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I precari aggrappati al “collegato”

Migliaia di lavoratori precari aggrappati al “collegato” alla Finanziaria 2018 ancora in attesa di essere approvato dall’Assemblea Regionale. I dettagli.

Il “collegato” alla Finanziaria rimbalza avanti e indietro dalla Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale. L’approvazione è attesa dal 30 aprile scorso, quando è stata approvata la Finanziaria alla scadenza del termine ultimo perentorio. E dopo quasi due mesi, il “collegato” giace ancora a Palazzo dei Normanni, con rammarico di Nello Musumeci che, alcuni giorni addietro, ha puntato la telecamera verso se stesso, e, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha lanciato un messaggio “ultimatum” all’Assemblea: “Le riforme o tutti a casa”. Nel frattempo migliaia di lavoratori precari sono aggrappati all’ancora di salvataggio del “collegato”, e anche loro rimbalzano su e giù allo stesso modo dei 10 articoli di legge che compongono il testo di legge e che attendono di essere approvati a Sala d’Ercole. Si tratta degli ex sportellisti, i lavoratori Asu e gli interinali della Sas. Alcuni ex sportellisti hanno intrapreso lo sciopero della fame, e dormono in tende improvvisate in piazza Indipendenza, a ridosso delle sedi della Regione. Complessivamente sono 1700 lavoratori degli ex sportelli multifunzionali, che, secondo la Finanziaria del 2017, avrebbero dovuto potenziare i centri per l’impiego in materia di servizi di politiche attive del lavoro e altri servizi specialistici.

E invece poi nulla è stato concretizzato. E le loro speranze sono adesso riposte in un emendamento al famigerato “collegato” alla Finanziaria 2018, che impegna l’assessorato al Lavoro a ricercare una soluzione entro 180 giorni. Poi vi sono i lavoratori Asu, che sono circa 5.800 persone. I loro colleghi ex Pip sono stati dirottati dalla Finanziaria 2018 nel contenitore regionale “Resais”, anche si teme una impugnativa del provvedimento da parte del Governo nazionale. Invece gli Asu sono ancora fuori, e confidano nel “collegato”, che consentirebbe di essere dirottati anche loro nel contenitore regionale “Resais”.

E poi, infine, vi sono i precari della Sas, acronimo di Servizi ausiliari Sicilia, una partecipata regionale appesa letteralmente a un sottile filo di sopravvivenza. Qualora intervenisse la capitolazione, i lavoratori sarebbero traghettati nell’albo degli ex lavoratori delle partecipate regionali, in attesa di collocamento e di stabilità.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Veduta esterna di Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars (assemblea regionale siciliana). ANSA / FRANCO LANNINO

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