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Il governo regionale tra 2018 e 2019

L’intervento del presidente della Regione, Nello Musumeci, a cavallo tra 2018 e 2019, tra fondi europei, finanziaria, attività amministrativa e rapporti con l’opposizione.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, traccia un consuntivo del 2018 in occasione dell’avvento del 2019. E riflette: “I fondi europei? Bisogna spendere 674 milioni di euro entro lunedì prossimo 31 dicembre. Missione impossibile. Però al 29 dicembre 2018 abbiamo speso 570 milioni. Per i restanti 104 pazienza. Ritorneranno al mittente Europa. Abbiamo comunque fatto quasi un miracolo. Il precedente governo aveva speso 6 milioni in 3 anni”. Poi, Nello Musumeci respinge, altrettanto al mittente, le critiche sull’attività amministrativa a passo di lumaca, e replica: “Ma quale governo del nulla. Noi non siamo abituati ai proclami. Abbiamo posto le fondamenta di un palazzo che era da ricostruire. Magari le fondamenta non sono visibili ma molto utili. Ora ci sono 3 miliardi che produrranno il loro effetto a favore di imprese e famiglie”. E poi, in riferimento alla oggettivamente scarsa produzione legislativa, Musumeci controbatte citando in causa l’Assemblea Regionale, il Parlamento, e le sue parole sono: “Non è colpa nostra se non si fanno le leggi. Al governo, per la sua azione riformatrice, bastano dieci disegni di legge. Quattro li abbiamo presentati: tocca all’Assemblea Regionale mandarli avanti”. E poi il governatore dei siciliani si sofferma in prospettiva sui tempi d’approvazione, ancora in Assemblea, del bilancio e della finanziaria per il 2019, e auspica: “Spero che l’Assemblea Regionale approvi la manovra entro il 6 gennaio, ma se dovessimo chiedere l’esercizio provvisorio per un mese non sarà un dramma. L’approvazione del bilancio entro il 31 gennaio sarebbe un traguardo che la Sicilia non taglia da 22 anni. Tuttavia, che senso ha contestare adesso un bilancio che deve essere agile e snello dato che poi sarà il collegato, ancora all’esame della Giunta, a contenere le proposte parlamentari che dovranno essere ragionevoli? Per questo in aula contiamo sul senso della responsabilità della coalizione e delle opposizioni per approvare il bilancio e poi lavorare subito dopo al collegato”. E poi Musumeci ha affrontato la marginalità geografica della Sicilia, l’isolamento, quindi la necessità di garantire la continuità territoriale, e per spiegarsi meglio ha raccontato un’esperienza personale di pochi giorni addietro: “Sono stato a Roma a spese mie e quando dovevo anticipare il viaggio di ritorno per raggiungere Catania a seguito del terremoto mi è stato detto di pagare 540 euro per il volo Roma-Catania della compagnia italiana: 540 euro sono mezzo stipendio di un impiegato e di un operaio”. E poi, infine, il presidente della Regione si è intrattenuto in ambito prettamente politico, in riferimento, tra l’altro, ai rapporti con l’opposizione, e le sue parole sono state: “Noi abbiamo messo in conto da diversi mesi di aprire un confronto con le opposizioni, poi quando ci dobbiamo confrontare sorgono mille problemi e non si capisce perché. C’è una parte del Partito Democratico che ha mostrato senso di responsabilità, e spero che tutto il Pd si renda conto che in un momento di drammatica realtà serve l’impegno da parte di tutti”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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