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I costi della Festa del mandorlo (3)

Proseguiamo con la narrazione dei costi della Festa del Mandorlo, organizzata per il secondo anno consecutivo dal Parco Archeologico Valle dei Templi.  Un’edizione che non sta brillando affatto e che, come tante altre, non lascerà traccia di sé, a fronte di una spesa che lievita giorno dopo giorno, specie per le iniziative collaterali che non hanno avuto quell’effetto calamita che  il Parco si augurava. Ne è un esempio il semi deserto di Piazza Cavour in occasione del concerto dei Beati Paoli, band di tutto rispetto ma che , evidentemente, non ha richiamato il grande pubblico, complice, anche,  una condizione meteorologica non certo amichevole.

Si impone quindi una riflessione: se l’evento è stato postergato nel mese di marzo per evitare il possibile maltempo di febbraio, l’esperimento non si può definire del tutto riuscito, snaturando fra l’altro la radice tradizionale della manifestazione che dovrebbe coincidere con la fioritura del mandorlo. La migliore formula, a nostro avviso, è quella adottata dal Comune due anni or sono, malgrado le pecche organizzative evidenziatesi, ossia un mese di eventi da febbraio a marzo con una prima parte dedicata al folclore regionale ed alle sue molteplici sfaccettature.

Detto ciò,  ci sembra incomprensibile la scelta del Parco di “regalare” una fetta della nostra manifestazione a Palermo Capitale della Cultura. Sarebbe opportuno capire se le spese per l’esibizione di alcuni gruppi nel capoluogo siciliano siano state supportate dall’ente promotore palermitano o dal Parco stesso. Scelta discutibile, ci permettiamo di dire, perché opera in senso inverso: non sono i palermitani che vengono da noi per godere della Festa ed incrementare quel già poco turismo infra regionale che la manifestazione riesce ad attrarre, ma siamo noi che portiamo loro le danze ed i gruppi, evitandogli di scomodarsi e di venire a spendere qualche euro ad Agrigento. A Chi si è voluto fare un favore!!?? Poi è scoppiato il caso dell’esibizione alla Scala dei Turchi del gruppo delle torri umane catalane. L’associazione Mareamico non ci sta e sui social denuncia:

“Siamo veramente nella repubblica delle banane- è scritto in un post su facebook – la Scala dei Turchi da più di due mesi è chiusa per pericolo di crollo, ma nonostante ciò sulla marna si è svolto uno spettacolo, molto pericoloso, con un gruppo folcloristico. Incredibile: sono state violate in un sol colpo ben due ordinanze, quella del Sindaco e  quella della Capitaneria”. Molto probabilmente il Parco avrà avuto le debite autorizzazioni dagli organi competenti, ma anche su questo vi sarebbe da ridire perché se un luogo, una situazione, possono essere pericolosi per l’incolumità pubblica, crediamo che lo debbano essere sempre e per tutti!

Torniamo ai costi ai nuovi  costi della Festa del Mandorlo: Per la Four on Six Band di Fausto Savatteri (fratello del regista Marco) sono stati stanziati 4.776 euro; alla ditta Visiva marketing tools vanno 1.708 euro per il servizio pubblicitario presso l’aeroporto di Palermo; 715 euro vanno, inceve, alla ditta Michele Cucinotta  & C. per il servizio di transfert da Messina ad Agrigento degli zampognari e dei componenti dell’associazione Antica Ionica. Per l’ospitalità dei gruppi  folcloristici sono stati determinati: 8.850 euro al Dimora Hostel; 38.760 all’hotel Akrabello; 8.281  al residence Villa Margherita. Ancora 951,60 vanno a Deborah Idelia Brancato per la realizzazione del laboratorio di flamenco e cultura spagnola; infine, 2.200 alla Multimedia artisti associati per il concerto della Lino Patruno band.

1 Risposta per “I costi della Festa del mandorlo (3)”

  1. philips ha detto:

    La festa, non più sagra del mandorlo” è stata snaturata, il mese di febbraio abbiamo avuto un meraviglia che solo Dio ci può dare, la Valle tutta imbiancata (qui i politici non possono farci niente) mentre ieri il mandorlo aveva già i frutti (minnulicchi); la sfilata veniva fatta in gran disordine e con gruppi separati da centinaia di metri, e dire che oggi con i mezzi di comunicazione moderni è possibile colloquiare al primo all’ultimo gruppo per tenerli sempre avvicinati.Che dire poi del traffico, disordine assoluto.

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