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Il giorno della riflessione. Domani si vota

Oggi il giorno della pausa di riflessione. Domani domenica alle urne dalle ore 7 alle 23. Subito dopo inizia lo spoglio delle schede, prima del Senato e poi della Camera.

Fino a ieri è stata campagna elettorale, oggi il silenzio, la riflessione, e poi domani il voto. Il traguardo del 40% è difficile se non impossibile, l’ingovernabilità incombe a meno di intese che oggi prima del voto sono bandite come “patti scellerati”, “mai inciuci”, e che, invece, poi, in ragione della governabilità, magari per partorire una nuova legge elettorale, saranno praticate per necessità superiore e prevalente. Dunque si inseguono le percentuali, la conquista del consenso, per sedersi al tavolo a votazioni concluse e misurarsi ciascuno forte del proprio bottino. Il Partito Democratico nel 2013, capitanato da Bersani, ottenne il 25%. E il 25 sarebbe quindi la soglia minima affinchè non si gridi alla sconfitta di Renzi, perché lui risponderà che il Pd di Renzi ha gli stessi voti del Pd che fu di Bersani cinque anni addietro. E il 40% del Partito Democratico di Renzi alle Europee? Boh, chissà. Dunque, il 25, e in Sicilia, alle Regionali del novembre scorso, Sicilia Futura e Lista Micari, che adesso sono nella lista del Partito Democratico, hanno ottenuto poco più del 21. E poi, Forza Italia, che alle Regionali ha conquistato il 16,37. E l’intero centrodestra, ancora in Sicilia, ha raggiunto il 42%, una percentuale che se fosse confermata alle Politiche si tradurrebbe in una vittoria in tutti i collegi uninominali. Poi, ancora nel centrodestra, Lega Salvini, Fratelli d’Italia, e Noi con l’Italia-Udc alle Regionali hanno agganciato il 14%, e Noi con l’Italia-Udc scommette soprattutto in Sicilia per superare la soglia minima di sbarramento del 3% in ambito nazionale. E, nel centrosinistra, il 3% è inseguito anche da Più Europa di Bonino e Tabacci, da Civica Popolare Lorenzin e Insieme. Invece, le liste di Liberi e Uguali, di Piero Grasso, che non sono coalizzate, si arrampicano verso la vetta non del 3 ma del 5%. E così è anche per il Movimento 5 Stelle, che alle Regionali in Sicilia ha ricevuto il 26,6 dei voti alle liste con Cancelleri al 34. E così anche per Lista del Popolo per la Costituzione, Potere al Popolo e Casapound.

A.R. (teleacras)

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