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Inaugurazione tratto agrigentino della 640, appello della Cna alle Istituzioni: le imprese vanno aiutate anche con un sistema viario moderno

“Siamo ancora indietro, le nostre imprese pagano il conto anche per colpa di un sistema di collegamenti inadeguato. Ma certamente il tessuto produttivo non può che giovarsene dall’ammodernamento della statale 640”. I vertici provinciali della Cna di Agrigento, in occasione della cerimonia di inaugurazione del tratto agrigentino, lanciano un appello alle massime Istituzioni politiche presenti all’avvenimento: “L’opera realizzata è inevitabilmente utile,  nevralgica – affermano il segretario e il presidente della Confederazione Agrigentina, Piero Giglione e Mimmo Randisi .- e non possiamo che accoglierla con entusiasmo, ma non è esauriente per potere dare slancio all’intera economia, messa a dura prova, oltre che dalla crisi, anche dalla quasi assenza di efficienti vie di comunicazione. Defezioni e precarietà che diventano emergenza se si tiene conto della marginalità geografica in cui operiamo. Il territorio agrigentino è privo di porti per il trasporto di merci ed è privo pure di uno scalo aereo. Se a questo scenario, oggettivamente penalizzante, aggiungiamo una viabilità che solo adesso sta cominciando a pregiarsi di qualche intervento serio, degno di nota – proseguono Giglione e Randisi – allora è facile comprendere il contesto di disagio in cui l’impresa oggi è costretta a muoversi con conseguenti difficoltà a competere sui mercati. La  viabilità  è una precondizione per creare sviluppo ed occupazione. E’ una leva fondamentale: ecco perché quella di oggi è una liturgia che merita senz’altro di essere celebrata, di essere apprezzata e condivisa, consapevoli che una fase di partenza ci deve essere. Il progetto va però ampliato e completato organicamente in modo da affrancarci anche da questo profondo limite infrastrutturale. Perché oggi, purtroppo, registriamo nuove falle, come la chiusura del viadotto Morandi ad Agrigento, e l’immobilismo su casi del passato, come quello del ponte Cansalamone a Sciacca, ma anche sul versante licatese e canicattinese la situazione è disastrosa. Per non parlare delle criticità in cui versano i collegamenti nella zona interna. Dunque, chi ha responsabilità di Governo prenda piena consapevolezza di come stanno realmente le cose nella nostra provincia e in Sicilia e  si adoperi per garantire l’azione di ammodernamento e la messa in sicurezza di tutte quelle strade che risultato intransitabili o a rischio percorribilità. Le piccole e medie imprese e gli artigiani, che in questo lembo di terra  rappresentano il motore dell’economia, vanno messi nelle condizioni di giocarsi la partita alla pari dei colleghi di altre regioni d’Italia. E allora il gap infrastrutturale va colmato o quanto meno ridimensionato – evidenziano Giglione e Randisi, i quali concludono ricordando che “la Cna, per il ruolo di competenza, ha lasciato il segno sul cantiere della 640, avendo nel 2014 contribuito a risolvere positivamente una vertenza a beneficio delle aziende fornitrici che vantavano dei crediti per  opere e prestazioni di servizi effettuate durante i lavori legati al raddoppio”.

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