Il nuovo libro è stato presentato a Milano, il 28 novembre, presso la libreria Feltrinelli  e dallo stesso autore della recensione, Matteo Collura.

E così il caso o  la necessità vanno a determinare una singolare  coincidenza annotata diversi anni fa dall’antropologo Antonino Buttitta, figlio del poeta Ignazio, ora scomparso, che, a suo parere, i siciliani più intelligenti sono quelli di Bagheria e quelli di Agrigento.  Una vera occasione per l’inconsapevole  pubblico in sala!

Altra incursione su facebook  e sulla cronaca di Milano ci consente di precisare come il pubblico che, affollava la Libreria Feltrinelli di piazza Duomo, fosse così numeroso fino al punto che non si è dovuto aspettare il quarto d’ora accademico per cominciare.  E’ seguito un colloquio in cui Tornatore ha avuto modo di parlare molto delle sue origini, del padre operaio e sindacalista, dei suoi anni di formazione, una esemplare gavetta che può essere d’incoraggiamento per i giovani d’oggi.

Sollecitato da Matteo Collura, il regista ha poi parlato di molti retroscena di uno dei suoi film più interessanti, “Una pura formalità”, svelando, tra l’altro, che Depardieu e Polanski accettarono di fare il film senza leggere il copione, convinti dal racconto orale che fece loro il regista. Ha detto anche di non potere escludere che Depardieu avrebbe partecipato al film anche senza compenso.

Naturalmente si è parlato di Sciascia, dato che nel libro di Tornatore vi è un capitolo a lui dedicato. E’ una vecchia intervista fatta allo scrittore quando ancora Tornatore era alle prime armi.

Copertina libro Peppuccio Tornatore

A proposito di Sciascia, quando “Nuovo cinema Paradiso” ebbe successo a Cannes (prima dell’Oscar), Tornatore telefonò a Matteo Collura perché facesse vedere il film a Leonardo Sciascia, a Milano. L’episodio è ricordato anche ne “Il maestro di Regalpetra” e Collura rispose che Sciascia stava male (era l’ultimo anno della sua vita) e che non poteva andare al cinema. Tornatore, allora,  organizzò  una proiezione mattutina al cinema Odeon solo per Sciascia, la moglie, lo stesso Collura  e la moglie, con qualche altro amico. Sciascia, apprezzò il film, e si commosse, piangendo più volte (la malattia lo aveva già molto debilitato).

Viene ricordato anche  Francesco Rosi (con “Salvatore Giuliano” grande lezione di cinema per lui) e Fellini che generosamente accettò di vedere prima che uscisse nelle sale cinematografiche “Nuovo cinema Paradiso” (allora Tornatore era pressoché sconosciuto). Immancabile il riferimento alla  Bellucci: “una bellissima donna”, ha detto Tornatore, “che quando la conobbi dimostrò subito di essere una buona attrice“Se in futuro dovesse capitarmi di fare un altro film con lei ne sarei felice“.

Poi Ennio Morricone: difficile immaginare il cinema di Tornatore senza la sua colonna sonora.

Alla fine una lunga fila di lettori, il libro di Tornatore in mano, per la rituale dedica dell’autore (foto nella home). Fonte Grandangolo