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“Il ricordo sconnesso” di Simona Stammelluti in scena al teatro dell’Acquario, incanta il pubblico

scatto tratto dallo spettacolo "il ricordo sconnesso" - foto di Roberto Sottile

L’idea è venuta alla coreografa Simona Altomare che dopo aver letto il libro della Stammelluti “Il ricordo sconnesso” (Falco Editore)  - già vincitore del premio letterario “Amaro Silano” – ha deciso di portarlo in scena.

La prima dello spettacolo realizzato dalla stessa Altomare con la collaborazione della coreografa Francesca Spataro è andato in scena lo scorso 13 maggio al teatro dell’Acquario di Cosenza e sembra essere destinato a far parlare di se.

In scena, i ballerini della Compagnia “Ruggiero Leoncavallo” – Serena Altomare, Anna Calderaro, Antonio Salituro, Rosy Prezio, Francesco Rodilosso e Carola Puglisi - hanno ballato scene toccanti tratte dal libro, raccontando in maniera emozionante e ricca di pathos i personaggi ideati dalla Stammelluti, parte delle loro storie, gli intrecci e i momenti di suspense.

Tematiche importanti quelle toccate nel libro della Stammelluti, rese vive agli occhi degli spettatori dai ballerini. La violenza subìta, l’abbandono, la voglia di farla finita, e poi ancora la forza dei legami forti, la voglia di riscatto e un amore mai convenzionale.

A tenere le fila dello spettacolo la voce narrante della scrittrice Simona Stammelluti, che ha introdotto le scene danzate. Il connubio tra il racconto e l’interpretazione dei ballerini, hanno coinvolto il pubblico.

Nessun effetto scenico particolare, una scenografia minimalista, un audio impeccabile. Protagonisti i ballerini e le coreografie che la Altomare e la Spataro hanno realizzato con una cura estrema, mirata a “raccontare” le storie, tanto quanto la Stammelluti ha fatto con il suo libro.

Un teatro pieno ha applaudito a scena aperta la performance, e le emozioni sono state sul finale stemperate dal blackout che ha fatto piombare il teatro nel buio più assoluto, prima che si accendessero i telefonini in sala.

Il corpo di ballo della compagnia "Ruggiero Leoncavallo" con la coreografa Simona Altomare e con la scrittrice Simona Stammelluti

La serata è stata condotta dalla giornalista Rita Russo, che in maniera impeccabile ha gestito le interviste a coloro che hanno scelto di realizzare questo progetto, che mira a valorizzare i talenti calabresi ma che adesso attende anche di uscire dai confini della Calabria e di approdare su altri palcoscenici, per cimentarsi con altro pubblico ed altre esigenze artistiche.

In sala critici d’arte, docenti, appassionati di arte e di cultura. A fine spettacolo, qualche commento a caldo ha confermato un grande apprezzamento per lo spettacolo e la curiosità di leggere il libro della Stammelluti, per chi ancora non l’avesse fatto.

Anche a riflettori spenti resta una riflessione:  quando l’arte non si arrende al mondo sterile del “mordi e fuggi”, quando l’impegno e la volontà di “fare bene” ciò che si sa fare supera la fatica, si assiste alla realizzazione di progetti di qualità che raccontano di una terra che può risorgere, se mette radici nella cultura e nella sinergie tra idee e talento.

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