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Intervista ad Arnaldo Faro, difensore di Arnone: “Conflittualità evidente tra Arnone e il dott. Carlo Cinque”

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Ne hanno parlato tutti, l’avvocato Giuseppe Arnone soprattutto negli ultimi anni si è contraddistinto per avere condotto una battaglia contro la Procura di Agrigento a tratti anche seriamente offensiva.

Oggi viene facile sentir parlare di vendetta; lo abbiamo letto in qualche social e francamente siamo rimasti basiti, sconcertati. Arnone, per il suo modus operandi da oltre un ventennio avrà accaparrato certamente qualche supporter, ma altrettanto certamente si è ritrovato molta gente contro per alcune sue condotte da tanti non condivise.

Le Procure, i Magistrati, l’apparato Giudiziario a nostro modo di vedere non usa vendette; applica le regole e va avanti. Abbiamo letto altre schifezze contro le Istituzioni che preferiamo non riportare.

Intanto atteniamoci ai fatti. Giuseppe Arnone è stato arrestato per estorsione e attualmente si trova ristretto nel carcere di Petrusa; domani sarà un giorno molto importante per l’avvocato agrigentino perché si compirà il primo passo di una vicenda che si presenta alquanto complessa. Verrà convalidato l’arresto oppure no?

Abbiamo voluto sentire l’avvocato Arnaldo Faro che difende Arnone e ovviamente ha le idee abbastanza chiare. Dispiace non avere la controparte ma certamente faremo tesoro di quelli che saranno i contenuti nella probabile conferenza stampa prevista per domani mattina.

Avvocato Faro, lo vedo tranquillo e sereno. E dire che l’arresto di Arnone è definito eccellente…

“Intanto, preliminarmente, devo comunicare che domani stesso presenterò alla Procura di Agrigento, al Procuratore capo, una istanza volta a sollevare dall’incarico affidatogli al dott. Cinque dal momento che lo stesso appare incompatibile a gestire l’indagine stante la estrema conflittualità tra il medesimo e l’indagato Arnone come è a tutti noto; l’Arnone, recentemente ed in maniera reiterata ha denunciato il dott. Carlo Cinque per una serie di irregolarità che secondo Arnone avrebbe commesso in alcune indagini. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite di recente ha stabilito che in presenza di un conflitto di interessi, qui all’evidenza esistente, anche al Pubblico Ministero incombe l’obbligo e non più la facoltà di astensione. Ieri in Questura abbiamo appreso dal dott. Minardi, ero insieme al co difensore avv.Danile, che a condurre le operazioni di Polizia Giudiziaria era proprio intervenuto il dott. Cinque. Devo anche rilevare che in Questura si è verificata una grave anomalia procedurale perché , ivi giunti, siamo stati invitati ad attendere oltre un’ora per potere conferire con l’avvocato Arnone, che per quanto mi consta, era già in stato di fermo; volevamo prima che si procedesse alla formalizzazione dell’arresto ed in maniera funzionale a valutare i presupposti di tale misura restrittiva, produrre una serie di documenti che a nostro modo di vedere dimostrano la insussistenza del fatto di reato per il quale Arnone è stato arrestato”.

Avvocato Faro, mi permetta: se oggi un delinquente qualsiasi viene colto in flagranza di reato mentre ruba, nella peggiore delle ipotesi viene ristretto ai domiciliari. Con Arnone il provvedimento è stato diverso. Come si spiega tutto ciò?

“E’ una domanda o una provocazione?

No avvocato, è un dato di fatto.

“Nell’immaginario collettivo potrebbe apparire che il rigore della misura carceraria adottata, che è di estremo rigore, sia un atto ritorsivo e reattivo rispetto alle iniziative che l’avv. Arnone ha posto in essere nei confronti della Procura agrigentina, con la quale ha aperto un fronte  di scontro. Ritengo, però, che se così fosse – ma sono portato ragionevolmente ad escluderlo- saremmo di fronte ad un atto gravissimo di deriva delle Istituzioni che invece devono garantire la corretta applicazione della legge ed utilizzare i poteri per  fini istituzionali. Dal punto di vista professionale non giustifico tale rigore dal momento che è impensabile che Arnone potesse in una qualche maniera reiterare la commissione del medesimo reato ove fosse a lui stata applicata una misura meno afflittiva”.

Avvocato Faro, mi perdoni. Qui non siamo nella massa di facebook, dove tutti possono dire anche le idiozie più impensabili. Rifiutiamo categoricamente che ci sia un atto ritorsivo da parte delle Istituzioni nei confronti del suo assistito. Non scherziamo con le cose serie. La Procura applica la legge e basta. Non usa vendette.

“Ed io sono fermamente persuaso che sia così. Però le regole vanno rispettate da tutti, soprattutto da coloro i quali sono chiamati a farle rispettare”.

Quale regola non ha rispettato in questo caso la Procura?

“Intanto c’è il problema della incompatibilità che ho sopra segnalato; secondo me questa indagine non andava certamente affidata al dott. Cinque, onde evitare che in realtà si potesse solo lontanamente pensare che la Procura volesse ad ogni costo arrestare Arnone. Parte dell’opinione pubblica aveva avuto questa impressione in occasione dell’episodio che riguardò l’iniziativa del dott. Giudice nei confronti di Arnone. Ricordo a me stesso che  i magistrati debbono essere imparziali ma devono anche apparire tali; e adesso l’insegnamento della Corte di Cassazione a cui poco fa mi sono riferito,  estende questo obbligo ai Pubblici Ministeri di essere imparziali nella applicazione della legge e di astenersi in caso di incompatibilità ”.

Ci sarebbe un documento denominato di transazione che scagionerebbe l’indagato Arnone. Ma è possibile che tutti sanno di questo documento importantissimo e la Procura non ne tiene conto? A me sembra impossibile.

“Non entro nel merito delle valutazioni della Procura, mi auguro solamente che abbiano esaminato prima di procedere all’arresto di Arnone l’intero carteggio costituito da posta certificata intervenuto tra Arnone, l’avv. Picone, gli avvocati della stessa Picone e l’avv. Diego Galluzzo. Da tale carteggio emerge come la transazione, in esecuzione della quale l’avvocato Picone ha consegnato gli assegni all’avvocato Arnone, asseritamente provento della estorsione, è stato il frutto di una lunga trattativa che ha visto dare il loro apporto gli avvocati di cui sopra. Mi chiedo pertanto in quale momento possa essere avvenuta la coartazione della parte estorta funzionale a farle fare l’esborso di denaro. Le pretese di Arnone erano assolutamente legittime in quanto il titolo della richiesta, così come precisato nella transazione, era di risarcimento del danno per la propria cliente,  ma anche per se stesso; si ricordi infatti, come emerge dal carteggio, che l’avv. Picone proprio per i fatti denunziati da Arnone e che oggi la  vedono raggiunta da una richiesta di rinvio a giudizio per il  delitto di estorsione in danno dei propri clienti, (udienza del prossimo 22 novembre) denunziò l’avv. Arnone che si ritenne calunniato; dunque, dovendo definire l’intera vicenda con l’avv. Picone, rimaneva  da chiudere anche questa vicenda personale tra se medesimo e la collega, appunto con una transazione. Preciso altresì che fu proprio la collega Picone, tramite il marito, a contattare l’avv. Galluzzo perché ponesse i suoi buoni auspici presso l’Arnone affinchè la vicenda che contrapponeva i clienti dell’Arnone e la Picone, potesse essere transatta e successivamente fece intervenire la collega Ottavia Palumbo per la medesima finalità. La collega Picone, in questa fase delle trattative fu assistita da una illustre professionista, l’avv. Nicotra che è anche una penalista e che quindi ben avrebbe potuto avvedersi se, sotteso alla transazione, potesse emergere un profilo estorsivo in danno della propria cliente, che in ogni caso non emerge dal carteggio cui ho fatto riferimento”.

Concludiamo avvocato Faro. Tutti hanno ragione, tutti hanno operato per il verso giusto, tutti hanno eseguito i passaggi nel rispetto delle leggi. I fuorilegge, adesso, sono in Procura? Mi perdoni avvocato, ma siamo su scherzi a parte?

“La mia risposta è assolutamente no. Non spetta a me, comunque  sindacare l’operato della Procura, che oggi ha un autorevole Capo; io mi occupo di questo processo e se irregolarità procedurali vi sono o vi saranno , provvederò a rilevarle formalizzandole dinnanzi ai giudici, nell’interesse del cliente che assisto”.

Ultima domanda: se l’avv. Picone ha firmato regolarmente la transazione, accettando quindi di versare 14 mila euro ad Arnone, per quale motivo ha chiamato la Questura per avvisarla di questa vicenda? Non le sembra un controsenso?

“Questa domanda farebbe bene a rivolgerla all’avvocatessa Picone. Io nei miei atti ho solamente le minute relative alle pec che contengono anche l’atto di transazione e comunque credo che l’avv. Picone darà contezza di tale suo contegno nelle sedi opportune”.

Fin qui l’intervista con l’avvocato Arnaldo Faro. Tra il sottoscritto e il difensore di Arnone rimane comunque una distanza anni luce sul solo fumus di dubbio che la Procura possa avere operato per una mera vendetta, che lo stesso Faro, oggettivamente, ritiene poco probabile. Purtroppo, per alcuni, ci sono i social dove possono vomitare le proprie frustrazioni, anche con illazioni squallide e di infimo ordine.

Ma a questo ci siamo abituati.

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