Con la conseguenza che magari questa nostra Chiesa agrigentina “preferisce le tradizioni al Vangelo, che ti mette, o Signore, al primo posto, come meriti, ma non sempre riesce a fare altrettanto con coloro che ami di più: i poveri e gli scartati, come invece chiedi”.
Davvero perciò si richiede una carica nuova e dirompente ! Forse dobbiamo meglio attrezzarci ed adoperarci per capire ancora meglio le situazioni, la qualità e la modalità, per inserire una e carica nuova e dirompente di “scandalo dell’amore” da immettere in questo particolare tessuto sociale agrigentino.
Tessuto sociale agrigentino al quale abbiamo il dovere di annunciare concretamente la forza della speranza cristiana, che ha il suo fondamento infallibile nel Risorto.
Diego Acquisto

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