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Joppolo, parlano i legali (Lo Dico e Sprio) dei titolari della ditta di compostaggio:”Denunciato un allarme sociale che è inesistente; Joppolo Giancaxio è un paese pulito e non inquinato”

Sulla ipotetica nuova “terra dei fuochi” a Joppolo Giancaxio (nonchè a due passi dalla Valle dei Templi…) intervengono, con una nota di precisazione, i legali della ditta di compostaggio, gli avvocati Giuseppe Lo Dico e Gianluca Sprio. Scrivono:

“Letto l’articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano l’08.10. u.s. a firma di Alan David Scifo dal titolo “Una nuova terra dei fuochi a pochi passi dalla Valle Dei Templi”  e ripreso da numerosi quotidiani online locali, e rilevate le numerose inesattezze in esso riportate, si rendono doverose alcune precisazioni:

Premesso che i processi devono svolgersi dentro le aule dei Tribunali, rileviamo innanzitutto, con rammarico, la circostanza che i media siano in possesso di carte processuali in una fase in cui è precluso l’accesso anche alla difesa e, addirittura, si parla di un terzo capo di imputazione: “inquinamento delle falde acquifere”, che non risulta essere contestato agli indagati, almeno ufficialmente.

Appunto indagati!!! Dal tenore dei titoloni giornalistici parrebbe essere già intervenuta sentenza definitiva di condanna.

Valga il vero: Nel maggio scorso v’è stato un sequestro preventivo dell’impianto di compostaggio che ancora non è definitivo stante che pende ricorso per cassazione. Peraltro, è stata proprio la ditta Giglione, nel luglio scorso, a richiedere all’Autorità Giudiziaria di ripetere  le analisi e gli accertamenti per valutare nuovamente lo stato dei luoghi; attualmente si è in attesa degli esiti tecnici di tali indagini.

Nelle more l’impianto è fermo da maggio 2018, data del sequestro, per cui ogni percezione maleodorante che ha colpito i residenti sicuramente non è riferibile all’impianto di compostaggio.

E quindi, è falsa l’affermazione per cui l’attività dell’impianto sarebbe “continuata in altri terreni”!!!

Questa è la situazione processuale.

Per quanto riguarda il titolone “Terra dei fuochi a pochi passi dai templi”, crediamo sia necessario evitare di manipolare la realtà con parole ad effetto che ingenerano false preoccupazioni nell’opinione pubblica.

La vera terra dei fuochi sappiamo tutti in che stato si trova e ciò non accade sicuramente a Joppolo Giancaxio. Si è denunciato un allarme sociale che è inesistente; Joppolo Giancaxio è un paese pulito e non inquinato, premiato nei mesi scorsi per la percentuale tra le più alte in provincia di raccolta differenziata.  

I terreni su cui vi erano i cumuli di terreno bruciato erano già stati analizzati nel gennaio 2018 dall’Arpa, su delega della Procura della Repubblica e dalle analisi era risultato che non erano inquinati. L’odore acre che si è avvertito è dovuto al fatto che nella combustione, oltre a paglia e sterpaglie e qualche sacchetto di plastica del tipo di quelli della spesa, era presente del residuo di compost utilizzato in precedenza come fertilizzante.

Da ciò ad arrivare alla definizione di terra dei fuochi in salsa siciliana ne passa.

Ed ancora, i riferimenti all’inquinamento del fiume Akragas e di tutto il Mediterraneo sono frutto di elucubrazioni che non trovano riscontro nelle carte processuali, così come l’inquinamento di aree limitrofe al sito delle Maccalube: queste ultime, è necessario precisarlo, sono sotto sequestro per altri gravi fatti la cui responsabilità non è sicuramente riconducibile alla ditta Giglione.

Pertanto, certi di chiarire la posizione dei nostri assistiti nelle sedi opportune, si diffida chiunque dal continuare a parlare di Terra dei Fuochi a Joppolo Giancaxio, alimentando campagne diffamatorie (anche nei social network) nei confronti dei nostri assistiti che stanno valutando l’opportunità di tutelare la propria immagine avanti l’Autorità Giudiziaria competente”.

 

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