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Il pluripregiudicato ex sindaco di Agrigento Calogero Sodano vuol fare pari e patta con il Comune di Agrigento

La notizia è di qualche giorno fa.

Tra i vari processi che ha subito nel corso della suda sindacatura tra il 1993 e il 2001, l’ex sindaco di Agrigento Calogero Sodano, pluripregiudicato noto alle Forze dell’Ordine, ha subito anche un procedimento penale nell’ambito delle inchieste sul depuratore del Villaggio Peruzzo e sul quartiere di Favara Ovest.

Nei due processi, Sodano, è stato definitivamente assolto e adesso ha chiesto “il conto” al Comune di Agrigento per avere il risarcimento delle spese legali che ammontano esattamente a 112.948 euro.

Ovviamente il Comune di Agrigento si è costituito in giudizio per rigettare la richiesta del pluripregiudicato agrigentino.

Di fatto, l’ex sindaco, dallo stesso Comune che lui ha amministrato, vuol riprendersi quello che la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti gli ha tolto con sentenza definitiva 100 mila euro relativi ad una condanna per danno all’immagine della città nel contrasto all’abusivismo edilizio. Di fatto i giudici nella sentenza hanno scritto: “Sodano ha realizzato un disegno criminoso attraverso una pluralità di condotte commissive ed omissive volte a creare realtà operative e funzionali assolutamente fittizie, volontariamente preordinate a sterilizzare l’attività di repressione dell’abusivismo edilizio e intuibilmente finalizzate a cointeressenze elettorali”.

Chiaro che Sodano non ci sta e nelle sue “previsioni” vuol far ritornare nelle proprie tasche (da una finestra) quello è uscito (da una porta). Dunque, ecco adesso il conto per cercare di recuperare quanto più possibile per fare “pari e patta” nonostante la cattivissima amministrazione del suo operato che ha danneggiato l’immagine di Agrigento e della sua Valle.

Nel frattempo, mentre il pluripregiudicato cerca di “recuperare” quanto sborsato, poco tempo fa un’altra tegola si è abbattuta sulla sua testa. La Procura Generale di Palermo ha presentato opposizione contro la assoluzione di Calogero Sodano per il grave reato di concorso esterno in mafia.

Secondo il Procuratore Generale Giuseppe Fici, nelle 115 pagine dell’atto di appello che si oppone alla assoluzione, tra le altre cose sottolinea che “non solo la mafia era presente al Comune di Agrigento, ma esisteva un sostanzioso rapporto tra il sindaco Sodano e gli interessi mafiosi sia in base ad una serie di appalti sia in ordine ai sostegni elettorali richiesti ed ottenuti da Sodano nelle elezioni del 1993 col sostegno determinante della mafia”.

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