| | letto 1.127 volte |

Il caso Arnone secondo il Gip

L’ avvocato Francesca Picone ha presentato l’ 8 novembre scorso una denuncia – querela alla Questura di Agrigento contro l’ avvocato Giuseppe Arnone, sostenendo di essere vittima del reato di tentata estorsione da parte di Arnone. L’ avvocato Picone è già imputata di estorsione a danno di Giuseppina Cinzia Barbieri, madre di un giovane disabile. Tramite l’avvocato Picone, la signora Barbieri ha ottenuto dall’ Inps l’ indennità di invalidità, compresi gli arretrati. La signora Barbieri ha ritenuto non dovuti 5mila euro che l’avvocato Picone le avrebbe chiesto ulteriormente rispetto a quanto già pagato. E la signora si è rivolta all’ avvocato Arnone. E l’ avvocato Arnone ha denunciato per estorsione l’avvocato Picone nell’ aprile del 2013. A carico della Picone pende la richiesta di rinvio a giudizio : prima udienza preliminare il 22 novembre prossimo, quando scade il termine di arresto ai domiciliari per Arnone. L’ avviso dell’ udienza preliminare è stato notificato alla Picone il 4 ottobre scorso. E la Picone ha temuto la costituzione di parte civile della signora Barbieri e la campagna mediatica dell’ avvocato Arnone, già manifestata alla Picone da uno striscione affisso da Arnone al balcone del suo studio innanzi al palazzo di giustizia ad Agrigento il 7 marzo scorso. In tale striscione Arnone ha scritto il nome di Francesca P, come di “un avvocato potente che godeva di favori”. Ecco perché ad ottobre l’avvocato Picone, insieme all’ avvocato Ottavia Palumbo, ha chiesto all’ avvocato Diego Galluzzo, in buoni rapporti con Arnone, di rendersi tramite con lui per un accordo, evitando così il risalto mediatico del processo imminente. Dunque tra le parti si susseguono mail, sms, incontri personali e bozze di accordo, il tutto fino all’ arresto di Arnone, la mattina di sabato 12 novembre. La Procura di Agrigento sottolinea che è stata l’avvocato Picone a ricercare l’accordo con Arnone, per scongiurare il clamore mediatico, che l’avrebbe angosciata a tal punto da meditare propositi suicidi, confidati dalla Picone alla sua difensore, l’ avvocato Maria Alba Nicotra. E dei gravissimi danni personali e professionali che l’ avvocato Picone avrebbe eventualmente subito, lei ne avrebbe parlato all’ avvocato Ottavia Palumbo. La Picone, nel corso delle trattative, chiede di pagare un preventivo e concordato risarcimento alla signora Barbieri, e invia ad Arnone una mail il 14 ottobre. Arnone risponde alla Picone invitandola innanzitutto a restituire i 5mila euro alla signora Barbieri. Poi Arnone, con mail del 30 ottobre, rappresenta alla Picone l’ interesse che programmi di satira sociale, come “Striscia la notizia”, avrebbero verso tale vicenda di profitto sulle indennità dei disabili. E già in precedenza Arnone avrebbe prospettato anche la pubblicazione di un dossier cartaceo, come l’ ultimo pubblicato l’estate scorsa. E poi Arnone, con mail dell’ 8 novembre, inviata a tutti gli avvocati coinvolti, quantifica alla Picone la somma pretesa : 50mila euro, di cui 18mila euro per il danno subito dalla signora Barbieri, e le relative spese legali del procedimento. Poi, altri 18mila euro per una vicenda dello stesso genere che ha interessato il secondo figlio disabile della signora Barbieri, a cui però non è seguito un procedimento giudiziario. E poi i restanti 14 mila euro per il risarcimento del danno subito da Arnone quando nell’ aprile 2013 l’ avvocato Picone lo ha accusato di calunnia, e poi l’ indagine è stata archiviata nell’ agosto 2014 perché infondata. Dunque, la Picone comunica ad Arnone di accettare il pagamento richiesto, e poi, però, l’ 8 novembre, forse perché in preda allo sconforto, lo denuncia. 4 giorni dopo l’arresto.

fonte teleacras

Tags:

2 Risposte per “Il caso Arnone secondo il Gip”

  1. marcello scrive:

    SARO’ BREVE ….Questa vicenda è molto triste …..e mi dispiace dirlo, ma Peppe Arnone ,comunque vadano le cose …ne esce male…anzi malissimo.

  2. francesco scrive:

    Finalmente un articolo di cronaca!!!

Commenti chiusi