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Il cardiologo Giuseppe Caramanno apre nuove frontiere per salvarsi dall’ictus. Eseguito ad Agrigento il primo trattamento endovascolare cerebrale

Dove non arriva, a volte, la scienza (per motivi assolutamente strutturali), scende in campo la professionalità, l’esperienza e perché no, anche il coraggio

Dott Caramanno www.sicilia24h.it

Di fatto, il primario di Cardiologia dell’ospedale di Agrigento dott. Giuseppe Caramanno fra i più quotati emodinamisti del Mezzogiorno, apre nuovi scenari su quella che viene considerata una delle principali cause di morte: l’ictus ischemico cerebrale.

 

L’intervento è stato effettuato nei giorni scorsi all’Ospedale di Agrigento dall’equipe di Cardiologia interventistica, diretta proprio dal dott. Caramanno. Per certi versi rivoluzionario, l’intervento rappresenta una chance in più, una speranza in più per i pazienti che vengono colpiti da ictus, malattia, questa, che spesse volte è mortale oppure costringe a conseguenze invalidanti permanenti molto gravi.

Pur senza materiale dedicato si è deciso di procedere al trattamento con angioplastica cerebrale su un paziente affetto da ictus ischemico con emiplegia sinistra e disturbi della parola; l’intervento durato circa mezz’ora è consistito nella riapertura dell’arteria cerebrale media chiusa acutamente,con risultato ottimale,ripristino della parola e della motilità degli arti superiore ed inferiore sinistri.
“La rapida rimozione del coagulo dal circolo cerebrale, mediante l’uso di piccoli cateteri – spiega Giuseppe Caramanno – ha permesso di evitare la comparsa di deficit neurologici permanenti, rappresentando la tecnica più efficace nel trattamento dell’ictus ischemico”.
Tra la condanna del paziente alla sedia a rotelle per il resto dei suoi giorni e un minimo rischio legato alla procedura interventistica, il dott. Caramanno d’accordo con i parenti, ha deciso per l’intervento che è stato eseguito per la prima volta assoluta ad Agrigento e tra i pochissimi eseguiti da cardiologi nel mondo, essendo di competenza esclusiva dei neuroradiologi interventisti, figure professionali carenti negli ospedali del territorio nazionale
“L’ictus ischemico, causato dall’improvvisa chiusura di un vaso cerebrale per la presenza di un trombo o di un embolo – dichiara il primario -, rappresenta in Italia la terza causa di morte e la prima causa assoluta di disabilità. Riconoscere i sintomi dell’ictus e curarlo in tempo (entro 4 – 6 ore dall’insorgenza), ma i benefici possono essere estesi anche entro 24 ore in alcuni pazienti, può evitare danni permanenti quali paralisi, perdita della vista e della parola o anche morte del paziente. A oggi il trattamento di questa malattia è effettuato nelle Stroke Unit mediante due procedure: la somministrazione di farmaci fibrinolitici per via endovenosa (con una efficacia pari al 50%) in grado di sciogliere il trombo e la rimozione meccanica del trombo per via intrarteriosa (con una efficacia di oltre l’90%) mediante tecniche innovative di radiologia interventistica.
In sintesi vi sono delle analogie con l’infarto miocardico dovuto anch’esso ad una occlusione acuta di arteria che porta il sangue al cuore, per cui in ambedue le patologie il tempo d’intervento è cruciale e cioè prima si interviene e maggiori sono le possibilità di sopravvivenza e di salvataggio del tessuto miocardico o cerebrale.
E se lo slogan “ il tempo è muscolo” è valido per l’infarto, il tempo è cervello”
è anch’esso valido per l’ictus, e la modalità di riapertura più efficace dell’arteria occlusa è rappresentata dalla terapia meccanica e cioè con un catetere ci si spinge fino a livello cerebrale in prossimità dell’occlusione dell’arteria e si aspira il materiale trombotico, ripristinando in tal modo il flusso sanguigno.
Si precisa che in Italia solo il 2-3% degli ictus viene trattato meccanicamente ed esclusivamente dai neuroradiologi interventisti e quasi mai dai cardiologi interventisti per cui l’intervento eseguito ad Agrigento può aprire strade nuove e colmare un vuoto nel nostro territorio dove appunto manca la figura del neuroradiogo interventista ed infatti da qualche anno il trattamento meccanico dell’ictus è diventato un argomento di rilievo nei congressi internazionali di cardiologia interventistica discutendo sulla necessità di coinvolgimento dei cardiologi e su come sfruttare al meglio la disponibilità territoriale delle emodinamiche e l’esperienza dei cardiologi interventisti.
I cardiologi di Agrigento hanno dimostrato che, anche con poche risorse a disposizione, si possono fare grandi cose in termini di salute e sicuramente potrebbero fare da battistrada i per gli emodinamisti che si vorranno cimentare con questa tecnica di salvataggio del cervello nei territori dove l’angioplastica cerebrale non viene effettuata.
Se questo intervento avrà un seguito dipenderà principalmente dalla collaborazione della neurologia a cui afferiscono i pazienti con ictus e dal supporto dei vertici dell’ospedale di Agrigento, in termini di aumento delle risorse umane, evitando in tal modo la sedia a rotelle a centinaia di persone”.

Adesso la palla passa alla Sanità siciliana e all’Asp di Agrigento. Il caso del dott. Caramanno è emblematico; ha eseguito un intervento non certo con tutti gli strumenti necessari e idonei. E nonostante ciò, caro assessore regionale Ruggero Razza e caro Direttore Generale Asp di Agrigento Gervasio Venuti, è stata salvata una vita.

Come dire che il primario agrigentino ha vinto un gran premio di Formula Uno con una 127 Special a dispetto di Vettel e Hamilton che guidavano una Ferrari e una Mercedes.

Aiutati che Dio ti aiuta. Cerchiamo di mettere nelle condizioni il genio Caramanno di guidare almeno una Red Bull, dotiamolo di ali.

Nella vita si perde e si vince. Quando, però, perdi con la morte, l’insuccesso e la sconfitta sono di tutti. Soprattutto se la causa è determinata dalla mancanza di materia prima, necessaria, vitale. Uno stend o un catetere adatto messo al posto giusto nel momento giusto rappresenta non solo la vittoria di Caramanno, ma di tutti.

 

 

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20 Risposte per “Il cardiologo Giuseppe Caramanno apre nuove frontiere per salvarsi dall’ictus. Eseguito ad Agrigento il primo trattamento endovascolare cerebrale”

  1. Filippo ha detto:

    Senza dubbio bravissimo

  2. Pippo Gibilaro ha detto:

    Leggere queste bellissime notizie, che per la cardiologia di Agrigento non sono novità, ci aiuta meglio a vivere in questo “profondo sud”. Complimenti ed affettuosità di vero cuore, avendo apprezzato sempre nel dott. Caramanno grande professionalità, coraggio ed umanità.

  3. Salvatore Borsellino ha detto:

    Grandeeeeeee

  4. Gianluigi Mirabelli ha detto:

    Complimenti a dottor Caramanno e a tutta l’equipe

  5. Nino Seviroli ha detto:

    Con tutto il cuore,auguroni.Professore.Grazie, per la sua
    .. Missione..

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