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Intervista a Renzo Barbera

Questa volta SICILIA24H.it vi racconta l’incontro con Renzo Barbera che è entrato nel mondo del vino un po’ di soppiatto e che ‘vendemmia dopo vendemmia’ ha saputo farci scoprire non solo un vino, ma un intero territorio racchiuso in queste bottiglie. La sua azienda agricola misura circa 80 ettari. Questi pochi numeri ci raccontano un progetto agricolo che include oggi la coltivazione di cereali, ortaggi e frutta e che dà fiducia a quei giovani (che come lui) vogliono costruire “nella propria terra” il proprio futuro .

I tuoi inizi.

La mia azienda – racconta Renzo Barbera – è nata sull’esperienza di vita della mia famiglia, (io ne rappresento la quinta generazione); mio nonno, Renzo Barbera, negli anni cinquanta, è stato socio fondatore della società cooperativa “Cantine Settesoli” e della olivicola “La goccia d’oro”, entrambe realtà imprenditoriali considerate cardini trainanti di tutta l’economia menfitana. Sono entrato in azienda nel 2000, con grande senso di appartenenza, passione e dedizione e ho deciso di continuare il lavoro che la mia famiglia svolge da generazioni.”

Sentendo delle tipologie e modalità di produzione e della tua filosofia gestionale ci si accorge di alcune differenza con le altre cantine vinicole. Parlaci della mission e della vision aziendale e degli obiettivi nel lungo periodo.

“Da subito ho pensato a un’agricoltura differente, ho dovuto estirpare i vigneti alloctoni francesi (cabernet, chardonnay, merlot.) e impiantare i vigneti autoctoni con lo svantaggio di non avere piante vecchie, ma col vantaggio che tutte le mie piante non hanno mai subito grandi interventi  (per portare il vino a giusta modulazione) … così facendo il terreno ne ha guadagnato! Devo tantissimo a mio nonno: mi ha dato la possibilità di avere un’azienda bellissima con vigneti meravigliosi e mi ha trasmesso la sua passione, spero un giorno di poter fare lo stesso e guardare con orgoglio che gli sforzi sono stati ripagati.”

Su questa terra l’agricoltura biologica e i primi impulsi dati al terreno si sono subito riverberati sulla vinificazione naturale. Una vinificazione estremamente rispettosa che avviene in una cantina pensata, costruita e allestita per lavorare in modo naturale, con l’obiettivo di valorizzare il territorio, puntare ad offrire la massima qualità nei prodotti (della cantina) e nei servizi (della tenuta) e prestando grande attenzione all’ambiente convertendo, infatti, l’intera azienda in biologico.

Quindi c’è un rapporto tra chi oggi fa biologico e l’agricoltura di due generazioni fa?

“Trovo attinenza con l’idea originaria, non corrotta dalla chimica, che avevano i miei nonni più che per l’approccio agricolo per il sentimento di rispetto verso alcuni elementi della natura.. E questa sensibilità, è alla base della nostra “missione”, e inizia con la formazione del personale e continua con la “cura” del cliente, per questo non amo gli intermediari (o rappresentanti) e mi occupo personalmente degli ordini e delle consegne.”

Renzo Barbera, giovane imprenditore del vino, è titolare della cantina Stoccatello e produttore dei tre vini: Catarratto (catarratto in purezza), Animi (grillo), Ignis (nero d’avola 100%).

Tutta la produzione ha ricevuto dei riconoscimenti:

“Si, sono davvero soddisfatto. Ignis nel 2010 è stato premiato al Concours mondial a Bruxelles con la medaglia d’argento, stesso premio l’ha ricevuto Animi nel 2016 è del Catarratto il riconoscimento ottenuto lo scorso mese a Taormina, che ha posizionato il vino al secondo posto come IGT terre siciliane (Sicilian Wine Awards con Cronache di Gusto).”

Qualche dato sulla tua azienda. Circa 80 ettari di cui 13 di vigneto,  tipi di vino, 2 ettari destinati alla produzione di olio (su richiesta) e alcune fabaceae: ceci e lenticchie soprattutto, e la coltivazione de grano timilia o tumminia. Una cantina e un agriturismo..

“Un vitigno che ho imparato ad amare nel tempo. Sono stato sempre legato al mio territorio e un grande appassionato della terra e ho cercato da subito di capire come nasce un grande vino. Poi nei primi anni dell’ultimo secolo, grazie agli sforzi di tutti, abbiamo ristrutturato il vecchio casale e abbiamo creato una struttura nuova, proiettata verso il futuro, pensata per offrire il meglio dell’accoglienza ad ospiti e turisti, nel 2010 è l’agriturismo Tenuta Stoccatello. La “Tenuta Stoccatello”, (prende il nome dall’originaria proprietà che da secoli faceva parte del “Feudo Stoccatello”, esteso per quattrocento ettari e frazionato in seguito alla riforma agraria dei primi del Novecento), è costeggiata dal bosco del Magaggiaro, ubicata tra il fiume Belice e il Carboy, ed adornata da lievi colline ricoperte dai vigneti che degradano fino al mare. Siamo una realtà di piccole dimensioni, la nostra produzione raggiunge, complessivamente, 5.000 bottiglie per tipo. A me piace dire che siamo piccoli, di nicchia ma di grande qualità!”

E parlando dei vini merita una breve nota la scelta di Barbera di mantenere prezzi medio-alti, indice di fatica amore e una produzione limitata di vini di qualità.

Cosa consigli agli altri “piccoli produttori” autoctoni come te?

“Forse i costi e l’impegno in azienda sono maggiori, tanti. Ma sarei felice di consigliare agli altri produttori ad avvicinarsi ai vini naturali e cominciare anche loro a produrre in modo naturale perché dà soddisfazioni incredibili, soltanto così, facendo dei vini unici si danno emozioni al cliente e questo è veramente importante.”

Un attivo e rigoglioso territorio agricolo, ma anche un bellissimo angolo della nostra Italia che merita sicuramente un week end tra colline e le acque limpidissime della vostra costa. Magari proprio nell’accogliente agriturismo dell’azienda agricola.

“Si, perché qui ci troviamo in una bellissima realtà che ha saputo coniugare la produzione agricola e vitivinicola con l’accoglienza in una bella e raccolta sala dove è possibile mangiare e organizzare piccole iniziative: incontri, concerti, cerimonie.. e sta suscitando un certo interesse.”

Un’emblematica (e tipicamente siciliana) caparbietà quella con cui Renzo Barbera, ha voluto mantenere le tradizioni del proprio territorio e del proprio tempo nella vinificazione delle sue uve. E per questo suo sicilianissimo comportamento dobbiamo ringraziarlo: ha consegnato alla sua famiglia, al suo territorio e a tutti noi vini autoctoni di qualità. Speriamo che qualcuno segua il suo esempio e torni a fare un’agricoltura il più possibile sana, naturale e veramente eco-compatibile. In progetti come questo sta il futuro della nostra agricoltura. Noi di Sicilia24h ti ringraziamo e ti diamo il nostro “in bocca al lupo” per la tua azienda! Grazie Renzo.


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