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Inchiesta Tekno, colpito sistema appalti: sospesi 12 funzionari Consorzio autostrade. Nomi 56 indagati

La direzione investigativa antimafia di Messina – guidata da Renato Panvino – sta eseguendo 12 misure cautelari disposte dal Tribunale di Messina a carico di dirigenti e funzionari del CAS, Consorzio per le autostrade siciliane: fondi distribuiti a pioggia, premi di produzione gonfiati. Le accuse, a vario titolo, sono di truffa, falso e peculato.


Secondo quanto emerge, oltre le 12 misure in esecuzione, ci sarebbero 56 indagati. Oltre 100 le perquisizioni effettuate dagli uomini della Dia negli uffici della Cas e nelle abitazioni degli indagati. C’e’ anche un sindaco di un Comune della fascia tirrenica del Messinese tra i 12 dipendenti del Consorzio per le autostrade siciliane destinatari del provvedimento di sospensione dall’incarico svolto all’interno del Cas. Il provvedimento riguarda la professione e non il suo ruolo di amministratore pubblico, estraneo all’inchiesta.

Al centro delle indagini della Dia di Catania, coordinate dal procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita, ci sarebbe la percentuale di circa il 2% che spetta per legge a chi segue appalti pubblici, pagata alla fine dei lavori. Secondo l’accusa molti progetti per cui sarebbero stati incassati i soldi non sarebbero stati conclusi o, addirittura, neppure esistiti. Il danno per il consorzio in due anni e’ stato stimato in oltre un milione di euro, e la Dia, in esecuzione del provvedimento del Gip, sta eseguendo, oltre a perquisizioni domiciliari e negli uffici, anche un sequestro beni equivalente per lo stesso importo.

Le operazioni sono seguite attentamente dal generale Nunzio ferla e dal capo del secondo reparto Maurizio Calvino.

. Già due anni fa le inchieste della DIA avevano portato alla luce, con le inchieste condotte dal procuratore di Messina Guido Lo Forte e dall’aggiunto Sebastiano Ardita, una cricca fatta di imprenditori e funzionari pubblici che avrebbero stretto un patto per spartire, sostanzialmente “a tavolino”, i principali appalti banditi dal Cas. Furono 8 – in totale – gli arresti con coinvolgimento di imprenditori favaresi.

Sono settanta i decreti di pagamento al centro delle indagini della Dia sul Consorzio per le autostrade siciliane e riferiti a 60 opere da realizzare. Di questi, secondo l’accusa, tutti erano viziati di forma e alcuni erano completamente inesistenti perchè mancavano i progetti. Lo stesso Gip nel provvedimento parla “di fatti sconcertanti”.

Alcuni degli indagati nell’inchiesta facevano lavori come responsabile unico del provvedimento (Rup) per il ripristino delle cabine di Sos nelle autostrade, facendosi liquidare come straordinario un lavoro ordinario così da ottenere il 2 per cento in più previsto dalla legge.

Tra gli indagati Anna Sidoti, sindaco di Montagnareale, già sotto processo a Patti per l’affidamento di un incarico ad una cugina.

Nell’inchiesta ‘Tekno’ sono contestati la concessione e il pagamento ai 57 dipendenti, con quote diverse, di incentivi ottenuti per del lavoro che, secondo l’accusa, sarebbe stato svolto nell’orario d’ufficio e per compiti previsti dalla mansione svolta per conto del Consorzio per le autostrade siciliane.

Un dipendente, sentito da Dia e Procura, ricostruisce: “lavoravo all’assistenza delle colonnine ‘Sos’ dell’autostrada, in quanto competenza dell’ufficio in cui lavoravo, su segnalazioni della Polizia stradale e dell’Anas, non sapevo che l’attività facesse parte di un progetto”.

Per questo sostiene di “non avere ricevuto incarico formale per questa attività” che era di routine, ma quando è andato in pensione ha avuto accredito nel trattamento di fine rapporto una somma in più, circa 2.000 euro, frutto di un decreto dirigenziale, che, rileva, “presumo possa essere l’incentivo dell’attività svolta”.

Incassato, sostiene, a sua insaputa.

E’ stata disposta la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio, per la durata di mesi 6, nei confronti di:

  1. CANTERI Antonio, nato a Messina il23.08.1953;
  2. MAGNIS[ Stefano, nato a Fumari (ME) il16.01.1953;
  3. PUCCIA Angelo, nato a Castelbuono (PA) il 29.02.1960;
  4. SCEUSA Gaspare, nato a Barcellona (ME) il 19.08.1955;
  5. SCHEPISI Alfonso, nato a S. Piero Patti (ME) il10.10.1952;
  6. SIDOTI Anna, nata a Montagnareale il07.01.1972.

Con lo stesso provvedimento, il G.I.P. ha disposto· per una somma complessivà pari a circa 1.000.000,00 €· il sequestro preventivo per equivalente del saldo dei rapporti bancari intestati o, in caso di incapienza, dei beni immobili e mobili registrati a carico dei precipitati indagati e di:

  1. CIGNO Carmelo nato a Palermo 1123.09.1948;
  2. FRISONE Letterio, nato a Messina il 6.02.1953;
  3. INDAIMO Carmelo, nato a Ficarra (ME) il 25.08.1946;

10.SPITALERI Antonino Francesco, nato a Roccella Valdemone (ME) il 12.11.1949;

11.ILLUMINO Antonino, nato a Messina il 20.09.1948;

  1. MAGRO Corrado, nato ad Avola (SR) il 30.10.1947.

E questi sono i nomi dei 56 indagati: Giovanni Arnao, Baldasarre Arrigo, Agostino Bernava, Francesca Bongiorno, Amedeo Branca, Orazia Campanino, Antonino Cannatella, Anna Maria Carbone, Lucia Cicero, Carmelo Cigno, Baldassarre Ciraolo, Costantino Crisafulli, Paolo Currò, Santo D’amico, Antonino D’arrigo, Santa De Domenico, Amedeo Finocchiaro, Letterio Frisone, Giancarlo Galletta, Giovanni Giaimo, Francesco Giadina, Giacomo Giordano, Carmelo Indaimo, Vincenzo Irrera, Antonino La Corte, Nicola Giovanni Lania, Antonio Lanteri, Giuseppe Lanzafame, Antonino Liddino, Maria Lo Nostro, Mario Lo Turco, Ernesto Maddocco, Stefano Magnisi, Corrado Magro, Antonino Mamazza, Serafina Martorana, Clorinda Mifa, Alberto Offerente, Domenico Perone, Carmelo Pintaudi, Giuseppe Potenzone, Angelo Puccia, Paolo Rinauro, Francesco Rizzo, Francesco Santonoceto, Gaspare Sceusa, Alfonso Schepisi, Filadelfio Scorza, Francesco Antonino Spitaleri, Antonino Pietro Urso, Giovanni Uscenti, Barbara Vinci, Walter Zampogna, Letterio Zanghi’ e Paolo Salvatore Zumbino.

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